Spotify penalizza gli artisti che collaborano con i concorrenti, la società smentisce

Spotify penalizza gli artisti che collaborano con i concorrenti, la società smentisce

Secondo un report di Bloomberg Spotify avrebbe penalizzato sul proprio servizio gli artisti che sono soliti collaborare con la concorrenza offrendo le proprie opere in esclusiva. Non è tardato ad arrivare un commento ufficiale

di pubblicata il , alle 09:32 nel canale Programmi
Spotify
 

Spotify non ha mai nascosto la propria avversità contro le esclusive nel mondo dello streaming musicale. Apple Music e Tidal, nello specifico, di recente hanno ottenuto l'esclusiva al lancio per la riproduzione di alcuni album, fenomeno ritenuto "negativo per l'intera industria" dai vertici della start-up leader del mercato. Secondo un nuovo report di Bloomberg apparso nel fine settimana, tuttavia, Spotify sarebbe scesa in campo nella sua manovra "anti-esclusive" penalizzando gli artisti che sono soliti collaborare con i servizi della concorrenza.

Nel report si legge che alcuni brani degli artisti coinvolti in collaborazioni con i due servizi della concorrenza sarebbero stati allontanati dalle playlist featured o posizionati in basso nelle ricerche, con una conseguente visibilità inferiore. Nell'articolo Bloomberg ha citato un artista rimasto anonimo che non ha fatto debuttare un suo nuovo brano su Beats 1, la radio dedicata di Apple su Apple Music, per paura di ritorsioni da parte di Spotify, ma la start-up svedese ha subito risposto a queste accuse denunciando come "inequivocabilmente falso" quanto scritto da Bloomberg.

L'uso di strategie alternative nel settore dello streaming musicale non sarebbe comunque una novità vera e propria. Apple è ancora lontana dai 30 milioni di utenti di Spotify ma cerca di guadagnare terreno sfruttando le esclusive temporali di artisti come Drake, Chance the Rapper, Frank Ocean. Ma se per artisti di questo calibro eventuali rappresaglie da parte di Spotify non hanno particolari effetti, per un artista emergente potrebbe essere un serio problema. L'anno scorso Apple, inoltre, era stata accusata di aver sabotato Tidal richiedendo tempistiche troppo lunghe per l'approvazione degli aggiornamenti su App Store, o di aver penalizzato artisti che avevano collaborato con i concorrenti.

Se un'eventuale manovra di penalizzazione da parte di Spotify fosse reale potrebbe pertanto non essere una novità assoluta nel campo dello streaming musicale. La novità arriva tuttavia in un momento poco propizio per la start-up svedese: la compagnia è in trattativa con le etichette musicali per nuovi accordi di licenza, necessari per entrare in borsa con profitto. Fra le due parti si sta discutendo sulla possibilità di offrire alcuni contenuti solamente agli utenti paganti, mentre ad oggi tutti gli utenti hanno a disposizione tutto il catalogo proposto sul servizio. 

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2 Commenti
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gabriweb29 Agosto 2016, 14:07 #1
Io sono uno dei primi abbonati al servizio Premium in Italia. Il primo anno ho trovato tutto quello che mi interessava all'interno del loro catalogo, poi gradualmente hanno cominciato a perdere un sacco di licenze. Se il trend continua in modo così evidente mi costringono a chiudere l'abbonamento e a rivolgermi a qualche piattaforma concorrente.
Simonex8429 Agosto 2016, 14:13 #2
A prezzo pieno secondo me non conviene, ho fatto i 3 mesi estivi con la promozione a 99 cents, ma sinceramente mi trovo bene anche con la pubblicità quindi vado avanti con la versione free.

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