X-Series: nuove proposte Sitecom tra i router

X-Series: nuove proposte Sitecom tra i router

Con la rinnovata gamma X-Series Sitecom propone un approccio cloud based che migliora la sicurezza nella navigazione domestica e d'ufficio

di , Roberto Colombo pubblicata il , alle 12:31 nel canale Periferiche
Sitecom
 

Sitecom da sempre si indirizza al segmento consumer avendo come cardine della sua strategia la semplicità, d'uso e di installazione. Seguendo questa scia negli anni il produttore olandese ha introdotto le impostazioni ISP preinstallate nei modem, i manuali d'uso grafici (in stile IKEA), proponendo sulle ultime generazioni anche l'Automatic Firmware Update, che mantiene i prodotti aggiornati senza l'intervento dell'utente, spesso spaventato da procedure di questo tipo. In particolare questa funzione potrebbe ricoprire grande importanza per gli utenti nel momento del passaggio al protocollo IPv6, puntando a renderlo indolore anche per gli utenti meno esperti.

I prodotti della prima X-Series hanno raccolto un ampio successo, anche grazie alla presenza capillare in volantini e offerte della grande distribuzione. Al momento di progettare l'aggiornamento della serie Sitecom ha cercato di capire i trend del mercato: le ricerche danno il traffico internet nel 2014 pari al qaudruplo di quello registrato nel 2009, con una forte spinta data dai social network, ma soprattutto dalla diffusione dei video in rete e del crescente successo dei sistemi IPTV.

Accanto alla crescita del traffico c'è un altro parametro che vede previsioni di aumento esponenziale: ci riferiamo al cybercrime. Sotto forma di malware, virus, phishing i pericoli in rete sono sempre maggiori: nel 2010 si stima la creazione di 20 milioni di malware, con un dato giornaliero di circa 50.000 nuovi codici maligni al giorno. Mettendo insieme questi due trend Sitecom ha delineato la sua strategia: i suoi modem della nuova X-series si concentrano sul velocità e protezione.

sitecom_router_300n.jpg (18252 bytes)

Tranne i modelli entry level X1 e X2 i nuovi router arrivano a 300Mbps di banda in wireless e offrono sui modelli di punta X4, X5 e X6 un connessione cablata 1Gbit. Il nome dei modelli riflette le caratteristiche tecniche: X1 copre un piano, X2 due piani, mentre il resto della gamma dichiara copertura su 3 piani e giardino. Dal modello X3 in su è poi presenta la grande novità della nuova gamma: Sitecom Cloud Security. Il sistema è molto interessante e si tratta di una analisi in tempo reale del traffico attraverso un sistema cloud con protezione continua da malware, siti malevoli e phishing, attiva inoltre su tutti i terminali agganciati alla rete, ad esempio anche i tablet e i cellulari connessi via Wi-Fi.

Il sistema non sostituisce del tutto un antivirus (non è attivo ad esempio sui virus che non transitano dal web, come ad esempio quelli in arrivo da chiavette USB), ma rappresenta un interessante filtro a priori. Il sistema sfrutta l'esperienza di Hitman Pro di Surfright, che combina diversi motori antivirus per lo screening del traffico, con il vantaggio di avere un sistema probabilmente più aggiornato. In pratica attivando l'opzione Sitecome Cloud Security l'utente in pratica naviga sul proxy offerto dal servizio: Sitecom dichiara una latenza minima e impercettibile rispetto alla navigazione diretta.

Sitecom-Cloud-Security-Illustration.jpg (79988 bytes)

Interessante è anche il modello di business, che si sposta dal solo hardware al servizio: offerta gratuita per i primi 6 mesi l'opzione ha poi un costo di €14,99 all'anno, con un prezzo concorrenziale rispetto a quello degli antivirus (di cui ricordiamo non è totale sostituta). Sitecom tiene a sottolineare come l'opzione non si attivi o si rinnovi automaticamente, ma sia necessaria un'azione consapevole da parte dell'utente. Sitecom Cloud Security offre un'ulteriore opzione: l'AD-blocking. Di default non è attivata, ma si trova a facile portata di mano nel pannello di gestione del modem/router e sebbene non sia data come 'raccomandata' come le altre opzioni di sicurezza contro malware, phishing e siti malevoli, è attivabile con grande facilità.

L'inserimento di questa funzionalità ci offre spazio per toccare il tema dell'AD-blocking, cioè di tutti quei dispositivi che limitano o bloccano la visualizzazione dei banner all'interno dei siti web. L'argomento è decisamente difficile in quanto si scontrano punti di vista differenti; dal nostro riteniamo che gli utenti siano liberi di navigare nel web come meglio credono. Detto questo, vogliamo porre l'attenzione su una semplice considerazione: le realtà editoriali e di servizi, sul web, operano grazie alla presenza di pubblicità. Il modello di business è molto semplice e chiaro e di fatto non ha alternative: i siti a pagamento hanno senso, nello scenario attuale, solo per alcuni specifici ambiti e non è detto che vengano poi accettati ed utilizzati.

Un lettore che utilizza AD-blocking utilizza di un sito alcune risorse, generando dei costi (le pagine inviate al PC implicano un consumo di banda e l'utilizzo dei server, pagati da chi gestisce il sito) a fronte di un ritorno dato dalla visualizzazione pubblicitaria che è zero. Si giunge al paradosso, pertanto, di utenti che utilizzano assiduamente un sito in quanto lo ritengono interessante e utile, ma che utilizzando AD-Block generano un impatto negativo su questo sito tanto più grande quanto è la frequenza di navigazione. L'impatto del singolo utente è di poco conto, ma se il numero degli utenti che opera in questo modo è elevato il danno che si viene a creare non è trascurabile.

Come comportarsi? Il buon senso, a nostro avviso, è sempre la strada maestra. A fronte di un servizio che viene offerto e viene considerato valido la presenza di un banner pubblicitario non dovrebbe rappresentare un ostacolo da cancellare, ma un "do ut des" che permette di continuare a fornire un servizio di qualità nel corso del tempo. In presenza di messaggi pubblicitari particolarmente invasivi è anche comprensibile l'utilizzo di AD-blocker, ma crediamo che questa non debba diventare la regola quanto l'eccezione. A scanso di equivoci, in ogni caso, scriviamo questo per aiutare a capire ed educare: non abbiamo mai bloccato in passato utenti che utilizzano AD-block in quanto crediamo che la scelta debba in ultima analisi essere quella dell'utente. Quest'ultimo deve però capire che bloccare in banner, quando non invasivo, può forse facilitare un poco la navigazione ma crea un danno a chi mette a disposizione il servizio che viene utilizzato.

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19 Commenti
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SinapsiTXT08 Aprile 2011, 13:08 #1
Riguardo alla considerazione finale la condivido, utilizzo su FF 4 il plugin AdBlock però per questo sito e per altri siti di informazione gratuita li ho messi nella Whitelist e visualizzo i banner pubblicitari.
Potrei essere interessato al modello X2, la Sitecom con i router come se la cava? Marca economica e di qualità o soltanto economica?
ReverendoMr.Manson08 Aprile 2011, 13:20 #2
Mah, ne ho di prodotti Sitecom (1 router con penna wifi inclusa, 1 range extender (a cui ho sostituito le 2 antenne da 3 db con delle sitecom da 10 db ciascuna guadagnando 0 db), 1 print server, 1 altra penna wifi) e seguendo alla lettere le guide stile Ikea non sono mai arrivato da nessuna parte. Solo leggendo i manuali (in inglese) e soprattutto smanettando nei menù ne sono venuto a capo. Per non parlare poi di funzioni che sul manuale vengono riportate e nel prodotto non esistono vedi funzione WDS sul router WL-304. O funzioni che spariscono man mano che si aggiornano i firmware. Esempio: nel WL-304 passando dal firmware 0.88 al 0.91 si perde la possibilità di vedere il Noise Margin della connessione. Altra curiosità il router WL-322 è identico al WL-304 cambia solo la plastica esterna e i firmware sono perfettamente intercambiabili. Se poi vi fate un giro su questo thread vi passa la fantasia di comprare i prodotti di questa marca http://www.hwupgrade.it/forum/showt...929&page=70

In conclusione sono solo dei rimarchiatori di roba cinese, rivolgetevi ad altro.

wal7er08 Aprile 2011, 13:30 #3
Per carità! Mai più prodotti sitecom.
Ho avuto la malaugurata idea di comprare il wl-346: sono riusciti a introdurre incompatibilità con sistemi non microsoft nella connessione wireless. Non so il perchè (mi sono fatto un giro sulla lista proprio nel forum di hardware upgrade ma non ho trovato soluzioni). Per farla breve ho problemi di connessione con i-pod e portatile con linux opensuse. La prossima volta spederò 10 euri in più ma la mia scelta sarà d-link o netgear.
DonFrignolo08 Aprile 2011, 13:53 #4
l'unica cosa che mi piace è la gigabit integrata.... cmq quoto mai più prodotti sitecom......
ti fanno dannare l'anima per farli funzionare.
Molto meglio netgear, mai avuto problemi, nemmeno con prodotti di fascia bassa.
samuello 8508 Aprile 2011, 13:59 #5
se prorprio uno vuole risparmiare, molto meglio tplink
key271008 Aprile 2011, 14:04 #6
Assolutamente contrario ai sitecom. Non perchè non funzionino ma perchè di fronte ad un utilizzo un briciolo più professionale barcollano. Inoltre, quando sbagliano qualcosa prima di farla funzionare ne passa. Tutt'ora possiedo un WL-322. Dapprima non funzionava la WPA2 ne il DDNS, successivamente hanno rilasciato un firmware in beta e hanno fatto ancora più danno, dopo l'hanno corretto... e... dopo un anno buono sono riuscito a far funzionare WPA2 e a disinstallare il programma di sync per il DDNS dal pc.

Assolutamente sconsigliati come politiche aziendali... a meno che non vogliate farvi del male. Anzi... qualcuno è interessato al mio WL-322? Vorrei passare ad un router serio.
avvelenato08 Aprile 2011, 14:25 #7
Guarda Corsini, giusto perché l'hai tirato fuori tu il discorso sugli AD, mi sento di ribattere, perché altrimenti me ne starei stato zitto.
Tutto quello che dici è teoricamente giusto e bello, ma queste soluzioni di AD blocking non sarebbero diventate tanto popolari se i siti "gratuiti che basano il loro business sull'advertising" non avessero perso ogni misura e non avessero permesso l'avvento di pesti bubboniche quali:
popup;
malware autoinstallanti;
gif a rischio epilessia;
banners camuffati da avvisi di sistema, pulsanti e simili;
avvisi sonori o musichette;
e ultimo ma non meno grave, banners flash a tutto schermo.

Voi sicuramente non potete portare addosso il candido manto delle vergini illibate, giacché più di una volta avete avvallato simili nefandezze. Le quali trattano i vostri visitatori non come clienti, ma come merce di vendita per i clienti veri, gli advertiser.
Tu dici che i siti non sopravviverebbero senza AD; io dico che non sopravvivereste senza utenti. Che manchi un modello di business alternativo è opinabile; il modello c'è ed è quello del contenuto a pagamento (per quanto possa essere migliorabile). Purtroppo però è una strada molto più difficoltosa in quanto, poiché il visitatore diventa cliente, può mettere in discussione il valore qualitativo del servizio acquistato. Senza stare a scomodare The Daily, un esperimento analogo è stato provato da Punto Informatico (con l'offerta PI NoAd), da me sottoscritto e dismesso nell'arco di pochi mesi in conseguenza del declino qualitativo della testata.

Poi c'è anche da fare una considerazione sul fatto che non è corretto che il business dell'editoria digitale, e nel merito del mondo dei siti di reviews di tecnologia, addossare solo all'utenza l'onere di mantenere il sito. Dal momento che generate indotto nel confronto dei produttori di hw e sw, i quali venderebbero molto meno senza un sito come il vostro che offre all'utenza modi nuovi di rapportarsi alla tecnologia. Resta il difficile compito di equilibrare l'advertising, inteso anche come forma di finanziamento che i produttori vi concedono per permettervi di rendere i loro prodotti utili e interessanti a noi potenziali acquirenti, e la vendita di "finestre di visibilità" a scapito di ogni considerazione etica, pratica e di fruibilità del sito da parte di noi utenti.
vs058708 Aprile 2011, 14:34 #8
Mamma mia sitecom, l'unico prodotto che funziona veramente è il vecchio WL-174! Poi basta per l'amor del cielo.. Avevo comprato un router della serie precedente, 100€, WL-348.... Zero personalizzazioni a livello di impostazioni, sembrava un router telecom bloccato! Poi dopo 3 mesi è morto, non andava più il modem.. e quando andava mi dava un attenuazione fissa a 46dB, quando gli altri router stavano a 30dB....

Fate voi...
Paolo Corsini08 Aprile 2011, 15:06 #9
Originariamente inviato da: avvelenato
...
Tutto quello che dici è teoricamente giusto e bello, ma queste soluzioni di AD blocking non sarebbero diventate tanto popolari se i siti "gratuiti che basano il loro business sull'advertising" non avessero perso ogni misura e non avessero permesso l'avvento di pesti bubboniche quali:
popup;
malware autoinstallanti;
gif a rischio epilessia;
banners camuffati da avvisi di sistema, pulsanti e simili;
avvisi sonori o musichette;
e ultimo ma non meno grave, banners flash a tutto schermo.


Mi fa piacere che tu concordi con quanto scritto, che in effetti rappresenta la teoria delle cose. La pratica è fatta anche di quello che tu elenchi, ma c'è un punto sul quale mi permetto di dissentire.
Da come scrivi sembra che la presenza di questi formati invasivi sia solo legata alla scelta da parte dei gestori dei siti, alla ricerca di maggiori revenues. La pratica, invece, è che molto spesso questi strumenti vengono di fatto imposti da chi lo spazio pubblicitario lo richiede, secondo logiche che tu con comprendi e che se ti può consolare non comprendo anche io.

Potrai obiettare che in ultima analisi è il gestore del sito a scegliere quell che viene esposto o meno, e nuovamente in teoria hai ragione. In pratica, però, chi gestisce un sito si trova di fronte alla scelta tra
a) accettare una campagna che considera potenzialmente fastidiosa per gli utenti, per tutti o per alcuni degli strumenti utilizzati
b) rifiutare gli strumenti, con il rischio che questo implichi la cancellazione di tutta la campagna.

Se il tuo modello di business è legato al solo mercato pubblicitario per la parte ricavi (e di questo parlo dopo, dato che tocchi questo tema) la scelta è molto difficile, credo te ne renderai facilmente conto. Spesso si cerca il miglior compromesso tra l'esigenza di poter generare fatturato che copra i costi e il non voler utilizzare strumenti che in primo luogo si considerano invasivi, o su questi cercare di fissare dei paletti molto rigidi (tipo: limite di una visualizzazione per utente ogni 24 ore)

Originariamente inviato da: avvelenato
Voi sicuramente non potete portare addosso il candido manto delle vergini illibate, giacché più di una volta avete avvallato simili nefandezze. Le quali trattano i vostri visitatori non come clienti, ma come merce di vendita per i clienti veri, gli advertiser.


Mi auguro di non aver mai dato l'impressione di pensare di essere una vergine illibata; lo sarei penso per bruttezza, non per scelta
Abbiamo avuto nella nostra storia, e non posso dire non ne avremo in futuro, formati invasivi. Potrei aggiungere che questi sono sempre stati utilizzati per richieste di chi per nostro conto, e non parto del nostro reparto commerciale interno, vende pubblicità sempre incontrando resistenze da parte nostra. Alla fine però la scelta di pubblicare è stata nostra, e su questo voglio essere molto chiaro. Ritorniamo a quanto ho scritto prima: si cerca un compromesso che può non accontentare nessuno, nonostante il fine sia proprio quello di mettere d'accordo tutti.


Originariamente inviato da: avvelenato
Tu dici che i siti non sopravviverebbero senza AD; io dico che non sopravvivereste senza utenti.


Un sito che ha come modello di business quello editoriale puro, cioè fornire informazione gratuita, ha come fonte di revenue diretta la sola pubblicità. Senza questa non funziona. Alla stessa stregua il sito più bello del mondo, con inserzionisti incredibili ma senza utenti non ha senso. Se devo spiegare il perchè non ha utenti la risposta è semplice: evidentemente non fornisce un servizio (editoriale) adeguato.

Originariamente inviato da: avvelenato
Che manchi un modello di business alternativo è opinabile; il modello c'è ed è quello del contenuto a pagamento (per quanto possa essere migliorabile).


Questo modello si applica sicuramente al web, ma solo a casi ben specifici. Il comperare l'accesso ai contenuti è legato alla difficoltà con la quale questi possono venir ottenuti gratuitamente nello stesso intervallo di tempo (esempio: le quotazioni in borsa) e a quanto questi sono esclusivi per loro natura. Non vedo nell'editoria legata alla tecnologia, e soprattutto negli ambiti che noi trattiamo, un modello alternativo a quello editoriale puro.

Originariamente inviato da: avvelenato
Purtroppo però è una strada molto più difficoltosa in quanto, poiché il visitatore diventa cliente, può mettere in discussione il valore qualitativo del servizio acquistato)


vero quello che scrivi, ma questo è altrettanto vero anche senza pagamento di un accesso. L'utente mette in discussione il valore qualitativo semplicemente non leggendo più un sito. Hai del resto scritto tu prima, e su questo concordo, che sono (anche) gli utenti a fare un sito.

Originariamente inviato da: avvelenato
Senza stare a scomodare The Daily, un esperimento analogo è stato provato da Punto Informatico (con l'offerta PI NoAd), da me sottoscritto e dismesso nell'arco di pochi mesi in conseguenza del declino qualitativo della testata.


Se non ricordo male, ma posso sbagliarmi, quella proposta prevedeva un canone di periodo in cambio del quale si leggevano contenuti senza banner. Se mi passi l'immagine, un ad-block a pagamento. In tutta onestà se dovessi chiedere un canone di accesso per utenti "premium" darei loro ben altro che questo, un servizio in più che gratuitamente non potrebbero avere e che giustificherebbe un costo fisso.

Originariamente inviato da: avvelenato
Poi c'è anche da fare una considerazione sul fatto che non è corretto che il business dell'editoria digitale, e nel merito del mondo dei siti di reviews di tecnologia, addossare solo all'utenza l'onere di mantenere il sito.


Alt: l'onere, se ce l'ha qualcuno, è di chi gestisce e amministra il sito. Come questo avviene è con il connubio tra utenza (più alta è, meglio è che ha diretta correlazione con l'adv (nuovamente, più è maggiori sono i ricavi).
L'utente entra all'interno di questo rapporto, è ovvio, ma che un sito sia di successo o meno non dipende solo ed esclusivamente da lui.

Originariamente inviato da: avvelenato
Dal momento che generate indotto nel confronto dei produttori di hw e sw, i quali venderebbero molto meno senza un sito come il vostro che offre all'utenza modi nuovi di rapportarsi alla tecnologia. Resta il difficile compito di equilibrare l'advertising, inteso anche come forma di finanziamento che i produttori vi concedono per permettervi di rendere i loro prodotti utili e interessanti a noi potenziali acquirenti, e la vendita di "finestre di visibilità" a scapito di ogni considerazione etica, pratica e di fruibilità del sito da parte di noi utenti.


Qui tocchi un tema a mio avviso molto interessante, che reputo onestamente molto più scottante degli strumenti pubblicitari più o meno invasivi. Dici bene quando affermi che chi produce e commercializza hardware trova in realtà editoriali sulla tecnologia una grande vetrina per i propri affari, e che pertanto sarebbe giusto che queste realtà in un qualche modo supportassero i siti web.

Questo avviene, in due forme:

1) acquisto di advertising
2) fornitura di prodotti in prova

Entrambe sono molto chiare da comprendere. Quello che un utente non può sapere è quanto un operatore di settore può cercare, e quanto riesce in questo, di influenzare la visibilitò di un proprio prodotto sulle pagine di un sito. Questo accade quando un prodotto viene inviato magari in conto omaggio, così che chi lo testa se lo possa tenere e rivendere; oppure quando "un prodotto deve uscire bene dalla recensione, dai: abbiamo appena sottoscritto un contratto con banner" e via discorrendo.

Domandati, ad esempio, perché alcune realtà siano così fortunate da provare sempre e solo prodotti che vanno benissimo e che sono esenti da difetti di rilievo. Domandati perché, ad esempio, la stragrande maggioranza dei videogiochi recensiti ottiene punteggi elevatissimi, salvo avere poi critiche feroci da parte degli utenti che li acquistano e li usano.
Domandati perché su alcuni siti vi siano solo recensioni di prodotti di inserzionisti pubblicitari, ed altri vengano bellamente scartati (nonostante i sample siano accessibili senza problemi).

Questo, a mio avviso (e faccio questo mestiere da quasi 14 anni), è la vera piaga del settore e a sensazione è ancora più infetta in Italia che in altre nazioni.
genesi8608 Aprile 2011, 16:08 #10
ragazzi come sono i linksys by cisco? C'è un amico che mi vuole passare un wrt 110 che ha comprato 3 anni fa', è un normale router classe G. Funziona perfettamente con il p2p e mi chiede 15€.... è buono?

http://www.linksysbycisco.com/IT/it/products/WRT110

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