HP: PC sicuri con la virtualizzazione

HP: PC sicuri con la virtualizzazione

Le virtual machine escono dai data center e non si usano solo per consolidare i server. Per HP il futuro sarà roseo per tutto ciò che è virtual, soprattutto per la sicurezza

di pubblicata il , alle 17:31 nel canale Programmi
HP
 

Le tecnologie per la virtualizzazione sono un argomento attuale e ripreso di frequente da tutti i principali operatori in ambito ICT. Il processo evolutivo che sta coinvolgendo questo argomento è ben chiaro: la virtualizzazione è un argomento non più esclusivamente legato ai datacenter, al mondo dei server e delle soluzioni hi end. Tutte queste situazioni, in cui tipicamente si effettua un consolidamento e una razionalizzazione dell'infrastruttura, rappresentano solo uno dei possibili filoni di sviluppo.

Tenendo sotto osservazione gli annunci di Microsoft, ma questo nome potrebbe essere sostituito con Citrix o VMware o altro specialista, si potrà notare come sempre più spesso si ponga l'attenzione su applicazioni virtualizzate e rese disponibili attraverso client remoti, oppure istanze virtuali create ad hoc per specifici scopi.

In occasione della recente convention di HP svoltasi a Berlino abbiamo sentito citare più volte le tecnologie di virtualizzazione facendo riferimento ai classici scenari. Lo stesso Todd Bradley - Executive Vice President, Personal Systems Group - nel proprio intervento di apertura ha fatto riferimento alle tecnologie di virtualizzazione come ad un importante ambito di sviluppo e di business.

Nel contesto di un approfondimento dedicato alla sicurezza HP ha voluto proporre il proprio punto di vista in merito all'utilizzo della virtualizzazione al fine di rendere più sicuro un pc, un'infrastruttura o, più in generale una risorsa aziendale.

HP parte da un semplice presupposto: qualsiasi PC aziendale, salvo rari casi in cui potrebbe venir meno l'usabilità del computer stesso, può essere utilizzato dai dipendente anche per fare attività esterne al proprio lavoro. Un notebook ad esempio può essere utilizzato in ufficio, in viaggio di lavoro, ma anche a casa per terminare un documento importante o per rispettare una scadenza. Quest'ultimo frangente, assai utile all'azienda, espone però l'azienda a un potenziale pericolo, infatti, il notebook potrebbe essere utilizzato per accedere alla webmail personale oppure per scaricare immagini da una fotocamera o per accedere a un social network.

Sono azioni banali ma, potenzialmente, rischiose per l'azienda. HP ravvede in questo scenario una possibile applicazione delle recenti tecnologie di virtualizzazione, infatti, potrebbe essere creato un ambiente dedicato che permette di accedere da remoto alle risorse aziendali e parallelamente un ulteriore ambiente in cui l'utente ha la possibilità di utilizzare il sistema in modo sicuro anche per altre attività.

In realtà lo scenario appena descritto è già realizzabile con alcune soluzioni oggi disponibili e alcuni utenti esperti già beneficiano di questa opzione. La sfida di HP è invece di rendere tali possibilità facili, accessibili a tutti e trasparenti all'utente finale che troverà di fronte a se PC come ha sempre fatto fino ad oggi.

Un ulteriore passo idealizzato da HP riguarda la fornitura da parte di enti o banche di servizi virtualizzati: utilizzando la rete un utente ha la possibilità di accedere a un ambiente virtuale e sicuro messo a disposizione e sorvegliato ad esempio dall'ente bancario. Semplificando molto il discorso, questa opzione può essere immaginata come un'evoluzione dell'attuale home banking accessibile via browser.

Per l'utente finale il browser verrebbe sostituito da un componente distribuito dalla banca stessa attraverso il quale accedere da qualsiasi pc a questo ambiente virtuale sicuro. Recentemente abbiamo parlato anche con alcune aziende specializzate proprio in soluzioni per la virtualizzazione e la considerazione comunemente condivisa è che la vera sfida del futuro prossimo sarà quella di rendere facile e immediata la virtualizzazione, magari anche con buone prestazioni in ambito 3D.

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17 Commenti
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clovis16 Giugno 2008, 18:18 #1
Another step toward...
E' bello vedere come si stia spingendo sempre di più su queste tecnologie.
Nella storia si è sempre fatto leva sulla "Sicurezza" per erodere sempre di + la libertà individuale di un cittadino/utente.(Da notare poi che l'aggettivo "Trusted" in questi casi è sempre unidirezionale.)
Lo so che può sembrare ot, ma guardiamo le cose in prospettiva: volendo azzardare sulle previsioni, tra 10 anni vedo uno scenario consumer in cui la maggioranza degli utenti possiederà solo l'hw sufficiente ad accedere a contenuti informatici: vogliono spingere affinchè il SW diventi un SERVIZIO, non un prodotto (così te lo faranno pagare nmila volte finchè campi): i dati personali non saranno accessibili se non da remoto (su un server "Trusted", naturalmente...) mediante servizio a pagamento; nessuno comprerà + SW, ma lo "noleggierà" (perchè sarà la soluzione + economica), anche i SW + semplici, avranno interfacce così pesanti da girare a fatica in locale (sui nettop, che saranno molto + ricattabili dal punto di vista upgrade che non i PC di oggi); per non parlare dello scenario raccapricciante dei media (EeeTV, AppleTV, etc..vi dicono nulla?).Open source o no, la direzione è quella,poco cambia.
Fez16 Giugno 2008, 18:43 #2
ehm... ti faccio notare che qui si parla di risorse aziendali... e ben vengano soluzioni di questo tipo...
Fez16 Giugno 2008, 18:48 #3
per l'home computing invece la vedo ancora immatura come tecnologia... anche se sembra che la vogliano mettere simile al modello di web service...
clovis16 Giugno 2008, 19:07 #4
@Fez
Sapevo di essere leggermente ot, comunque sì, ben vengano soluzioni di questo tipo in ambito aziendale -OGGI-, sono d' accordo (anche se la sicurezza non è un prodotto, ma una questione di attitudine...).
spannocchiatore16 Giugno 2008, 19:20 #5
sembra di RItornare agli anni '60, dove c'era un grande cervellone centrale e le postazioni che ne condividevano le risorse...cool!!
lucusta16 Giugno 2008, 20:11 #6
che sia una tecnica sicura ho i miei dubbi.
la stessa microsoft dimostro' che con un sub layer si puo' prendere totale possesso di una macchina.
TheMonzOne16 Giugno 2008, 20:20 #7
Ora tutti utilizzeranno Windows solo virtualizzato sotto Linux a sua volta virtualizzato sotto Mac!
gabi.243716 Giugno 2008, 20:57 #8
A me sta storia della virtualizzazione sa tanto di modo per ciucciare risorse hardware... pc troppo potenti? Virtualizziamo un SO, così tutto è più lento e bisogna comprar pc più potenti

(con ciò escludo tutti gli ambienti dove la virtualizzazione è effettivamente necessaria)
BlackLukeS16 Giugno 2008, 21:43 #9
Il TC è più vicino di quanto pensassi
InsaneDesign16 Giugno 2008, 22:13 #10
Io uso regolarmente la virtualizzazione sul lavoro, soprattutto per il test sotto varie piattaforme/browser... e devo ammettere che sono un gran fan della virtualizzazione. Consente anche di fare esperimenti senza andare ad incatramare l'ambiente di produzione, cosa fondamentale per non avere rogne sul più bello...
Tutte le evoluzioni sotto questo aspetto saranno ben accette... per ora sarei felice di vedere la Apple aprire OSX alla virtualizzazione...

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