Google rimuove gli ad-blocker da Google Play

Google rimuove gli ad-blocker da Google Play

Google decide di applicare una norma da sempre presente nell'accordo con gli sviluppatori e rimuove le applicazioni AdAqay, Ad Blocker, AdBlock Plus e AdFree

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Programmi
Google
 

Con l'applicazione concreta di una norma da sempre presente nei termini di servizio per gli sviluppatori Android, Google ha deciso di rimuovere da Play store le applicazioni AdAway, Ad Blocker, AdBlock Plus e AdFree.

Tutte e quattro le applicazioni sono infatti in violazione di una norma presente nell'accordo di distribuzione che osserva che gli sviluppatori non hanno il permesso di interferire con "proprietà e servizi" di qualsiasi terza parte incluso (ma non limitato a) Google o altri operatori di rete mobile.

Wladimir Palant, sviluppatore di AdBlock Plus, ha scritto sul proprio blog: "Fino ad ora la principale distinzione tra Android ed iPhone stava nel fatto che Android consentiva l'installazione di qualsiasi app a meno che non fosse dannosa".

Lo sviluppatore di Ad Blocker Root, Jared Rummler, ha pubblicato su Pastebin la lettera inviata da Google: "Gravi o reiterate informazioni di qualsiasi natura avranno come effetto la chiusura del Google developer account. Nel caso in cui l'account venga chiuso, i pagamenti cesseranno e Google potrebbe recuperare i proventi di qualsiasi vendita passata e/o il costo delle spese associate come i costi di transazione".

"Con la rimozione unilaterale di queste app, Google sta scavalcando tutti i controlli e gli equilibri che rendono Internet democratica" afferma Till Faida, cofondatore di AdBlock Plus. "Il pubblico dovrebbe essere davvero allarmato da questa mossa" ha proseguito Faida.

Google non sta compiendo alcuna sorta di "remote kill", il che significa che le applicazioni continueranno a funzionare sui telefoni su cui sono installati. Semplicemente non sarà disponibile tramite Google Play alcun aggiornamento, ne' sarà possibile acquistare o riscaricare le app dal marketplace di Google. Le applicazioni saranno comunque disponibili sui vari siti web degli sviluppatori: l'applicazione AdBlock è disponibile sul sito web della compagnia, mentre AdAway ha reso disponibile l'applicazione su F-Droid Repository.

Qualche avvisaglia del mutato atteggiamento di Google si era avuta lo scorso mese, quando il colosso di Mountain View aveva effettuato qualche piccola modifica al proprio sistema operativo Android 4.1.2 e 4.2.2 andando ad ostacolare il corretto funzionamento di AdBlock Plus.

Resta aggiornato sulle ultime offerte

Ricevi comodamente via email le segnalazioni della redazione di Hardware Upgrade sui prodotti tecnologici in offerta più interessanti per te

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione.
Leggi la Privacy Policy per maggiori informazioni sulla gestione dei dati personali

36 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Donbabbeo15 Marzo 2013, 12:01 #1
Non mi piace l'andazzo.
Oddio, finché non mi bloccano l'utilizzo/installazione dell'applicazione mi sta pure bene (anche DroidSheep devo procurarmelo per vie traverse che è stato rimosso dallo store secoli fa) però è pur sempre un impiccio in più.

C'è necessità di un'alternativa opensource più open...
sbudellaman15 Marzo 2013, 12:06 #2
Non è un bene... però almeno non c'è necessità di preoccuparsi, giacchè l'app è recuperabile altrove sul web, giusto un impiccio.

Personalmente poi avevo disinstallato adblock perchè succhia davvero una marea di ram... e meno male che android ha una gestione dinamica della memoria, una volta tolto adblock il cellulare non si bloccava più ed è velocissimo. Mistero...
Varg8715 Marzo 2013, 12:43 #3
Maledetti. Non sopporto ste cose.

Originariamente inviato da: Articolo
Google non sta compiendo alcuna sorta di "remote kill", il che significa che le applicazioni continueranno a funzionare sui telefoni su cui sono installati.


A dire il vero AdAway non mi funziona più da un po' o meglio, alcune pubblicità non le blocca.
ziozetti15 Marzo 2013, 13:06 #4
Se è stato veramente violato l'accordo di licenza non vedo il problema, Googleha tutto il diritto di farlo.
Finché non verrà impedita l'installazione degli apk il problema non si pone.
JackZR15 Marzo 2013, 13:19 #5
Mi pare più che comprensibile che lo tolgano dal Play, rimane il fatto che i plug-in si possono sempre installare a mano, quindi non vedo il problema.
Varg8715 Marzo 2013, 13:26 #6
Comodità di aggiornamento, senza andare ogni volta a scaricarsi l'apk dal sito del produttore...
Krusty9315 Marzo 2013, 14:02 #7
Ieri ho dovuto rifare l'account di Google.
Praticamente, non si possono più inserire nickname ma solo il nome reale, ti obbliga a inserire la tua città e la tua data di nascita.

Ora leggo questa notizia...Se dovessero fare una cosa del genere anche da Chrome, è la volta definitiva che lo lascio..
Bivvoz15 Marzo 2013, 14:20 #8
In sto periodo Google sta veramente gettando la maschera e rivelando quello che i più attenti avevano già intuito, cioè che il loro scopo è ingozzarci di pubblicità e rivendere i dati statistici e che i bei servizi gratuiti che offre sono studiati per attirare più utenza possibile.

In realtà se la pubblicità fosse contenuta e i dati fossero veramente solo statisitici potrebbe anche essere un compromesso accettabile.
Però se è vero che la pubblicità presente nei servizi Google è contenuta (a parte youtube) è anche vero che programmi come adblock servono per proteggersi dalle pubblicità invasive di altri siti.
Ed è anche vero che non vendono solo i dati sensibili, perchè se visiti quattroruote poi vieni perseguitato da pubblicità di auto per 2 mesi e ciò dimostra che registrano chi visita cosa.

In definitiva: viva firefox come browser e speriamo che firefox OS abbia successo
Eress15 Marzo 2013, 14:37 #9
Indubbiamente google si sta rivelando sempre più invadente in fatto di privacy.
Varg8715 Marzo 2013, 19:21 #10
Originariamente inviato da: Krusty93
Ieri ho dovuto rifare l'account di Google.
Praticamente, non si possono più inserire nickname ma solo il nome reale, ti obbliga a inserire la tua città e la tua data di nascita.

Ora leggo questa notizia...Se dovessero fare una cosa del genere anche da Chrome, è la volta definitiva che lo lascio..


Infatti, sta cosa sta sulle balle anche a me. Su Youtube utilizzo un vecchio account che ho creato nel 2007 e per questo son riuscito ad evitare l'inserimento di dati personali. Ho visto che per i nuovi iscritti è obbligatorio l'uso del nome reale e me l'ha chiesto pure a me col vecchio account ma ho declinato l'invito.
Se un giorno dovesse essere obbligatorio inserire nomi, cognomi e dati vari, inserirei dati falsi. Alla faccia loro.

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^