Il Cnipa sbircia i sorgenti di Microsoft

Il Cnipa sbircia i sorgenti di Microsoft

Il centro per l'informatica nella Pubblica amministrazione potrà visionare il codice alla base del sistema operativo di Microsoft, all'insegna della sicurezza e della interoperabilità

di pubblicata il , alle 17:54 nel canale Programmi
Microsoft
 

Il centro per l'informatica nella Pubblica amministrazione potrà visionare il codice alla base del sistema operativo di Microsoft, l'accordo permetterà agli organismi di stato di vigilare e al contempo di verificare l'interoperabilità con i sistemi esistenti e futuri.

"Microsoft e CNIPA - si legge in una nota diffusa da Microsoft Italia - collaboreranno per verificare l'interoperabilità della piattaforma Microsoft in ambienti eterogenei e distribuiti, come ad esempio l'integrazione dei certificati di sicurezza per la firma elettronica, alla base dell'introduzione della carta del cittadino. Lavoreranno inoltre alla definizione di nuove interfacce e protocolli per la realizzazione dei progetti di eGovernment previsti dal ministero dell'Innovazione".

L'Italia non è la sola ad aver siglato un accordo del genere con Microsoft, infatti negli ultimi tempi anche Russia, Cina, Australia, Taiwan, Svizzera, Inghilterra hanno deciso di percorrere la medesima strada.

In via teorica, la possibilità di visionare alcune parti di codice dovrebbe permettere alla PA di realizzare sistemi Open in gradi di interoperare con i programmi di Ms.

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10 Commenti
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Aryan17 Settembre 2003, 17:57 #1
Chissà che risate
Aryan17 Settembre 2003, 17:59 #2
Probabilmente mostreranno la parte di codice di MS Hearts che permette di giocare in rete...
Crisidelm17 Settembre 2003, 18:19 #3
Aryan, qualche altra brillante facezia no?
Aryan17 Settembre 2003, 18:21 #4
no...
Bow17 Settembre 2003, 20:09 #5
Ma la pubblica amministrazione non stava studiando soluzioni Linux per risparmiare?
Xtian17 Settembre 2003, 21:21 #6
Visto che il ministro Stanca dice un giorno una cosa(opensource) e il giorno dopo un'altra(contratto con M$) mi viene da chiedere se sa quello che dice/fa.
Rimando a punto-informatico per notizie piu' dettagliate
http://punto-informatico.it/p.asp?i=45257
Sig. Stroboscopico17 Settembre 2003, 23:13 #7
Certo che alla pubblica amministrazione conviene un open source... ma vi immaginate se prendessero solo licenze per linus?!

ahahahahah!

Mi sa che solo per abbassara a una quota del 90% dei pc con MS ci vorranno almeno 10 anni... il problema è di riformare la cultura generale della gente nel campo multimediale... (se esiste adesso...)

Qua in Italia basta cambiare SO su un pc che un impiegato si fa un mese di vacanza per aggiornamenti o "stress" informatico...

e noi paghiamoooooooooo!!!!!!!!!!!!!
Fabio Boneschi18 Settembre 2003, 09:17 #8
qui:
http://www.innovazione.gov.it/ita/c...003_09_16.shtml
trovate varie info, senza alcun commento di parte
the_joe18 Settembre 2003, 09:43 #9
QUOTE "Non solo, “ma questa possibilità di accesso favorirà l’interoperabilità e di conseguenza il dialogo tra software open source e non”." QUOTE

Questa frase è molto importante, a parte tutti i discorsi sulla sicurezza, secondo voi lo avranno detto in inglese perfetto ai dirigenti Microsoft di voler leggere il sorgente di Windows per farlo interagire + liberamente con il software open-source o avranno fatto una traduzione approssimativa (tipo discorso di un politico in cui non si capisce niente), perchè se alla Microsoft sono consapevoli di aver fatto leggere il codice windows a gentaccia che lo vuole imparentare a linux allora il mondo sta per crollare.

Cfranco18 Settembre 2003, 11:37 #10
Questo annuncio é con ogni probabilità il definitivo affossamento dell' open source nella pubblica istruzione .
Prima di dire "ma questa possibilità di accesso favorirà l?interoperabilità e di conseguenza il dialogo tra software open source e non" avrebbero dovuto leggere bene il contratto che hanno firmato il quale impedisce esplicitamente di usare le conoscenze acquisite per scrivere software di qualsiasi tipo :
"In realtà il GSP è semplicemente una mossa commercialmente molto astuta da parte di Microsoft. Le consente infatti di coinvolgere gratuitamente nello sviluppo del proprio software gli esperti governativi dei paesi più tecnologicamente avanzati (almeno quelli disposti al sacrificio), dando l'impressione della trasparenza senza realmente offrire nulla di significativo in cambio.
A spese dei rispettivi governi, infatti, questi esperti andranno in pellegrinaggio a Redmond, dove discuteranno dei problemi di sicurezza di Windows con gli addetti Microsoft e inevitabilmente offriranno suggerimenti utili per risolverli. Aiuteranno Microsoft, insomma. Come dice il comunicato stampa, il GSP 'offre al personale governativo la possibilità di... migliorare e potenziare le funzionalità di sicurezza della piattaforma Windows'. Non è chiaro perché un governo dovrebbe lavorare per migliorare i prodotti di una società commerciale, ma pazienza.
Inoltre, come mi conferma Valboni, se un ispettore di un governo aiuta a risolvere un'anomalia di Windows, la proprietà intellettuale del codice migliorato rimane di Microsoft. In altre parole, Microsoft ha modo di attingere gratis alle menti migliori dei nostri governi per migliorare il proprio software. Software che poi ci rivenderà. Un bell'affare.
C'è un'altra conseguenza interessante: quest'offerta di accesso al sorgente Microsoft consente alla società di Bill Gates di dare a rappresentanti altolocati e influenti dei governi ?una migliore capacità di eseguire ispezioni di sicurezza e rispetto della privacy e idee migliori su come progettare, costruire e manutenere ambienti informatici sicuri?, come dice Craig Mundie. Ambienti basati su software Microsoft, s'intende. Una volta che questi rappresentanti avranno acquisito queste competenze, è logico che quando torneranno a casa raccomanderanno il software Microsoft in cui sono diventati competenti, non di certo l'open source. Il GSP diventa quindi una tattica elegante per sbarazzarsi del problema open source e introdurre Microsoft nei più alti livelli dell'amministrazione pubblica.
Riassumendo: il codice è talmente vasto, e i limiti di accesso sono così severi, che farlo esaminare seriamente da un pugno di esperti è impossibile; le migliorie suggerite dagli esperti governativi restano di proprietà Microsoft; non c'è garanzia che il codice ispezionato sia quello distribuito. Di preciso dove sta il vantaggio per i governi? "
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