Una licenza a tempo per l' OLPC

Una licenza a tempo per l' OLPC

Per evitare possibili speculazioni e l'insorgere di un vero e proprio mercato nero si stanno valutando alcuni sistemi di protezione per gli OLPC uno dei quali prevede la presenza di una licenza a tempo e rinnovabile attraverso internet

di pubblicata il , alle 15:14 nel canale Portatili
 

Il progetto One Laptop Per Child è sempre più spesso oggetto delle cronache in merito alla propria valenza culturale, alle caratteristiche tecniche oppure alle speculazioni che potrebbero nascere intorno ad un'iniziativa simile. Il portatile destinato ai paesi in via di sviluppo verrà commercializzato ad un prezzo che pare essere ormai assestato sui 150$, con possibilità di calo legate alla diffusione dell'iniziativa stessa.

E' più che lecito pensare che gli OLPC, denominati X0, verranno prettamente acquistati da organizzazioni non governative, governi o enti analoghi e non certo dall'utenza finale. Argentina, Brasile, Libia, Nigeria, Rwanda, Thailandia e Uruguay hanno annunciato il loro interesse concreto nell'iniziativa ma alcuni di questi paesi si dichiarano preoccupati per possibili storture legate alla commercializzazione dei prodotti. I dubbi restano sulla possibilità che si crei una sorta di mercato nero a cui potrebbero accedere personaggi senza scrupoli i cui obiettivi sono in netta divergenza rispetto a quelli che alimentano il progetto.

Per evitare ciò è stato escogitato un metodo che sulle prime appare efficace anche se, come tutti i sistemi di protezione, non potrà mai essere dichiarato infallibile e merita di essere valutato attentamente. I progettisti hanno pensato di ideare una licenza valida per un ridotto periodo di tempo: i terminali con licenza valida risulteranno perfettamente funzionanti mentre quelli con credenziali scadute saranno inutilizzabili.

Come riporta ArsTechnica.com, la durata di questa licenza verrà stabilita dai singoli paesi che avranno così la possibilità di bilanciare l'aspetto repressivo con le possibili complicazioni di ordine tecnologico. Quando un OLPC verrà connesso a internet le informazioni relative a data e ora saranno aggiornate attraverso un NTP server e ciò permetterà di verificare la validità della licenza. Un sistema eventualmente bloccato potrà essere sboccato con opportune procedure mentre sono previsti appositi tool da applicare ai pc che, per le particolari condizioni di uso, non possono accedere a internet.

La vera vulnerabilità di questo metodo è insita proprio nel sistema di verifica che prevede la disponibilità di un accesso internet. Considerando il particolare scenario di utilizzo degli OLPC, situazioni ad esempio in cui la presenza di una rete elettrica non è scontata e tanto meno un servizio di accesso a internet, il metodo presentato dall' OLPC Project protrebbe rivelarsi poco valido.

Il sistema di protezione non deve costituire impedimento all'uso del sistema e quindi la durata della licenza deve essere calcolata in modo tale da ridurre i possibili disservizi per gli utenti. L'unico modo per ovviare al problema è quello di rendere valida la licenza per un periodo tanto maggiore quanto ridotte sono le possibilità di accesso a internet. Un esemplare di OLPC X0 era esposto al recente 3GSM di Barcellona e nei prossimi giorni vi mostreremo un breve video dedicato.

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21 Commenti
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Paganetor19 Febbraio 2007, 15:25 #1
e che palle... te pareva se non c'era la fregatura...

mi domando cosa interessi ai produttori dell'OLPC se viene usato effettivamente da chi ne realmente fatto domanda o se poi viene rivenduto...

non capisco questa necessità, davvero.... un po' come le protezioni anti-pirateria che rompono solo le palle a chi, i giochi o i film, li compra originali....

Pier de Notrix19 Febbraio 2007, 15:26 #2
Sistemi di protezione? Licenza a tempo? Connessione a Internet?
Ma nn era per i paesi del terzo mondo???
dark.shark.dsk19 Febbraio 2007, 15:32 #3
Peccato, è un bella idea che temo naufragherà in un mare d beghe legali simili a questa...
rutto19 Febbraio 2007, 15:32 #4
Originariamente inviato da: Pier de Notrix
Sistemi di protezione? Licenza a tempo? Connessione a Internet?
Ma nn era per i paesi del terzo mondo???


si, appunto. e' per evitare che venga rivenduto...

e cmq non sono pochi i paesi in via di sviluppo che possono vantare un'infrastruttura telefonica E internet anni avanti a quella italiana!
FAM19 Febbraio 2007, 15:33 #5
Originariamente inviato da: Paganetor
mi domando cosa interessi ai produttori dell'OLPC se viene usato effettivamente da chi ne realmente fatto domanda o se poi viene rivenduto...


Originariamente inviato da: Pier de Notrix
Ma nn era per i paesi del terzo mondo???


É un prodotto per il terzo mondo, ma deve restare lì.
Chi gli fornisce l'hardware (a cominciare da AMD) ha ben interesse che non vada a far concorrenza ai loro stessi prodotti prodotti per gli altri mercati più redditizi (aka spennabili)
Automator19 Febbraio 2007, 15:34 #6
sempre di + una gran cavolata....
jappilas19 Febbraio 2007, 15:38 #7
Originariamente inviato da: Paganetor
mi domando cosa interessi ai produttori dell'OLPC se viene usato effettivamente da chi ne realmente fatto domanda o se poi viene rivenduto...
Originariamente inviato da: Pier de Notrix
Sistemi di protezione? Licenza a tempo? Connessione a Internet?
Ma nn era per i paesi del terzo mondo???
Originariamente inviato da: dark.shark.dsk
Peccato, è un bella idea che temo naufragherà in un mare d beghe legali simili a questa...

a meno di evoluzioni che mi siano sfuggite, il punto del progetto OLPC è che l' apparecchio XO sia destinato ai bambini e la questione cruciale, far sì che arrivino a loro e non siano oggetto di speculazioni (quali magari rivenderli ai ricchi paesi occidentali desiderosi di apparecchi a basso consumo - desiderio di cui si è avuto la riprova anche da commenti su questo forum) o furti
quindi ritengo logica la decisione di introdure una forma di protezione, mi lascia un po' perplesso il modo in cui pensano di attuarla però ... l' impressione è che associare un certificato/chiave/token da rinnovare tramite connessione internet, non metta al riparo da speculazioni di cui si diceva, se non si "certifica" che l' utente della macchina sia proprio (e sempre) lo studente a cui è intitolata
Paganetor19 Febbraio 2007, 15:44 #8
be', se guardate le specifiche HW e SW direi che questi pc portatili sono poco più che giocattoli per noi, ma rappresentano un grosso passo avanti per i paesi in via di sviluppo...

non credo siano particolarmente "appetibili" per noi...
KinKlod19 Febbraio 2007, 15:50 #9
Ma con scritte bianche su tasti verde brillante (per non dire fluorescente), non diventeranno tutti cechi?
Paganetor19 Febbraio 2007, 16:00 #10
no, non diventano cechi, rimangono delle rispettive nazionalità (scusa, non ho saputo resistere... )

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