XJet: stampa 3D in metallo con tecnologia inkjet e cartucce

XJet: stampa 3D in metallo con tecnologia inkjet e cartucce

L'israeliana XJet promette di portare una piccola rivoluzione nel segmento della stampa 3D in metallo, con la sua tecnologia NanoParticle Jetting. Al posto delle polveri troviamo delle vere e proprie cartucce di metallo liquido e la deposizione avviene con una tecnologia molto simile a quella delle comuni stampanti inkjet

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Periferiche
Stampa 3D
 

Sotto il cappello della stampa 3D rientrano diverse tecnologie di produzione addittiva: la più nota alla massa è quella della deposizione di filamento fuso, ma le più utilizzate in ambito industriale sono quelle a sinterizzazione di polveri. C'è grande interesse attorno alle tecnologie di manifattura addittiva in metallo, in quanto in grado di restituire non solo prototipi, ma pezzi finiti di produzione, pronti per essere installati e utilizzati. L'utilizzo di polveri di metallo in questo campo richiede tecnologie che impiegano laser o plasma per la fusione delle particelle, confinando le macchine di stampa, per complessità e dimensioni, al solo ambito industriale. Lo stoccaggio, ma soprattutto la movimentazione e il maneggio, delle polveri metalliche richiedono poi procedure e precauzioni particolari.

L'israeliana XJet promette di portare una piccola rivoluzione nel segmento della stampa 3D in metallo, con la sua tecnologia NanoParticle Jetting. Al posto delle polveri troviamo delle vere e proprie cartucce di metallo liquido e la deposizione avviene con una tecnologia molto simile a quella delle comuni stampanti inkjet. L'oggetto viene infatti costruito strato per strato dalla testina, che 'spara' 221 milioni di goccioline al secondo, per una risoluzione verticale dello strato che può arrivare a 2 micron. Il segreto sta nel liquido di stampa, che è composto da particelle di metallo nanoincapsulate: in fase di stampa, con la camera a 300°C, il liquido evapora, lasciando solo lo strato di metallo. Con questa tecnologia è poi possibile utilizzare un secondo materiale per i supporti (del quale al momento non ci sono dettagli) in modo che siano ridotti al minimo anche i problemi di post trattamento dei pezzi, i quali potranno essere liberati dai supporti più facilmente. La tecnologia promette quindi bassissimi scarti, oltre che grande velocità: l'azienda dichiara di poter stampare in metallo cinque volte più velocemente della tecnologia a sinterizzazione laser di polveri metalliche.

Tutti i dettagli saranno rivelati a RAPID 2016, evento che si terrà dal 17 al 19 maggio prossimi a Orlando, Florida.

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19 Commenti
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+Benito+08 Aprile 2016, 09:20 #1
Ecco: questo, se funziona, è il futuro.
Giouncino08 Aprile 2016, 10:14 #2
questa si che è una cosa interessante!
demon7708 Aprile 2016, 12:31 #3
notevole!
Se si evolve come si deve e non saltano fuori grossi limiti tecnici questa è una tecnologia che spacca!
v1doc08 Aprile 2016, 13:00 #4
Le particelle di metallo usate da questa stampante fondono a 300°c.
Non si sono molti metalli che fondono a temperature cosi basse, non vorrei che abbiano usato una qualche lega a base di stagno.
Se fosse così, c'è il rischio che questa stampante realizzi degli oggetti pesanti e molto costosi con una scarsa resistenza meccanica.
azi_muth08 Aprile 2016, 13:19 #5
Userà una lega che fonde a bassa temperatura simile a quello delle vecchie linotype* meccanicamente non è un granchè...


*E' una macchina ideata nel 1880 usata fino agli anni '70, meccanicamente complessissima, probabilmente la prima tecnologia per stampare il metallo in 3d, che consentì di poter comporre meccanicamente delle frasi stampabili su carta, con cui si facevano i giornali, producendo le linee di piombo che come un timbro scrivevano sui fogli di libri e giornali. Ogni tasto della tastiera di 90 comandi attivava un meccanismo che liberava la matrice del carattere corrispondente digitato. Questa veniva allineata alle matrici degli altri caratteri fino al completamento di una riga, che veniva successivamente spostata automaticamente nel fusore della macchina dove veniva colato a caldo del piombo all'interno delle matrici, formando una riga di testo. Le matrici in seguito ritornavano nel contenitore, pronte per il riutilizzo. Le righe fuse a caldo venivano impilate alle righe precedentemente composte, fino al realizzo di ogni articolo in colonne e di qui alla composizione della pagina. A loro volta le righe fuse e impilate venivano inchiostrate e usate per la stampa dei caratteri sui fogli. Il sistema di stampa era veloce perché i tipografi non dovevano più comporre ogni riga di stampa manualmente.


https://youtu.be/avDuKuBNuCk
cudido08 Aprile 2016, 13:29 #6
Originariamente inviato da: v1doc
Le particelle di metallo usate da questa stampante fondono a 300°c.
Non si sono molti metalli che fondono a temperature cosi basse, non vorrei che abbiano usato una qualche lega a base di stagno.
Se fosse così, c'è il rischio che questa stampante realizzi degli oggetti pesanti e molto costosi con una scarsa resistenza meccanica.


Nulla fonde, ma evapora, e non è il metallo ma il liquido tra le nanoparticelle di metallo.
An.tani08 Aprile 2016, 13:57 #7
Originariamente inviato da: cudido
Nulla fonde, ma evapora, e non è il metallo ma il liquido tra le nanoparticelle di metallo.


E le nano particelle di metallo che vanno a formare l'oggetto stampato sono tenute assieme da.....

magnetismo ?
enigmi alieni ?
sforzo liquido ?
Sunburp08 Aprile 2016, 15:11 #8
Ma a livello di salute esistono degli studi? Le stampanti 3d sono sicure? Dare a mio figlio un oggetto stampato in casa per giocare è sicuro? O tra 20 anni uscirà fuori qualcosa?
Giuss08 Aprile 2016, 15:24 #9
Attualmente si usano materiali plastici piuttosto comuni come PLA o ABS, in particolare quest'ultimo viene già usato per tanti giocattoli.

L'unico problema può essere dato dai vapori che emana quando viene fuso, cioè durante la stampa, ma una volta finito è un normale pezzo di plastica.
Sunburp08 Aprile 2016, 15:43 #10
Originariamente inviato da: Giuss
Attualmente si usano materiali plastici piuttosto comuni come PLA o ABS, in particolare quest'ultimo viene già usato per tanti giocattoli.

L'unico problema può essere dato dai vapori che emana quando viene fuso, cioè durante la stampa, ma una volta finito è un normale pezzo di plastica.


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