Sony e HP: tempo di tagli del personale

Sony e HP: tempo di tagli del personale

Sony e HP annunciano manovre di riorganizzazione e tagli di posti di lavoro, questa la loro ricetta per fronteggiare il periodo di recessione

di pubblicata il , alle 07:42 nel canale Portatili
SonyHP
 

29 Settembre 2005 - RETTIFICA
La notizia originaria riportava il coinvolgimento di Fujitsu Siemens Computer, quale azienda interessata da tagli del personale. L'informazione originaria da noi pubblicata non è in nessun modo corretta, in quanto Fujitsu Siemens Computer non ha in programma alcun taglio del personale. Ci scusiamo con Fujitsu Siemens per l'errore commesso e per la conseguente informazione errata fornita.

Sony ha annunciato un piano di ristrutturazione aziendale che prevede un taglio di 10.000 posti di lavoro, pari al 7% dei dipendenti del colosso nipponico.

Il piano sarà attuato entro il 2008 e, secondo le stime odierne, dovrebbe portare ad un risparmio di 1,47 miliardi di Euro. La misura più eclatante riguarda proprio il taglio di posti di lavoro, che dovrebbe essere equamente diviso tra personale amministrativo e produttivo.

Un'altra misura decisamente energica riguarda la rifocalizzazione dei target di Sony, che prevedono ad esempio maggiori sforzi nel comparto gaming e nel tanto acclamato fenomeno di convergenza tra IT ed elettronica di consumo.
Sony sta anche valutando le risorse impegnate sul fronte dei dispositivi a tubo catodico, individuando eventuali esuberi da "riconvertire" all'emergente settore degli LCD.

Anche HP ha annunciato ingenti tagli, gli esuberi sarebbero calcolati in 14000 unità equamente ripartite tra tutte le varie divisioni della multinazionale.
A livello europeo sono previsti quasi 6000 licenziamenti, di cui oltre 1200 nella sola Francia.

Nelle intenzioni dell'azienda vi è la speraza di risanare i conti, riducendo drasticamente i costi.
La situazione pare alquanto critica tanto da far intervenire il premier Jacques Chirac e l'Unione Europea per voce di Jose Manuel Barroso, ma al momento nessuna schiarita all'orizzonte.

Il quadro che si delinea da questi annunci quasi contemporanei è tuttaltro che roseo anche in virtù del fatto che le aziende convolte sono dei veri e propri colossi del mercato IT.

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24 Commenti
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Wildlamb23 Settembre 2005, 08:48 #1
che diavolo...
altre famiglie a spasso...
non sono un economista o un politologo, mi astengo da altre considerazioni, ma il pensiero oltre 16.000 (!) famiglie a terra fa paura!
DarKilleR23 Settembre 2005, 09:02 #2
18.400 licenziamenti tra le tre aziende....

penso che quelle persone non compreranno più prodotti delle aziende dove lavoravano .
Prendere atto di queste notizie è sempre brutto, soprattutto pensando che in quelle situazioni ci si potrebbe trovare uno di noi o dei nostri genitori.

Cmq la storia ha sempre insegnato che i guadagni non si fanno sul taglio del personale, ma negli investimenti e nell'innovazione tecnologica, la riduzione del personale a mio avviso è un grosso sbaglio perchè porta ad un ciclo vizioso del mercato.
ImperatoreNeo23 Settembre 2005, 09:10 #3

C'è un perchè

...anche qui in Italia tutti si lamentano dei cinesi, che copiano i prodotti, ecc....


Sabato ho acquistato un HP: Made in China.

Ora ti lamenti dei cinesi e fai fare tutto a loro?? Licenziando il personale (americano ed europeo) perchè così costa meno?

Intanto gli dai una mano con la tecnologia.. Loro imparano imparano.. E un giorno te lo metteranno... beh.. lì! Lenovo non è l'esempio eh..!

I governi occidentali dovrebbero dire: "Cara multinazionale, se vuoi portare il lavoro all'estero fai pure... 20% in più di tasse però da quest'anno.."


Fai presto a tornare meno competitivo....
Mac66623 Settembre 2005, 09:19 #4
Ma siamo nel libero mercato, guai ad adottare misure di questo tipo.
Dobbiamo investire e puntare sulla qualità e sul marchio e sull'alta moda.

E mi fermo qui.
ImperatoreNeo23 Settembre 2005, 09:37 #5
"puntare sulla qualità e sul marchio "

Quale qualità se lo fai cercando il massimo profitto?

A me sembra tanto che ormai siano senza fondo, ingordi oltre ogni limite..
joe4th23 Settembre 2005, 09:40 #6
Il Lenovo non mi sembra un'esempio...si sono comprati una sezione
computer portatili, che tanto già facevano loro; casomai a livello di marchio
ci hanno rimesso. Chi voleva un marchiato
IBM ora è passato a Sony o Toshiba, altro che Lenovo...
ImperatoreNeo23 Settembre 2005, 09:52 #7
joe4th

rileggi meglio quello che ho scritto...
andreat23 Settembre 2005, 09:57 #8
questa cosa che bisogna sempre tagliare posti di lavoro neanche la capisco...possibile che alla fine sia semrpe l'operaio a rimetterci? è tutta una questione politica e di interessi di poche persone. prima si sono attaccati ai fatti delle torri gemelle, poi alla guerra in iraq, adesso alla cina che fa concorrenza spietata...insomma, ogni periodo ha la sua motivazione x giustificare il taglio di personale (senza xò dire chiaramente che si fa anche x avere un maggior profitto, che poi è la vera motivazione...) >:-(
Mac66623 Settembre 2005, 10:15 #9
Originariamente inviato da: andreat
questa cosa che bisogna sempre tagliare posti di lavoro neanche la capisco...possibile che alla fine sia semrpe l'operaio a rimetterci? è tutta una questione politica e di interessi di poche persone. prima si sono attaccati ai fatti delle torri gemelle, poi alla guerra in iraq, adesso alla cina che fa concorrenza spietata...insomma, ogni periodo ha la sua motivazione x giustificare il taglio di personale (senza xò dire chiaramente che si fa anche x avere un maggior profitto, che poi è la vera motivazione...) >:-(

Visione un pochino estremistica, non trovi?

@tutti: il mio primo intervento era ironico
Mr. Nippo23 Settembre 2005, 10:27 #10
Originariamente inviato da: Mac666
Ma siamo nel libero mercato, guai ad adottare misure di questo tipo.
Dobbiamo investire e puntare sulla qualità e sul marchio e sull'alta moda.

E mi fermo qui.


spero sia ironico il tuo post....puntare sull' alta moda?
in italia serve tecnologia, serve ricerca, servono industrie italiane (io ovunque mi giri vedo solo filiali di multinazionali estere: americane, tedesche, francesi, ecc...), serve fare piani e strategie a lungo termine, non guardare agli utili trimestrali o limitarsi a visioni di 12 mesi

ed anche a proposito di questa magica parola QUALITA'..che nei momenti difficili è sempre sulla bocca di tutti: se dovessi scegliere tra un gruppo elettrogeno venduto da un azienda giapponese (ma potrebbe essere italiana, tedesca, americana) a 800 euro con 3 anni di garanzia ed uno con caratteristiche tecniche IDENTICHE venduto da una azienda cinese a 50 euro con 1 anno di garanzia...io scelgo il cinese. Si romperà 5 volte nel corso della sua vita utile? chissenefrega ne ricompro 5 e magari ne tengo anche 1 di backup in vista della prossima rottura...ed anche cosi non arriverò a spendere la metà di quanto avrei speso comprando il prodotto del brand storico.
Quindi si fa in fretta a parlare di qualità ma quando i prezzi sono cosi esageratamente inferiori la tentazione di dire chissenefrega alla qualità indubbiamente c'è.
ah dimenticavo: i prezzi che ho riportato sono reali. La multinazionale giapponese sta chiudendo la divisione della filiale italiana che commercializzava i gruppi di continuità: diverse persone stanno per perdere il lavoro...vai a dire a loro che il mercato deve rimanere libero e non servono misure protezionistiche.

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