"Brezza ionica" per raffreddare i portatili

"Brezza ionica" per raffreddare i portatili

Allo studio un sistema di raffreddamento che, utilizzando l'interazione ionica, è in grado di creare piccole correnti d'aria per raffreddare i sistemi notebook

di pubblicata il , alle 12:23 nel canale Portatili
 

Bassa temperatura e silenziosità: il connubio di queste due condizioni è una delle sfide principali nel mondo tecnologico ed in modo particolare nel settore dei sistemi portatili, dove la miniaturizzazione e gli spazi ridotti non consentono di adottare soluzioni realmente efficaci. Molti utenti, se non tutti, hanno ben presente il ronzio causato dalle ventole di aerazione del portatile quando le temperature interne superano un determinato livello di soglia.

Un particolare approccio al raffeddamento dei sistemi notebook è quello di utilizzare le forze di interazione tra gli ioni per far si che le molecole d'aria si possano muovere attorno al processore, dando luogo di fatto ad una "brezza" ionica. L'idea non è inedita, in quanto già mostrata a livello di laboratorio da alcuni ricercatori, ma per la prima volta una società californiana ne ha dato dimostrazione pratica in un portatile funzionante.

Il raffreddatore ionico è basato su un lavoro intrapreso nel 2006 da Alexander Mamishev, professore di ingegneria elettrica all'Università di Washington. Lo scorso anno Tessera, l'azienda californiana, ha ottenuto la licenza per la tecnologia, lavorando per riadattarla e per poterla implementare all'interno di un sistema noteook. Il sistema di raffreddamento ionico è stato mostrato in occasione del IEEE Semi-Therm Symposium a Marzo. Il particolare sistema di raffreddamento è in grado di estrarre il 30% in più di calore rispetto ad un normale sistema di raffreddamento basato su ventole, e i test di laboratorio mostrano un consumo energetico, per il funzionamento, pari a circa la metà di quanto consumato da soluzioni tradizionali. Non solo: non essendoci parti in movimento, il sistema è completamente silenzioso.

Ken Honmer, resposnable della ricerca e sviluppo per Tessera ha dichiarato: "Il lavoro di Mamishev era incentrato sui principi di funzionamento. Noi ci stiamo concentrando sull'ottimizzazione e sull'implementazione in piccoli form factor". Notebook ma non solo: console di gioco, proiettori, server sono ottimi candidati all'implementazione di questa particolare soluzione.

Il progetto di Tessera prevede l'impiego di comuni heatpipe, che grazie all'evaporazione e la condensazione di un fluido, spostano il calore lontano dalla CPU e verso il sistema di raffreddamento ionico. All'interno del dispositivo vi sono due elettrodi: uno che ionizza le molecole di aria come l'azoto, ed un altro che funge da ricevitore per queste molecole. Quando viene applicata una differenza di potenziale, gli ioni fluiscono dall'emettitore al collettore. Muovendosi, il momento spinge aria neutra attrono all'hotspot raffreddandolo.

Una delle sfide principali nell'intregrazione di un sistema di raffreddamento ionico in un notebook è progettare un trasformatore sufficiente compatto in grado di convertire i circa 12 volt di una batteria da notebook nei circa 3000 volt necessari per far funzionare il sistema. Utilizzando un alimentatore da una normale lampada fluorescente a catodo freddo, gli ingegneri di Tessera sono stati in grado di realizzare un alimentatore in soli tre centimetri quadri.

Allo stato attuale la tecnologia non è tuttavia abbastanza pronta per poter essere utilizzata nella prossima generazione di sistemi laptop. Il problema più pressante è poter assicurare l'affidabilità degli elettrodi: i notebook sono costruiti per operare per almeno 30 mila ore e nei test preliminari gli elettrodi impiegati hanno mostrato una propensione troppo accentuata alla corrosione. Un altro aspetto al quale prestare particolare attenzione è l'accumulo di polvere, che può essere comunque limitato con l'opportuno impiego di filtri.

Craig Mitchell, Senior Vice President di Tessera, ha dichiarato che la compagnia potrebbe essere pronta per commercializzare il sistema nel corso del prossimo anno, senza tuttavia rilasciare informazioni indicative riguardanti il prezzo di tale soluzione.

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80 Commenti
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Zerk22 Maggio 2009, 12:32 #1
Cos'è il nitrogeno?
pirsig22 Maggio 2009, 12:36 #2
Originariamente inviato da: Zerk
Cos'è il nitrogeno?



dovrebbe esse l'Azoto, in italiano....
axse22 Maggio 2009, 12:37 #3

ma per favore!!

hwup, ma usare un vocabolario no?

nitrogen = AZOTO!
http://en.wikipedia.org/wiki/Nitrogen

ma se vuoi continuare ti suggerisco di tradurre Silicon come SILICONE

axse22 Maggio 2009, 12:39 #4

arrgghhh!

e 2
"Muovendosi, il momento spinge aria neutra attrono all'hotspot raffreddandolo."

momentum in inglese si traduce in inerzia in italiano...

cappero! qui l'ignoranza galoppa!
Special22 Maggio 2009, 12:50 #5
30.000 ore un notebook?
Mi sembrano tantini...
Cioè è progettato per stare acceso tutti i giorni per 8 ore per oltre 10 anni???
Lotharius22 Maggio 2009, 12:50 #6
Il concetto è molto interessante, ma come la mettiamo se il notebook in questione si usasse in una stanza in cui è già attivo un condizionatore con ionizzatore d'aria? Se l'aria è già ionizzata, la brezza non si crea... :-D
Inoltre, il notebook non sempre richiede lo stesso grado di raffrddamento: questo sistema agisce con potenza costante, oppure variando la DDP?
diddum22 Maggio 2009, 12:52 #7

Ma chi l'ha scritto il pezzo ?

Il "Ragazzo Ionico" ?

(solo per fans sfegatati dei Simpson...)

wicked22 Maggio 2009, 13:01 #8

3.000 volt?

Ma del particolare delle 3.000 volt in un notebook che mi tengo sulle ginocchia... vogliamo parlarne?!?
diddum22 Maggio 2009, 13:02 #9

@Lotharius:non penso che il condizionatore ionizzi piu' di tanto

qui si tratta di joni molto piu' oni, jonononi da 3000 volts sul livello del mare.

In ogni caso l'interazione jonica potrebbe portare
alla formazione di co-joni che come tutti sanno
hanno la proprieta' di roteare vieppiu' vorticosamente
provvedendo di molto meglio al raffreddamento.


alefranz22 Maggio 2009, 13:08 #10
deduco che si tratti di un sistema di raffreddamento per processori di silicone :P :P

(è solo una battuta linguistica, nessuna critica )

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