Phoenix HyperSpace: l'evoluzione del BIOS

Phoenix HyperSpace: l'evoluzione del BIOS

Le tecnologie Hyperspace, sviluppate dal leader nel settore dei BIOS Phoenix, permettono l'esecuzione di applicazioni instant on da un ambiente virtuale accessibile anche a PC spento

di pubblicata il , alle 12:19 nel canale Programmi
 

Phoenix promette di risolvere uno dei principali problemi relativi all'uso del pc: l'attesa dell'avvio completo prima di poter avviare una specifica applicazione. Il problema è mal tollerato anche da chi utilizza i notebook. Alcuni produttori hanno cercato di ovviare all'attesa installando sui portatili soluzioni embedded dedicate alla multimedialità, e in genere basate su linux.

Quanto propone Phoenix con le tecnologie HyperSpace è ben altro, infatti, la soluzione documentata a questo indirizzo promette la possibilità di creare un layer tra hardware e sistema operativo, accessibile anche a PC spento. Con HyperSpace i produttori di hardware avranno la possibilità di installare in una specifica area di memoria alcune applicazioni software, accessibili attraverso tasti dedicati.

Le applicazioni presenti nello spazio gestito da HyperSpace saranno utilizzabili in pochi secondi a sistema operativo non avviato: questa è una delle particolarità più significative della nuova soluzione Phonenix basata, lo ricordiamo, sulle specifiche EFI. Phoenix ha creato un ambiente virtuale in grado di interagire con le principali componenti hardware del PC - hard disk e schede di rete comprese - e capace di supportare anche le richieste provenienti dal sistema operativo.

HyperSpace dovrebbe anche consentire tempi di start up e di accesso al sistema operativo più rapidi perché, pare, che tali tecnologie si prendano anche carico dell' inizializzazione dei driver di sistema. Di fatto il sistema operativo è come se facesse sempre un boot 'a caldo' partendo da una condizione simile allo stand-by. In merito a questo specifico aspetto mancano dettagli e cercheremo di approfondire in seguito.

Gli utenti più attenti alle questioni di sicurezza avranno notato che HyperSpace crea un ambiente virtuale al cui interno le applicazioni restano isolate dal sistema operativo principale. Questo aspetto rende possibile l'esecuzione di applicazioni come browser e posta elettronica, esposte a maggiori rischi, in un ambiente fisicamente isolato dal restante ambiente di lavoro; in tal caso sarà poi necessario attuare efficaci metodi per garantire l'interoperabilità tra i due ambienti preservando la sicurezza.

Phoenix suggerisce HyperSpace  per l'installazione di applicazioni legate alla sicurezza: antivirus, personal firewall e simili software potrebbero beneficiare di tali tecnologie. HyperSpace permette anche di accedere al sistema da remoto per effettuare aggiornamenti software o altre azioni di manutenzione: questa caratteristica può essere sfruttata vantaggiosamente in ambiti aziendali.

Agli esempi appena citati si aggiungono tutte le possibili applicazioni multimediali. HyperSpace promette la possibilità di avere un sistema instant-on, o quasi, e l'abbinamento con i poco diffusi display aggiuntivi - funzionalità Sideshow- potrebbe avere interessanti applicazioni pratiche per il mercato dei PC, notebook compresi.

La soluzione di Phoenix non è la sola proposta in questo periodo, infatti alcuni produttori di hardware hanno di recente presentato soluzioni simili, ma non identiche. Asus propone sulla scheda madre P5E3 una soluzione sviluppata da DeviceVM: anche in tal caso viene creata una virtual machine capace di gestire alcune applicazioni. Nelle prossime settimane pubblicheremo una prova dedicata alla P5E3 e analizzeremo in dettaglio tutte le opzioni disponibili.

Phoenix può far valere la propria posizione di leader di mercato ma saranno i produttori di hardware a dover fare gran parte del lavoro, infatti, avranno a propria disposizione nuove e interessanti strumenti per sviluppare soluzioni utili e personalizzate da implementare specifici prodotti. Forse, per una volta, non sarà possibile dare la colpa al solo sistema operativo.

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18 Commenti
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Redvex07 Novembre 2007, 12:33 #1
La storiella dell'instant on la sento ormai da diverso tempo. Ma fino ad ora solo parole e niente di concreto. Che sia la volta buona?
Ma lo spazio onboard quanto sarebbe poi?
Ma sinceramente NAV non ce lo vedo proprio a girare li...altro che instant on......
onofalt07 Novembre 2007, 12:34 #2

Copioni....

l'ho postato sul mio blog in sec fa ditemi che ne pensate http://onofalt.blogspot.com/
jappino14707 Novembre 2007, 12:35 #3
Ma il bios in quanto tale non doveva essere soppianto da efi,da parte di intel,con l'avvento della piattaforma santa rosa?

o mi sbaglio?


ciao
lucusta07 Novembre 2007, 12:53 #4
per lo start dovrevve essere solo l'eliminazione della tabulazione degli IRQ.

i bios EFI sono molto promettenti, proprio per via del layer software che possono interporre tra' HW e sistema operativo.
sarebbe molto bello ad esemplio l'emulazione di HDD creati fisicamente su partizioni di memoria RAM con driver virtuali, caricati dall'HDD fisico, od un layer realmente totale capace di virtualizzare l'HW; si avrebbe percio' la possibilita' di caricare diversi sistemi operativi per compiere lo switch da uno all'altro, come piu' o meno fa' vmware, con la sola differenza che il layer del driver sarebbe prodotto direttamente dal produttore dello specifico hw (ad esempio della scheda video), consentendo di ottenere non una generica scheda in virtualizzazione, ma esattamente quello che si ha nel PC.
Thebaro07 Novembre 2007, 12:54 #5
Originariamente inviato da: jappino147
Ma il bios in quanto tale non doveva essere soppianto,da parte di intel,con l'avvento della piattaforma santa rosa?

o mi sbaglio?


ciao


niente marmellata l'hanno mangiata i 3 porcellini...


non sanno + cosa inventare....
Negadrive07 Novembre 2007, 13:22 #6
Mi viene in mente l'Olivetti Quaderno, annata 1992, che anche da spento (in realtà in "suspend" poteva funzionare da registratore vocale su HD e aveva il SO su ROM (MS-ROMDOS).

Link ad immagine (click per visualizzarla)

Bella idea comunque.
Sir Wallace07 Novembre 2007, 13:52 #7
Ma se HiperSpace accede all'HD senza SO... non può sapere cosa può toccare e cosa no... o meglio, credo possa toccare QUALUNQUE cosa, fregandosene dei permessi effettivi... e non mi pare proprio questa gran sicurezza... o no?
Hitman07907 Novembre 2007, 13:52 #8
sarà anche un po' old...ma è una figata...
praticamente spariranno le architetturo, il programmatore creerà un SO universale..e ci penserà l'efi a redirigire le istruzioni nel modo più corretto alle varie parti HW
Evanghelion00107 Novembre 2007, 13:54 #9
Siamo sicuri che sia questo il modo di eliminare il maledettissimo bios?
jappilas07 Novembre 2007, 14:08 #10
allora, facciamo un po' di chiarezza...
Originariamente inviato da: jappino147
Ma il bios in quanto tale non doveva essere soppianto da efi,da parte di intel,con l'avvento della piattaforma santa rosa?
sì, intel aveva previsto una migrazione dall' architettura software del BIOS PC-AT a quella EFI, poi diventata pare UEFI - il punto però è che (continua)
Originariamente inviato da: lucusta]i bios EFI sono molto promettenti, proprio per via del layer software che possono interporre tra' HW e sistema operativo.
sarebbe molto bello ad esemplio l'emulazione di HDD creati fisicamente su partizioni di memoria RAM con driver virtuali, caricati dall'HDD fisico, od un layer realmente totale capace di virtualizzare l'HW
(continua) ... per come me lo ricordavo, l' implementazione EFI non era intesa per sostituirsi al sistema operativo, ma per complementarlo fornendo gli stessi servizi forniti attualmente dal BIOS (device enumeration, power management, boot...) attraverso un sistema più versatile, "legacy free" e portabile, che del vecchio BIOS eliminerebbe alcune idiosincrasie
a cominciare dal sistema delle option rom a bordo di certe classi di schede di espansione e contenenti assembly x86 a 16 bit per i firmware locali, sostituiti da driver in bytecode interpretato - ma sempre non nativi

questo Hyperspace invece, sarebbe un sistema multilivello , dotato da una parte di un componente di appoggio per la virtualizzazione di sistemi operativi diversi, dall'altra di un ambiente operativo grafico, (come già l' analogo Splashtop, basato su linux, di cui sarebbe dotata la asus p5e) avviato direttamente al posto di un OS completo e (pare) eseguito interamente in RAM senza ricorrere allo swap (il che vuol dire, che sarà necessaria una discreta quantità di memoria per lavorare senza troppe limitazioni ) e inoltre dotato di un numero di applicazioni limitato e in versione specifica, cioè limitata rispetto alla controparte generica per windows o linux
pare che phoenix escluda la possibilità per l' utente finale di installare autonomamente nuove applicazioni, e preferisca cercare accordi di collaborazione con gli sviluppatori delle più importanti applicazioni open source "orizzontali", per la creazione di versioni "embedded" da integrare direttamente nella piattaforma, che quindi sarà "semi-closed"
Originariamente inviato da: Redvex
<...>
Ma lo spazio onboard quanto sarebbe poi?
kernel calibrato per la piattaforma, motore grafico, un "desktop theme", alcuni tool, applicazioni come browser, email, wordprocessor.. un centinaio di MB di flash memory dovrebbero essere più che sufficienti, fors' anche eccessivi, per un' immagine completa del sistema
[QUOTE]Ma sinceramente NAV non ce lo vedo proprio a girare li...altro che instant on......
vedi sopra, dubito che far girare NAV sia anche lontanamente previsto ..
Originariamente inviato da: Negadrive
Mi viene in mente l'Olivetti Quaderno, annata 1992, che anche da spento (in realtà in "suspend" poteva funzionare da registratore vocale su HD e aveva il SO su ROM (MS-ROMDOS).
e non solo quello, pare che svariati altri sistemi, anche più recenti, permettano proprio tramite firmware custom, di svolgere determinate funzioni (e.g. riproduzione di file multimediali o dvd) senza dover caricare un sistema operativo completo e senza quindi dover attendere il relativo boot
Originariamente inviato da: Evanghelion001
Siamo sicuri che sia questo il modo di eliminare il maledettissimo bios?
se quel che si vuole è liberarsi di un pezzo di SW obsoleto e ridurre i tempi di boot, esiste già un progetto ( LinuxBios ) il cui scopo è avviare il kernel direttamente da ROM senza passare per un bootloader, anzi appoggiandosi al kernel stesso come sistema di boot (al limite corredandolo del modulo ADLO per avviare il DOS o Windows)

il problema è che il progetto non ha sufficienti risorse per assicurare la compatibilità con "tutte" le MB (vecchie e nuove) in circolazione (grazie alla disponibilità delle specifiche, esiste il supporto per un certo numero di chipset, ma anche a parità di chipset ogni MB fa spesso storia a sè, l' unico modo per avere una massiva migrazione dell' "infrastruttura" si ha quando qualche azienda con una certa rilevanza commerciale e settoriale come appunto intel, phoenix o ami, fa da elemento trainante cavalcando l' onda di iniziative come questa "PC 3.0"...

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