Cala del 40% la produzione di notebook, pur con una domanda in crescita

Cala del 40% la produzione di notebook, pur con una domanda in crescita

Gli effetti del Coronavirus: la produzione di notebook nelle fabbriche in Cina subisce un forte impatto mentre la domanda tende a crescere, complice lo stare chiusi in casa e lo studio via web degli studenti.

di pubblicata il , alle 19:21 nel canale Portatili
LenovoDell
 

Se la domanda da parte dei consumatori, in questo periodo di diffusione della pandemia da Coronavirus, è da un lato molto sostenuta per alcune tipologie di prodotti e inferiore alla media storica per altre, per i produttori lo scenario è altrettanto complesso e non di semplice risoluzione in tempi brevi.

Se pensiamo a prodotti molto richiesti in questo periodo come i notebook, complice la necessità di restare chiusi in casa e per i più giovani di non poter frequentare le scuole dovendosi attrezzare con la didattica da remoto, le difficoltà si evidenziano in modo ancor più chiaro. Si tratta infatti di prodotti complessi, che sono stati impattati non solo dallo stop delle proprie linee produttive ma anche dalla difficile reperibilità di molti dei componenti utilizzati per la loro costruzione.

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Digitimes segnala in modo chiaro questa cosa, evidenziando una stima di contrazione nelle spedizioni di PC portatili dalle fabbriche produttive dell'Asia di circa il 40% nel mese di febbraio rispetto alla media storica. Del resto a questo risultato si arriva facilmente, pensando come oltre il 90% della produzione sia svolto in fabbriche cinesi.

Solo Dell e Lenovo, secondo la fonte, sono state capaci di produrre oltre 1 milione di notebook nel mese di febbraio. Per alcuni produttori le fabbriche sono state oggetto di maggiori restrizioni di altre nelle ultime settimane, a motivo della loro posizione geografica; per altre la ripresa al lavoro dei dipendenti dopo lo stop del capodanno cinese e il blocco completo di alcune settimane che ne è seguito è stato più lenta del previsto.

La ripresa della produzione nei volumi abituali dovrebbe materializzarsi verso la fine del mese di marzo, complice l'evoluzione positiva che si sta registrando in Cina in queste settimane. A poter frenare un progressivo ritorno alla normalità la richiesta di componenti da parte di fornitori terzi, che potrebbero ancora avere difficoltà nel produrre con i volumi storici nel breve periodo.

3 Commenti
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antcos19 Marzo 2020, 07:51 #1
Potrebbe essere la volta buona che la gente non butta un notebook perchè il PC è lento...
rob-roy19 Marzo 2020, 08:20 #2
Che poi nel 99% dei casi basta buttare lo schifo di HDD meccanico e il PC rinasce.
Ne ho già salvati una trentina con un trapianto di SSD.

Roba che notebook del 2009 ritornano usabili.
lemming19 Marzo 2020, 08:39 #3
Anche se in Italia cresce, metti del 10-20% cosa vuoi che siano le esigenze italiane rispetto a quelle mondiali? Magari da noi aumenta e da altre parti il calo è tale da non essere intaccato dalle nostre necessità. Meglio così, almeno non si vede un rialzo dei prezzi.

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