Makerbot, gli azionisti contro la società per aver commercializzato prodotti difettosi

Makerbot, gli azionisti contro la società per aver commercializzato prodotti difettosi

La società avrebbe consapevolmente commercializzato prodotti con gravi difetti, ingannando pubblico e investitori. Ora che il valore delle azioni è crollato gli azionisti muovono una causa collettiva

di pubblicata il , alle 12:31 nel canale Periferiche
MakerBot
 

Lanciate in occasione del CES 2014, le stampanti Makerbot Replicator di quinta generazione non hanno soddisfatto i clienti: sin dalla loro messa in commercio si è innescato un turbine di lamentele inerenti le prestazioni ed il comportamento degli "smart extruder" presenti in queste stampanti. L'ugello dell'estrusore, infatti, sarebbe incappato in frequenti ostruzioni e la soluzione consigliata dalla compagnia era semplicemente la sostituzione dell'estrusore stesso.

Lo smart extruder di Makerbot ha un costo di 175 dollari e un MeanTime Between Failure compreso tra le 200 e le 500 ore: considerando che una singola sessione di stampa può occupare anche più di 5 ore è facile comprendere come, a fronte di queste informazioni, la sostituzione dello smart extruder sarebbe necessaria dopo qualche decina di stampe.

Il cattivo comportamento delle Makerbot di quinta generazione si è ripercosso sul valore delle azioni Stratasys (la parent company di Makerbot) che sono passate dal picco di 130,83 dollari del 2014 ad un minimo di 31,88 dollari di qualche giorno fa. Un crollo che non è ovviamente piaciuto agli investitori, i quali hanno deciso di avviare una causa collettiva accusando la società di violazione delle leggi finanziarie.

Nella documentazione depositata presso il tribunale viene indicato come Stratasys avrebbe deciso di avviare la produzione dei dispositivi Makerbot di quinta generazione senza le adeguate fasi di verifica delle prestazioni e dell'affidabilità. Stratasys e Makerbot avrebbero quindi immesso sul mercato i prodotti, promuovendone la qualità di stampa e la facilità d'uso, quando in realtà non era a conoscenza della gravità dei problemi legati allo smart extruder.

Tutto ciò ha avuto un impatto negativo sulle vendite, portando inoltre alle dimissioni di un sales executive dell'azienda, venuto a conoscenza dei problemi del prodotto. Nonostante questo Makerbot avrebbe continuato a rassicurare gli investitori, fino a quando le azioni sono collassate nel momento in cui il mercato è stato messo a parte dei problemi. La causa collettiva verte su questo: il valore delle azioni gonfiato artificialmente.

Questa causa collettiva è accessibile solamente agli azionisti di Stratasys, ma la situazione ha già portato all'apertura di una petizione su Change.org rivolta a Makerbot per richiedere l'avvio di una campagna di richiamo. L'autore della petizione ha raccontato le proprie esperienze con una Makerbot Replicator di quinta generazione, osservando come mediamente sono stati necessari circa quattro tentativi per ottenere l'avvio di una stampa. Egli ha inoltre dichiarato che un elemento specifico è stato sostituito tre volte nel periodo di garanzia di sei mesi della stampante. E' verosimile supporre che i sottoscrittori della petizione possano organizzarsi anch'essi per avviare una causa collettiva contro la società.

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