Apollo: il laser australiano che abbatte 200 droni con una sola carica
L'azienda australiana EOS ha presentato Apollo HELW, un laser da 150 kW capace di abbattere 200 droni con la sola alimentazione interna. Installabile in container o su veicoli, copre 360°, colpisce fino a 3 km e acceca sensori a 15 km
di Francesco Messina pubblicata il 19 Settembre 2025, alle 09:51 nel canale Scienza e tecnologia









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46 Commenti
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le vernici se ne fa un baffo ma oro, rame, etc sono difficili da tagliare ma non IMPOSSIBILI
basta avere un laser differente.. il laser a CO2 non riesce a tagliare il rame perchè il rame lo riflette ma un laser in fibra lo taglia senza problemi (così come oro e argento)
ma se il drone fosse rivestito di vetro specchiante ?
una laser UV o sempre il laser a fibra lo taglia lo stesso ma il problema (industrialmente parlando) è che il vetro si frantuma danneggiando il prodotto.. ma se devo rompere un drone a 3 km me ne frega poco
fra l'altro basta un laser molto poco potente in questo caso
va detto che dubito vedremo droni in oro e rame.. e anche droni con gli specchi li vedo difficili da produrre ma se li producessero basta cambiare il tipo di laser usato e li si distrugge lo stesso.. puoi riflettere il raggio ma il calore prodotto farebbe esplodere lo specchio e poi il laser lo buca
tu parli di laser da 20W non da 100.000W ..
se hai mai visto lavorare laser industriali hai idea di cosa possono fare e fanno paura.. io volevo comprarmene uno da 100W per hobby ma me lo hanno vietato
Diciamo che anche solo a logica pensare che Cina, Russia, Usa, UE, spendano miliardi di $ in una tecnologia annullabile da 4$ di vernice su amazon o con lo "specchio riflesso chi lo dice lo è cento volte più di me"...
RAIL SHIPPED GUN, BY JAPAN
https://www.twz.com/sea/japanese-wa...-the-first-time
Link ad immagine (click per visualizzarla)
sarebbe contro i missili ipersonici usati dai nostalgici di imperi funzionali alla distruzione di diritti umani
RAIL SHIPPED GUN, BY JAPAN
https://www.twz.com/sea/japanese-wa...-the-first-time
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sarebbe contro i missili ipersonici usati dai nostalgici di imperi funzionali alla distruzione di diritti umani del passato
letto ieri l'articolo.. è ancora presto.. ma potrebbe riportare in auge i cannoni sulle navi stile battleship.. sarebbe una figata.. per ora però ha ancora qualche problema ma è uno spettacolo pensare che con una spesa irrisoria potrebbe distruggere un missile ipersonico costosissimo rendendo inutile anche sistemi a grappolo..
una difesa efficace a "poco costo" a quanto pare
[U]una difesa efficace a "poco costo" a quanto pare[/U]
da quello che ho letto altrove sul parametro vantaggioso per i costi oltre al fatto che non ci siano problemi all'implementazione per la difesa,
specialmente contro il vicino esagitato lanciatore di missili,
mi chiedo se gli si distruggano i missili e glieli si fanno ricardere sul suo territorio come potrà piangere senza difesa
oltre a potere essere utile contro i missili ipersonici del nostalgico era zarista
Non è necessario, i droni Geran russi già ora operano ad altitudini sopra i 3Km per rimanere fuori dalla portata dei proiettili, costringendo l'Ucraina ad usare necessariamente i missili per abbatterli.
Basta far volare il drone ad elevate altitudini e già il laser avrebbe come unica opportunità la fase di picchiata per poterli colpire.
Quello che invece non dicono è che un arma di questo tipo ha sì un costo basso per ogni abbattimento, ma l'arma in sè costa molto e può essere facilmente danneggiata da submunizioni di artiglieria, testate a grappolo o piccoli droni di fanteria se volano a bassa quota.
"Pochi ma supercostosi e supertecnologici" è un approccio ad un altro tipo di problema, sono droni che possono fare migliaia di km, a svariati km d'altezza passando assolutamente inosservati in territorio ostile. Come ricognitori possono sostituire un satellite e possono mettere a segno attacchi precisi su bersagli in movimento. Quelli di cui parli tu invece sono droni kamikaze.
Lo scopo dell'iron dome non è quello di abbattere tutto ciò che vola, bensì solo droni, razzi e missili che hanno come bersaglio obiettivi rilevanti, tipo edifici abitati o altre strutture sensibili. Molto del ciarpame che Iran, Hamas & Co lanciano su Israele è lanciato a caso o comunque è molto impreciso, non avrebbe senso abbattere un razzo che andrà a schiantarsi nel deserto. Il sistema Iron Dome calcola la traiettoria di ogni oggetto rilevato, in base a questo decide se l'abbattimento vale la pena o no, considerando il costo del missili usati.
Parallelamente studi e test su droni "ipertecno" vanno avanti, ma non in maniera supplementare agli altri.
Certamente
Basta far volare il drone ad elevate altitudini e già il laser avrebbe come unica opportunità la fase di picchiata per poterli colpire.
Quello che invece non dicono è che un arma di questo tipo ha sì un costo basso per ogni abbattimento, ma l'arma in sè costa molto e può essere facilmente danneggiata da submunizioni di artiglieria, testate a grappolo o piccoli droni di fanteria se volano a bassa quota.
Per droni ad una certa altezza fanno partire i caccia. Adesso comunque esistono (o esisteranno a breve) missili economici apposta per essere anti-drone, tipo l'Advanced Precision Kill Weapon System (APKWS).
Israele, non proprio una banda di cialtroni in ambito Difesa, ha deciso che era meno costoso lasciar colpire i droni iraniani piuttosto che abbatterli.
Come per ogni novità militare le contromisure arrivano in fretta.
Parallelamente studi e test su droni "ipertecno" vanno avanti, ma non in maniera supplementare agli altri.
Il fatto è devi contrastare droni economici con armi economiche, drono sofisticato o missili sofisticati con armi sofisticate e proporzionalmente costose.
Se incominci a sparare missili da milioni di dollari contro bersagli gli Shahed o Geran che costano qualche migliaio di dollari e sono lanciati in massa alla fine il difensore è quello che perde anche se li abbatte tutti.
La Nato ha fatto una figura abbastanza misera con i droni Russi lanciati in Polonia: ne sono stati intercettati pochissimi e con costi altissimi, segno che siamo completamente impreparati a quel tipo di minaccia.
Se ne lanciassero 500 il tasso d'intercettazione sarebbe miserrimo.
Una difesa area moderna è fatta di molti strati che vanno utilizzate a secondo della minaccia.
Contro quel tipo di droni lenti, mossi da motori da cinquantino si sono dimostrate efficaci armi come i Gepard, vecchie antiaeree della guerra fredda, il problema è il numero ne servirebbero centinaia in un conflitto come quello ucraino ma non ci sono.
Ora le stanno sostituendo con le skyranger ma sempre si tratta di creare un sistema industrile che sia in grado di produrne in una quantità sufficiente a questo tipo di conflitti.
Di sistemi antidrone ce ne sono diversi e di diverso tipo, ma per ora non abbiamo quasi nulla che possa essere prodotto con la scala necessaria.
Si, ma la cosa particolare é che prima degli sciami azeri gli Occidentali non avevano investito nulla su quella tipologia di droni, quindi sostituivamo i satelliti, colpivamo un talebano in motorino, ma siamo in braghe di tela sugli altri.
La novitá é stata che col passare dei giorni anche gli edifici abitati sono stati considerati "colpibili" perché di quel passo non avrebbero presto potuto difendere nemmeno i bersagli grossi.
Il calcolo del costo é iniziato durante l'ultima guerra, prima la vita di un israeliano non doveva avere prezzo.
Se incominci a sparare missili da milioni di dollari contro bersagli gli Shahed o Geran che costano qualche migliaio di dollari e sono lanciati in massa alla fine il difensore è quello che perde anche se li abbatte tutti.
Vero
Se ne lanciassero 500 il tasso d'intercettazione sarebbe miserrimo.
Verissimo, infatti ritengo quella russa una minchiata, é vero che cosí potranno distrarre risorse che sarebbero finite in armi piú pericolose, ma hanno svegliato la Nato su un buco nella cisterna, che verrá chiuso prima che diventi pericoloso.
Si, ma ad esempio la difesa aerea italiana era calibrata su Lungo, medio, breve e brevissimo raggio, ma non a buttare giú migliaia di cessi volanti lanciati a caso. Ora sicuramente si rimedierá.
Ora le stanno sostituendo con le skyranger ma sempre si tratta di creare un sistema industrile che sia in grado di produrne in una quantità sufficiente a questo tipo di conflitti.
e per fortuna che sono saltatyi fuori quando ormai eravamo fuori da AFG e IRQ, altrimenti erano cazz...
altrettanto vero, ma ad ora non cosí tanti che vadano oltre la fantasia degli ucraini, ma ormai tutti stanno investendo, non manca molto, produrli in numero decente sará la sfida successiva
Non sono altrettanto fiducioso.
Chi dovrà rimediare sono gli europei e sappiamo che ognuno procederà a proprio modo.
Anche qui ho poca fiducia, visto l'opposizione che c'è al riarmo.
Proprio non c'è la percezione del pericolo e c'è ancora meno voglia di mettere mano al portafoglio ( che sappiamo già essere vuoto)
Kellogg ha detto che gli Ucraini sono più avanti degli americani nella guerra con i droni. La cosa intelligente che alcuni paesi stanno facendo è proprio quella di aprire delle partnership per scambiare il know-how.
Ma non ho sentito nulla dall'Italia.
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