Lenovo: l'offensiva parte ad aprile

Lenovo: l'offensiva parte ad aprile

L'offensiva Lenovo parte ad aprile dal mercato USA. Previsto il lancio di alcuni pc a basso costo per contrastare Dell

di pubblicata il , alle 10:19 nel canale Portatili
DellLenovo
 
A fine 2004 era giunta la notizia in parte attesa in merito all'acquisizione del comparto pc di IBM da parte del colosso cinese Lenovo. La road map attuativa parlava chiaro: entro il primo quarter il nuovo assetto societario doveva essere operativo.

La scadenze dovrebbero essere rispettate infatti si vocifera che Lenovo inizierà la propria offensiva dall'importante mercato americano e tra i propri obiettivi c'è ovviamente la volontà di limitare lo strapotere di Dell.

Lenovo introdurrà alcuni nuovi modelli di pc che andranno a completare la gamma ThinkPad e ThinkCentre, andando a coprire prettamente le fascie inferiori dell'offerta, quelle però in cui si fanno i maggiori volumi! Il target dovrebbe essere quello dello small business e del soho.

Interpretando questi primi segnali si può intuire che Lenovo voglia aggredire segmenti di mercato non contemplate dal vecchio catalogo IBM, in questo comportamento si ravvede ovviamente il rischio di perdere quel riconoscimento di qualità che da sempre contraddistingue il marchio IBM; solo nei prossimi mesi si potranno però comporre giudizi più obiettivi.

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18 Commenti
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JohnPetrucci03 Marzo 2005, 11:15 #1
Questi cinesi presto si compreranno tutto.
E noi intanto siamo dietro di parecchio e non possediamo nessun grande marchio in campo informatico/high tech elettronico.
Se non si investe in campo high tech si perde una grande occasione, Ma gli imprenditori italiani preferiscono campare di rendita e di prodotti di nicchia o a basso impatto sullo sviluppo nazionale.
A questo aggiungiamo la ricerca che come fondi nel nostro paese è davvero a livello penoso.
d@vid03 Marzo 2005, 11:29 #2
Originariamente inviato da JohnPetrucci
Questi cinesi presto si compreranno tutto.
E noi intanto siamo dietro di parecchio e non possediamo nessun grande marchio in campo informatico/high tech elettronico.
Se non si investe in campo high tech si perde una grande occasione, Ma gli imprenditori italiani preferiscono campare di rendita e di prodotti di nicchia o a basso impatto sullo sviluppo nazionale.
A questo aggiungiamo la ricerca che come fondi nel nostro paese è davvero a livello penoso.

già! è assurdo: basta pensare ke vogliono pure far scadere il contratto ai ricercatori univ ke già ci sono...
JohnPetrucci03 Marzo 2005, 11:49 #3
Originariamente inviato da d@vid
già! è assurdo: basta pensare ke vogliono pure far scadere il contratto ai ricercatori univ ke già ci sono...


Appunto, da noi anzichè tentare di migliorarla la situazione, la si elimina proprio!
E poi si lamentano della fuga di cervelli!

Ma l'importante è che c'è stato un calo delle imposte sui redditi dell'1%, nel mio caso tradotto vuol dire circa 12€ al mese.
Solo che dal bollo auto passando x il metano enel e benzina etc con gli aumenti che ci son stati, se li ripigliano e devo aggiungerne pure molti altri di liquidi, quindi è tutta na presa x il .

Ma la maggiornaza degli italiani preferiscono che il sistema pubblico vada alla malora, pur di avere qualche spicciolo in più.
Il paradosso è che alle Università private si aumentano i fondi a scapito di quelle pubbliche, senza però pensare che a quelle private accedono in pochi.

Questo non è nemmeno copiare bene un sistema americano, che io non condivido, ma che almeno investe tanto in ricerca.
Da noi briciole ai privati e fondi insufficienti al pubblico.
Che bella prospettiva!

Scusate x l'off topic, ma certe cose vanno sottolineate.
joe4th03 Marzo 2005, 12:06 #4
Non so come andranno i notebook Lenovo (e tra
l'altro saranno venduti col marchio IBM?). A quel
che sento adesso i notebook IBM non li vuole
piu' nessuno "...perche' tanto hanno venduto/dismesso
il reparto..." (sentito dire perfino dai non addetti ai lavori).

Quanto al fatto che non possediamo nessun
grande marchio hitech e' stravero: tra
l'altro uno c'era: Olivetti => l'hanno
fatta fallire => trasformata in Infostrada
=> venduta ai tedeschi per fare lo swap
con Telecom...

e se continua cosi' tra un po'
l'unica cosa che potremo esportare saranno
i cibi biologici e i formaggi e i vini
D.O.C..., e forse nemmeno quelli viste le
pressioni sul transgenico da parte
di chi sappiamo...
Attila_fdd03 Marzo 2005, 13:07 #5
Be non credo sia colpa del governo che l'economia italiana non sta cavalcando questa cosa, non è colpa del governo di questo e di quello, io farei un po meno vittimismo e mi rimboccherei le maniche

non è l'1% di tasse in meno che hai te, vai a vedere invece chi ne beneficia di piu
non è il fatto di togliere i fondi alla ricerca e tutte quelle baggianate sulla perdita dei ricercatori! sono stati fatti notevoli interventi per far investire le aziende nella ricerca, perche il motore dello sviluppo e della ricerca è nel privato come nel 90% deglistati esteri, perche lo stato non ha fondi per mantenere la ricerca ne tantomeno per tante altre cose, il segreto è sviluppare un buon sistema di mercato in concorrenza ed eliminando i monopoli (di stato e non) garantendo in futuro una migliore competitivita anche a livello internazionale...
cmq resta il fatto che molta della colpa risiede in noi italiani che non stiamo cavalcando l'onda del progresso e dell'informatica in ottica moderna (orientata al cliente) ma sempre con la solita mentalita di arraffare piu soldi subito con evidente inutilita economica a lungo termine (cirio, parmalat, FIAT)
Johnny503 Marzo 2005, 13:28 #6
Non possediamo colossi in campo high tech elettronico? Mai sentito parlare di STMicroelectronics? E' italo-francese, ma non è che sia proprio una piccola azienda di artigiani..

Purtroppo però avete ragione, rappresenta più il caso isolato che la regola...
joe4th03 Marzo 2005, 13:32 #7
Originariamente inviato da Attila_fdd
Be non credo sia colpa del governo che l'economia italiana non sta cavalcando questa cosa, non è colpa del governo di questo e di quello, io farei un po meno vittimismo e mi rimboccherei le maniche

non è l'1% di tasse in meno che hai te, vai a vedere invece chi ne beneficia di piu
non è il fatto di togliere i fondi alla ricerca e tutte quelle baggianate sulla perdita dei ricercatori! sono stati fatti notevoli interventi per far investire le aziende nella ricerca, perche il motore dello sviluppo e della ricerca è nel privato come nel 90% deglistati esteri, perche lo stato non ha fondi per mantenere la ricerca ne tantomeno per tante altre cose, il segreto è sviluppare un buon sistema di mercato in concorrenza ed eliminando i monopoli (di stato e non) garantendo in futuro una migliore competitivita anche a livello internazionale...
cmq resta il fatto che molta della colpa risiede in noi italiani che non stiamo cavalcando l'onda del progresso e dell'informatica in ottica moderna (orientata al cliente) ma sempre con la solita mentalita di arraffare piu soldi subito con evidente inutilita economica a lungo termine (cirio, parmalat, FIAT)


Permettimi di dissentire. Non so se come dici tu negli
stati esteri il 90% della ricerca e' nel privato (ma vorrei capire
anche a quali stati ti riferisci: solo agli USA?
Svezia, Finlandia, Francia, Germania, Spagna, Canada?).
Il problema è che la realta' italiana e' diversa. Il 90%
delle aziende italiane sono le cosiddette PMI
(piccole e medie imprese), e qui
non si fa di certo ricerca per mancanza di risorse
e investimenti a lungo termini.
Le grandi aziende sono in crisi e neppure li si fa piu'
ricerca, perche' e' la prima cosa che hanno colpito i tagli
(basti pensare a FIAT e co.).
Symonjfox03 Marzo 2005, 14:06 #8

Tutto molto bello, ma cosa c'entra con la news?

OT: secondo me la colpa è, come già stato detto, degli imprenditori Italiani. Puntano tutto sull'OGGI e non sono in grado di fare investimenti a lungo termine. Purtroppo nemmeno noi stessi siamo in grado, visto l'inquinamento che stiamo causando e la marea di sprechi ecc ecc. (vabbè il discorso è lungo e complesso).
Inoltre, volevo sottolineare che tante aziende chiudono perchè, a differenza dei Cinesi, noi abbiamo norme e leggi molto forti, che non permettono di far lavorare un lavoratore 12 ore con una ciotola di riso, che obbligano le industrie a montare filtri e sistemi antiinquinamento, ecc. Quindi le nostre aziende partono già "svantaggiate" sotto il punto di vista economico; ma a mio parere comunque molto meglio che quelle dei mercati in via di sviluppo. Ma tanto a noi interessa solo guadagnare nel breve periodo, giusto?

IT: Lenovo per me distruggerà il nome IBM per quanto riguarda i portatili. IBM era il marchio per eccellenza in quanto a robustezza e affidabilità sui portatili e NON vendevano alla massa computer da 700€. Se Lenovo vuole puntare sul mercato consumer, vuol dire che questi prodotti non saranno all'altezza degli IBM classici. Spero per loro che inventino un nuovo nome "finto" tanto per non sputtanare l'originale, altrimenti ... IBM diventerà uno tra tanti.
DioBrando03 Marzo 2005, 16:23 #9
Originariamente inviato da Attila_fdd
Be non credo sia colpa del governo che l'economia italiana non sta cavalcando questa cosa, non è colpa del governo di questo e di quello, io farei un po meno vittimismo e mi rimboccherei le maniche


infatti non è colpa di questo governo, non solo, ma anche dei 5-6-7 precedenti che hanno sempre tagliato su scuola&ricerca

non è l'1% di tasse in meno che hai te, vai a vedere invece chi ne beneficia di piu


le persone con un reddito medio/alto...questo sì che è dare una propulsione economica al Paese...eh già...

non è il fatto di togliere i fondi alla ricerca e tutte quelle baggianate sulla perdita dei ricercatori!


no infatti...tanto abbondano...tra () le baggianate sui ricercatori rischiano di far perdere all'Università italiana non solo dei validi cervelli, ma anche degli ottimi insegnanti.

Ma sì questo in fondo non è importante...non per te evidentemente

sono stati fatti notevoli interventi per far investire le aziende nella ricerca,


quali?

perche il motore dello sviluppo e della ricerca è nel privato come nel 90% deglistati esteri, perche lo stato non ha fondi per mantenere la ricerca ne tantomeno per tante altre cose,


all'istruzione e alla ricerca universitaria ci pensa al privato?

Allora siamo a cavallo...

il segreto è sviluppare un buon sistema di mercato in concorrenza ed eliminando i monopoli (di stato e non) garantendo in futuro una migliore competitivita anche a livello internazionale...


un segreto improponibile considerando che il nerbo della rinascita industriale ed economica italiana è stata proprio nelle grosse concentrazioni di capitale e di know-how tecnologico...chiaramente non essendo riusciti a svecchiare questo sistema, con i grandi nomi in crisi ora ci troviamo con l'acqua alla gola.


cmq resta il fatto che molta della colpa risiede in noi italiani che non stiamo cavalcando l'onda del progresso e dell'informatica in ottica moderna (orientata al cliente) ma sempre con la solita mentalita di arraffare piu soldi subito con evidente inutilita economica a lungo termine (cirio, parmalat, FIAT)


sì ma la spinta all'alfabetizzazione informatica, all'uso della tecnologica per il miglioramento delle proprie condizioni ( anche sociali) è compito del privato cittadino o dello Stato?
L'adozione di politiche serie di E-Government è una responsabilità dello Stato o del privato?


A me questi discorsi fanno pensare ai soliti luoghi comuni del tipo "ecco voi italiani, siete i soliti lamentoni...non lavorate abbastanza" ecc. ecc....non è un discorso populista del chi fà di + e di meno; per promuovere estese politiche di innovazione il ruolo dello Stato è fondamentale e quando questo ruolo forte invece latita, è ovvio che ci apprestiamo a pagare conti salati in termini di competitività rispetto ad altre nazioni che magari non fanno nulla di trascendentale ma che dimostrano coi fatti di credere nell'IT.
Attila_fdd03 Marzo 2005, 17:33 #10
ti spiego in breve...

la scuola italiana è tra le migliori del mondo (parlo a livello di facolta tecniche ma non solo) vuoi per il metodo di studio, vuoi per gli insegnanti, non mi sembra la scuola sia alla fame, non meno degli ultimi 50 anni
la colpa non è per i governi che sono intervenuti sulla scuola, ma per il magna magna generale degli ultimi 50 anni (e non è che ora sia da meno) per l'assistenzialismo quasi da unione sovietica che hanno di fatto impedito a livello privato lo sviluppo di molte societa high tech...
per le tasse meglio che vai a rileggere meglio, quelli che hanno minori tagli (dell'ordine dell'1%) sono proprio quelli del medio alto, rileggi che è meglio, non si fa nulla per sentito dire...
l'italia gia perde validi cervelli ma non perche ora il governo sta facendo questo, ma perche in italia con la ricerca pubblica che ha sempre pagato e potra pagare sempre meno i ricercatori non puo essere altrimenti, nessuno stato ha i mezzi per pagare ricercatori 5000 o 10000 euro al mese, nessuno se non nel privato, quindi la colpa della fuga dai cervelli è proprio questo, la troppa dipendenza dallo stato di molti settori, tra cui quello dell'innovazione
gli interventi per le aziene sono quelli per cui non vengono pagate le tasse sugli utili reinvestiti in ricerca e potenziamento dell'impresa

sbagliato il punto fondamentale della crescita italiana sono state proprio le piccole realta, che poi sono state inglobate da quelle piu grandi (assistite dallo stato o cmq protette) che le hanno rovinate o cmq limitate a lungo andare, le PMI hanno fatto andare avanti l'italia non la fiat
l'acqua alla gola non ci siamo, non piu di molti altri stati europei... anzi forse ora come ora siamo quelli messi meglio (vai a chiedere come stanno ora in germania e francia)
l'alfabetizzazione informatica non è stata mai fatta e si sta incominciando ora, solo ora ci sono stati provvedimenti a riguardo, e purtroppo non sufficienti a mio avviso. Cmq non intendevo questo ma semplicemente che gli interventi del privato sono stati troppo mirati al guadagno subito piuttosto che alla crescita di medio lungo termine, unico vero modo per far crescere un'azienda e un paese...

E invece per il ruolo forte ti sbagli, lo stato non deve essere la locomotiva, proprio no, deve essere un binario, una strada, una guida che aiuti e migliori le aziende non che prenda iniziativa al posto loro

cmq Symonjfox hai capito cosa intendo e concordo con il tuo discorso

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