Software libero nella Pubblica Amministrazione, l'ora dell'Italia

Software libero nella Pubblica Amministrazione, l'ora dell'Italia

Precedenza all'Open Source nella Pubblica Amministrazione: ad affermarlo è una legge che sostituisce la precedente in termini di modalità di scelta per il software da utilizzare.

di pubblicata il , alle 16:51 nel canale Programmi
 

All'interno dei provvedimenti di spending review del Governo ricade una nuova modalità di scelta per il software da utilizzare nella Pubblica Amministrazione. Ampio spazio all'Open Source, grazie alla legge n. 134 datata 7 agosto 2012. Come riportato da Eupli.it, l'articolo 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) offre le linee guida per le procedure di acquisizione del software da parte della Pubblica amministrazione. Il criterio, condivisibile, sottolinea l'importanza di comparare diverse soluzioni, scegliendo fra quelle esistenti, realizzate ad hoc o anche Open Source.

Citando direttamente da Normattiva.it troviamo l'interessante cambiamento - LEGGE 7 agosto 2012, n. 134 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese. (12G0152) (GU n.187 del 11-8-2012 - Suppl. Ordinario n. 171 ) -, come riportato nella tabella precedente:

Il comma 1 dell'articolo 68 del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e' sostituito dal seguente:

"1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:

a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;

b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;

c) software libero o a codice sorgente aperto;

d) software combinazione delle precedenti soluzioni. Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l'impossibilita' di accedere a soluzioni open source o gia' sviluppate all'interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e' consentita l'acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso. La valutazione di cui al presente comma e' effettuata secondo le modalita' e i criteri definiti dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi' parere circa il loro rispetto"».

La novità inclusa nella nuova legge, segnalata anche da Istituto Majorana, è di importanza notevole. La nuova normativa parla chiaro: se in precedenza non vi erano criteri di priorità fra le soluzioni, la precedenza ora è data al software Open Source, a meno che questo, per un preciso motivo da dimostrare, non sia adatto allo scopo. Resta ora da capire se e in che misura verrà recepita dai responsabili IT della Pubblica Amministrazione, ma è sicuramente un successo il fatto di valutare con attenzione in ricorso a software Open Source, sulla scia di altri paesi europei.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

100 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Soulbringer03 Settembre 2012, 16:55 #1
Ce li vedo negli uffici postali ad usare Linux da riga di comando!
Già adesso fanno ridere, figuriamoci poi così...
vampirodolce103 Settembre 2012, 17:04 #2
Spero che la tua sia una battuta. Non mi risulta che attualmente gli impiegati degli uffici postali mettano mano al registro di configurazione di Windows.
Non sono e non saranno dei tecnici solo perche' cambia il sistema operativo o l'applicazione che usano.
AlanBoo03 Settembre 2012, 17:04 #3
software libero, quest'ultima parola sembra quasi che l'italia abbia bisogno di open-source cosi con il codice aperto chissà quali cose si potrà fare.
Chiamiamolo invece software aggratis che rende la giusta idea ed è quello che ci serve per risparmiare solo nell'immediato ed all'apparenza una marea di soldi.
shellx03 Settembre 2012, 17:05 #4
finaaalmenteeee era oraaaa, qualcosa si muove in questo ecosistema di monopolio, pizzo, e speculazione.

Originariamente inviato da: Soulbringer
Ce li vedo negli uffici postali ad usare Linux da riga di comando!
Già adesso fanno ridere, figuriamoci poi così...


Perchè gli enti pubblici si fanno consulenza da soli sui sistemi winzoz ? I consulenti inambienti micro$oft sono deceduti ?
Tuttavia usare linux nel 2012 (come utente di utilizzo applicativo) è pari a usare os windows, soprattutto su distro strutturate con interfaccie grafiche a prova di utonti.
Non credo che gli installeranno Gentoo o distro Slackware based. Sicuramente andranno a gogo di ubuntu, fedora, e suse.

Per le consulenze: chiameranno consulenti e sysadmin esperti in ambienti unix, anzichè microzoz.
pabloski03 Settembre 2012, 17:06 #5
Originariamente inviato da: Soulbringer
Ce li vedo negli uffici postali ad usare Linux da riga di comando!
Già adesso fanno ridere, figuriamoci poi così...


Almeno non potranno usare la solita scusa del sistema crashato
pabloski03 Settembre 2012, 17:09 #6
Originariamente inviato da: shellx
finaaalmenteeee era oraaaa, qualcosa si muove in questo ecosistema di monopolio, pizzo, e speculazione.


Il problema è che sul fronte appalti e spese non cambierà nulla. Tanto i mafiosi ci sono oggi che forniscono pc con windows e software closed vari e mafiosi ci saranno domani che forniranno software opensource.

Sul fronte dell'accessibilità invece cambierà molto. Poter finalmente guardare rai.tv sarà un bel passo avanti

E comunque lo Stato dovrebbe sempre fornire almeno i documenti in formati open, che tutti possano leggere senza dover pagare o craccare un software proprietario. In fondo quei documenti vengo creati con i soldi delle nostre tasse.

Comunque il motivo vero è un altro e cioè che il governo ha trovato una marea d'incompatibilità tra i vari software usati dalle PA locali. Inutile dire quanto un caos del genere pone problemi serissimi alla comunicazione di informazioni tra le agenzie statali. Lo scopo è di imporre in maniera soft degli standard per garantire la totale interoperabilità tra le varie PA.
utente_medio_03 Settembre 2012, 17:10 #7
Originariamente inviato da: pabloski
Almeno non potranno usare la solita scusa del sistema crashato


un paio di mesi fa si è bloccato il sistema mentre la cassiera mi stava prelevando dei soldi...si si ogni tanto capita mi fa....ctrl+alt+canc riavvia bam bella schermatina di avvio di win2000
aald21303 Settembre 2012, 17:11 #8
Originariamente inviato da: AlanBoo
software libero, quest'ultima parola sembra quasi che l'italia abbia bisogno di open-source cosi con il codice aperto chissà quali cose si potrà fare.
Chiamiamolo invece software aggratis che rende la giusta idea ed è quello che ci serve per risparmiare solo nell'immediato ed all'apparenza una marea di soldi.


I vantaggi del software libero non è necessariamente il fatto che non si paghi.
Parte degli svantaggi dei software proprietari è che ci si deve riferire unicamente all'azienda produttrice per customizzazioni e/o supporto, che sono una componente molto importante in ambito business.
Altro svantaggio è che i software proprietari non sono necessariamente interoperabili, il che nuovamente, forza il rapport con l'azienda produttrice.

I software aperti, insomma, prevengono varie forme di monopolio.
johnnyc_8403 Settembre 2012, 17:12 #9
Presso il comune di Parma tutti gli sportelli rivolti al pubblico (saranno una trentina) sono muniti di iMac con installata naturalmente copia di Windows (quindi pagata sia licenza di OSx che di Win)... chissà quando finirà questo scempio nella repubblica delle banane per eccellenza...
elevul03 Settembre 2012, 17:12 #10
Vediamo come riescono ad usare sta roba per buttare ancora più soldi di quanto già non facciano, e rendere le cose più inefficienti di quanto già non siano...

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^