Abbiamo visto dal vivo Indycar Autonomous Challenge: incredibile, ma non pronto per la TV
Durante il CES di Las Vegas abbiamo avuto la possibilità di assistere alla gara di Indycar con monoposto autonome. Tecnologia di altissimo livello, ma lo show è da migliorare. Ennesima vittoria italiana del team PoliMove
di Massimiliano Zocchi pubblicata il 10 Gennaio 2023, alle 09:52 nel canale Scienza e tecnologiaIndy Autonomous Challenge
Indycar Autonomous Challenge è il campionato di monoposto Indy completamente autonome. Non elettriche in questo caso, almeno in questa prima fase, le auto somigliano a quelle delle gare normali, salvo un array di sensori e computer al posto del pilota.
Le vetture sono tutte identiche, e i team, al di là della normale manutenzione, non possono operare in alcun modo sulla parte motoristica, per far sì che la gara sia il più possibile alla pari. Si lavora invece, ed a livelli altissimi, sul software che guida le auto, tanto che si può decisamente affermare che a trionfare sono le squadre che hanno saputo sviluppare algoritmi più efficaci.

In chiusura del CES 2023 abbiamo avuto l'opportunità di seguire dal vivo la gara organizzata al Las Vegas Motor Speedway, per meglio comprendere pro e contro del campionato, nel quale gareggiano team collegati ad università di tutto il mondo. Chiariamo subito una cosa: durante un evento Indy Autonomous Challenge non ci sono gare nel senso classico della parola. Le auto non scendono tutte insieme in pista, ma a coppie, e si sfidano in gare di sorpassi con difficoltà crescente.

L'auto leader deve seguire un determinato passo, e una velocità fissa, mentre chi insegue ha diritto a maggiore velocità (come una sorta di DRS, ma software) e l'algoritmo della squadra deve calcolare al meglio il sorpasso. Ci sono due giri di tempo per compiere la manovra, in caso contrario la vittoria va a chi sta davanti. Nel caso invece in cui il sorpasso vada in porto, si prosegue così, scambiandosi continuamente la posizione, e aumentando la velocità gradualmente, fino a che qualcuno deve rinunciare al sorpasso o compie un errore. Durante la gara a cui abbiamo assistito la velocità massima è stata di circa 290 km/h.

La spiegazione del regolamento già fa capire come questa atipica formula non sia paragonabile allo spettacolo di auto in pista a cui normalmente siamo abituati. Non deve però ingannare l'apparente semplicità delle regole. Vedere dal vivo queste auto compiere tali manovre è assolutamente spettacolare, e quasi non ci si crede. Su un tracciato come quelli tipici Indy poi, fa impressione vedere il software decidere di andare in parabolica in curva, per uscire più veloce al rettilineo successivo, o ancora, vedere l'auto leader che decide di "chiudere la porta" costringendo l'avversario a una brusca frenata.

I contro piuttosto sono legati ai tempi decisamente dilatati tra le sessioni, o agli stop dovuti a inconvenienti tecnici, come successo anche nella gara che abbiamo visto. Sembra difficile oggi immaginare una diretta TV di una di queste gare, con il rischio di non far passare il giusto messaggio. Sono sì gare automobilistiche, ma con la ricerca al primo posto, anche se, e lo abbiamo visto, non manca la voglia di vincere e di competere tra i team.
E da questo punto di vista l'Italia ha un ruolo di primaria importanza, vista la presenza di due squadre, TII EuroRacing - Università di Modena e Reggio Emilia, e PoliMOVE - Politecnico di Milano, University of Alabama. Proprio quest'ultima è tra le migliori squadre, ed anche a Las Vegas si è distinta, con vittoria finale, battendo MIT di Boston in semifinale, e TUM Autonomous di Monaco in finale. Per il Politecnico di Milano anche il record di velocità.

Proprio nella dinamica della vittoria italiana in finale si può meglio comprendere le sfide di queste tecnologie. Il team tedesco, dopo alcuni round alla pari, ha effettuato un sorpasso all'esterno (sarebbe più giusto dire che è il software ad averlo deciso) portando le ruote sullo sporco. PoliMove è tornata senza grosse difficoltà davanti, ed a questo punto TUM ha effettuato lo stesso tipo di sorpasso, ma le ruote, già sporche, non hanno tenuto, mandando in testacoda la vettura. Un errore che forse un pilota umano non avrebbe commesso, conscio del rischio dello sporco all'esterno, un parametro che forse i secondi classificati andranno a integrare meglio per le prossime sfide.
E tra gli appuntamenti futuri ci sarà anche Monza, a giugno 2023, dove è stato promesso più spettacolo, e forse qualche modifica al format. Non è ancora chiaro se si correrà con un tracciato ricavato simile a un ovale americano, o se verrà alzata ulteriormente l'asticella della difficoltà del percorso, in ogni caso saremo presenti per riportarvi progressi e novità di questo interessante esperimento.










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2 Commenti
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credo che sia l'unica cosa bella della cosa, un gruppo universitario italiano che ha creato un AI migliore degli altri.
per il resto uno sport senza atleti/piloti che fanno qualcosa sul campo ... boh.. è un e-sport giocato con giocattoli veri, è una partita a scacchi ma è difficile pensare sia interessante per la gente di questa epoca da vedere in tv.. auto uguali la cui unica differenza è il software montato
https://alumni.polimi.it/2021/10/29...-team-polimove/
mi sfugge se queste gare sono solo esercizi di stile o comunque le ricerce in merito all'IA vengono condivise con la comunità per velocizzare la transizione verso la guida autonoma nelle strade pubbliche
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