Nuove tecnologie: batterie ad idrogeno e aria

Nuove tecnologie: batterie ad idrogeno e aria

Ancora novità in merito alle tecnologie per la produzione di batterie: sviluppata una particolare cella in grado di produrre elettricità dall'impiego di aria addizionata con idrogeno

di pubblicata il , alle 11:11 nel canale Portatili
 

Periodo di fermento attorno alle nuove tecnologie per la realizzazione di batterie: dopo la notizia relativa alle batterie a "celle di zucchero" emerge in questi giorni il risultato di uno studio portato avanti da un gruppo di ricercatori della Oxford University.

Con l'obiettivo di trovare una alternativa economica e rinnovabile rispetto alle batterie a celle di combustibile che prevedono l'impiego di platino, il gruppo ha sviluppato una particolare batteria in grado di produrre energia elettrica dall'impiego di normale aria arricchita con una piccola percentuale di idrogeno.

La nuova tecnologia prevede l'impiego di un particolare enzima prodotto da quei batteri il cui metabolismo prevede l'utilizzo o l'ossidazione dell'idrogeno. Una cella di batteria è quindi composta da due elettrodi ricoperti con questo particolare enzima e collocati all'interno di un contenitore di aria con il 3% di idrogeno. Si tratta di una quantità appena inferiore alla soglia del 4%, oltre la quale è possibile incappare in esplosioni accidentali.

Il prototipo realizzato dal gruppo di ricerca è in grado di produrre sufficiente energia elettrica per il funzionamento di un orologio da polso o altri piccoli dispositivi elettronici.

Le batterie basate su questa particolare tecnologia sono caratterizzate da una serie di vantaggi rispetto alle batterie a celle di combustibile. Oltre alla produzione di sola acqua come elemento di scarto, tali batterie hanno un costo di produzione inferiore rispetto alle batterie a combustibile le quali, come accennato precedentemente, fanno uso di un catalizzatore in platino, un materiale costoso e di difficile reperibilità, che ha spesso sollevato questioni sull'effettiva sostenibilità nella produzione di queste batterie.

L'enzima impiegato è prodotto dal Ralstonia metallidurans, un batterio presente sulla terra più di due milardi e mezzo di anni fa, in un ambiente che allora era privo di ossigeno, con la necessità di dover metabolizzare idrogeno per sopravvivere. Un obiettivo della ricerca è quello di individuare in che modo il batterio abbia modificato la propria attività per poter impiegare anche ossigeno una volta che l'atmosfera terrestre è mutata. In questo modo sarà infatti possibile modificare l'enzima in modo tale che possa operare con una maggiore tolleranza all'ossigeno.

Per maggiori informazioni rimandiamo al comunicato ufficiale.

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75 Commenti
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Opteranium02 Aprile 2007, 11:22 #1

mitici enzimi!

cdo ;-)
ZannaMax02 Aprile 2007, 11:39 #2
veramente interessante... soprattutto per il fatto che si comincia a cercare di creare batterie NON inquinanti...

non avete mai provato a lasciare delle batterie tipo stilo, in un telecomando per anni??? gli acidi che si trovano poi...
Rubberick02 Aprile 2007, 11:41 #3
ma possono essere ricaricate elettricamente parlando?
stbarlet02 Aprile 2007, 11:41 #4
Mah.. l`idrogeno come fonte di energia.. Premettendo che per produrre idrogeno si spende piú energia di quanta se ne possa poi ricavare e dettoanche che questo lo si potrebbe accettare ( per ricaricare una batteria c`é spreco di energia). Ma una volta che hai finito la batteria che fai? la butti? e se la ricarichi, gli enzimi non hanno di certo la possibilitá di rigenerarsi. Cosa comporta? Minore efficienza? inoltre, per la ricarica, come si fa? é da pazzi girare con dell`idrogeno compresso.
stbarlet02 Aprile 2007, 11:46 #5
Originariamente inviato da: ZannaMax
veramente interessante... soprattutto per il fatto che si comincia a cercare di creare batterie NON inquinanti...

non avete mai provato a lasciare delle batterie tipo stilo, in un telecomando per anni??? gli acidi che si trovano poi...


Queste batterie sono lontane dall`essere non inquinanti. quando si incomincerá a produrre idrogeno partendo da fonti "pulite" o simil tali ( fissione/fusione, fonti rinnovabili) allora FORSE sarano noninquinanti.



Ovviamente non si possono ricaricare elettricamente.




PS gli "acidi" contenuti nelle batterie sono il problema minore. é piú problematico avere a che fare con i metalli che le compongono, tra ferro, zinco, litio, e in minor parte mercurio, cadmio e piombo.
ZannaMax02 Aprile 2007, 11:47 #6
hai ragione... quoto in pieno
ZannaMax02 Aprile 2007, 11:51 #7
Originariamente inviato da: stbarlet
Queste batterie sono lontane dall`essere non inquinanti. quando si incomincerá a produrre idrogeno partendo da [U]fonti "pulite"[/U] o simil tali ( [U]fissione/fusione[/U], fonti rinnovabili) allora FORSE sarano noninquinanti.



Ovviamente non si possono ricaricare elettricamente.



ti ricordo gli scarti della fusione... quelli messi in bidoni e scaricati in caverne sotto terra a profondità non indifferenti...
tarek02 Aprile 2007, 11:59 #8
ma chissenefrega se inquinano..
looun02 Aprile 2007, 12:13 #9
Originariamente inviato da: ZannaMax
ti ricordo gli scarti della fusione... quelli messi in bidoni e scaricati in caverne sotto terra a profondità non indifferenti...


Quella è la fissione!!! scissione di atomi che producono plutonio uranio e scorie...
La fusione è appunto un unione che genera molti meno scarti per questo si cerca in tutti i modi arrivarci solo che ha un piccolissimo problema.. la temperatura .. tipo solare ( che in fatti è una gigantesca fusione!)
La cosiddetta fusine fredda (senza il problema della temperatura ) rimane ancora solo una teoria visto le problematiche...

Il probelma delle batterie e anche il loro più grande pregio... solo i migliori generatori di corrente ,erogano una tensione costante e dicamo 'pulita' senza picchi o abbasamenti.Per cui sono sempre preferite come fonti di alimentazione, peccato che abbiamo la limitazione si scaricano.

Speriamo che veramente un giorno si arrivi a batterie no inquinanti.
Rubberick02 Aprile 2007, 12:16 #10
ma se non sono ricaricabili... a che servono?

nei portatili uno ci mette una batteria non ricaricabile?

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