Logitech G PRO X2 Superstrike: i giocatori di FPS non potranno tornare indietro
Nelle ultime settimane ho messo sotto torchio il nuovo Logitech G PRO X2 Superstrike, un mouse pensato per giocatori competitivi di FPS. Sul piano tecnologico, il mouse adotta alcune novità assolute per il settore, come i sensori magnetici al posto degli switch meccanici e sensori aptici. Il risultato è un proiezione nel futuro delle periferiche da gaming
di Vittorio Rienzo pubblicata il 11 Giugno 2026, alle 11:47 nel canale PerifericheLogitechgaming hardware
Quando Logitech ha annunciato il G Pro X2 Superstrike, il primo pensiero è stato quello di un semplice aggiornamento del suo mouse di riferimento per il gaming. Alla presentazione, però, sono rimasto piuttosto sorpreso. Non si trattava del "solito" G Pro X, ma di un'iterazione completamente nuova. D'altronde, in realtà il nome lo chiarisce, è un X2 e non un X o un Pro 2, per cui parliamo di un prodotto completamente rinnovato.
Certo, il design riprende fedelmente quello del Pro X Superlight 2, le misure sono esattamente le stesse, neanche 1 mm di differenza. Lo stesso vale per il peso, 61 grammi per ambedue le proposte. Ma, mentre all'esterno – se non fosse per i colori – potremmo dire che è lo stesso identico mouse, è all'interno che tutto cambia.

Il G Pro X2 Superstrike è riuscito a farmi rinunciare all'infinite scroll, una funzionalità dalla quale non riuscivo a prendere le distanze da oltre 10 anni. Che sia chiaro, continuo a sentirne la mancanza e, soprattutto in ambito professionale, ritengo sia una vera e propria manna. Tuttavia, non dovendo quasi mai editare foto o video, con uno sforzo in più sono riuscito a compensare. Perché? Semplice, come vedremo nella recensione, il G Pro X2 Superstrike offre un feedback di cui non riesco più a fare a meno.
Packaging e Design
Non mi dilungherò sul design, che come anticipato rimane invariato rispetto al G Pro X Superlight. A cambiare è più che altro la "livrea": pulsanti destro e sinistro in nero con il logo "Pro X2" sotto la rotella ripetuto per entrambi, quello "X2" bello generoso sul lato sinistro in prossimità dei tasti laterali e la scritta "Superstrike" sul lato destro.
All'interno del pacchetto, una dotazione analoga a quella del predecessore: il mouse, un dongle USB Type-A per la connessione wireless con relativa prolunga, un cavo USB-A to USB-C per la ricarica e la connessione cablata, un secondo coperchio con un piedino in più per aumentare l'attrito, un pannetto antigraffio e un set di grip pretagliati con adesivo 3M per migliorare la presa.

Purtroppo, il cavo non è a basso attrito o particolarmente flessibile, ma un semplice cavo gommato non proprio comodo per l'utilizzo wired. Tuttavia, va anche detto che l'utilizzo con cavo è caldamente sconsigliato in quanto limita inevitabilmente le prestazioni del mouse, per cui, seppur funzionale, va inteso esclusivamente come cavo di ricarica.
Il "touch & feel" è ottimo: complici i materiali plastici estremamente solidi, il mouse da una sensazione di robustezza notevole. In più, il design sagomato, segue perfettamente la forma della mano. Non si tratta di un cosiddetto "mouse ergonomico", ma il confort è stato sorprendente. D'altro canto, le misure sono inalterate rispetto al G Pro X Superlight 2, quindi se avete apprezzato quest'ultimo vi sentirete a casa anche con il G Pro X2 Superstrike.

Nella parte inferiore, troviamo esclusivamente il tasto di accessione e spegnimento. Come il predecessore, il G Pro X2 Superstrike non dispone di connessione Bluetooth. Forse avremmo preferito un interruttore dedicato al cambio dei profili, ma chiaramente ne avrebbe risentito il peso che è la priorità di questi modelli.
In conclusione, una periferica essenziale nell'aspetto e nelle funzionalità che si rivolge a giocatori competitivi e professionisti del genere FPS. Inutile dire che se siete appassionati di MMO o MOBA, di sicuro questa non è la periferica più azzeccata per quanto riesca ad assolvere allo scopo.
Una nuova esperienza prestazionale
Veniamo al vivo di questa recensione e l'obiettivo primario del nuovo mouse Logitech: le prestazioni. Un campo in cui il G Pro X2 Superstrike si scontra davvero con pochi rivali e, anzi, da un certo punto di vista con nessuno.

Come premesso, infatti, la periferica adotta tre tecnologie inedite per il segmento dei mouse gaming: interruttori analogici, motori aptici e sensori elettromagnetici. Una combinazione che stravolge completamente l'esperienza di "clic" sotto ogni punto di vista e che, personalmente, ho apprezzato molto più di quanto mi aspettassi.
Partiamo dai motori aptici, che sono deputati al feedback tattile e sui quali interviene anche il gusto personale. La ragione è semplice: non abbiamo alcuno "scatto" reale, per cui il mouse si presenta piuttosto silenzioso. Di fatti, a mouse spento, i pulsanti destro e sinistro affondano "nel vuoto". Se siete amanti del feedback sonoro, da questo punto di vista, potreste rimanere delusi. Anche perché, come vedremo più avanti, i microswitch sono stati completamente sostituiti dalla tecnologia denominata HITS.
Tuttavia, anche in quel caso, a mio avviso la mancanza del feedback sonoro viene abbondantemente compensata da quello tattile. I motori aptici sono regolabili su 6 livelli con il primo che esclude completamente il feedback.

L'aspetto interessante è la calibrazione: i motori non danno la sensazione di vibrazione come ci si potrebbe aspettare, ma quella di un vero switch meccanico sotto le dita. Questo vale per tutti i livelli, da quello più basso (1) fino a quello più alto (6) che restituisce un feedback davvero deciso, ma senza mai dare la sensazione "da controller".
Passiamo quindi agli interruttori analogici che, nella sostanza, consentono di impostare il livello di pressione necessario per inviare l'input. A differenza degli switch analogici delle tastiere che forniscono intervalli da 0,1 mm, in questo caso Logitech consente di regolare il punto di azionamento su 10 livelli, che comunque risultano più che sufficienti (d'altronde, la corsa dei pulsanti del mouse è nettamente più breve). Tuttavia, la regolazione non interviene solo sulla distanza, ma anche sulla forza da imprimere al pulsante.
In questo modo è possibile regolare minuziosamente il clic sui propri parametri personali e adattarlo alle proprie dita, in senso letterale. Questo significa una riduzione drastica delle pressioni involontarie e una precisione assoluta.

I risultati sono immediatamente evidenti e facilmente riscontrabili nei giochi competitivi. Ad esempio, in Counter-Strike 2 ho completamente dimenticato le coltellate o gli spari involontari a inizio round – sono certo che capita anche a voi. Allo stesso tempo, ogni colpo è completamente sotto controllo, è sparito il rischio di un doppio clic che faccia aumentare involontariamente il rinculo.
Anzi, forse è proprio questa la sensazione più significativa e che evidenzia davvero la differenza rispetto a qualsiasi altra proposta: il mouse sotto le dita non trasmette più quella percezione di strumento, ma di vera e propria estensione della mano. È davvero difficile spiegarlo con le parole, ma il feedback restituito dal G Pro X2 Superstrike è completamente diverso da quello di un tradizionale mouse gaming.
Il tutto, si coniuga perfettamente con i sensori HITS, ovvero i sensori elettromagnetici che sostituiscono i microswitch. Si tratta sostanzialmente di una tecnologia equivalente a quella delle tastiere analogiche o più comunemente definite "Hall Effect".

L'input non viene registrato da un'azione meccanica, bensì dalla differenza di potenziale di un conduttore influenzato da un campo magnetico. In parole povere, viene misurata la tensione e, in base alla variazione di quest'ultima, viene inviato l'input. A muovere il tutto ci pensa un sensore Hero aggiornato, in questo caso capace di raggiungere una risoluzione di 44.000 DPI. L'accelerazione arriva a 88 G mentre la velocità massima è di 888 IPS.
Cosa cambia? Affidabilità, precisione, longevità del sistema notevolmente superiore a un tradizionale switch soggetto all'usura meccanica e, naturalmente, possibilità di regolare il punto di attuazione.
Certo, questo non vi renderà giocatori professionisti dall'oggi al domani, ma garantisce un margine di miglioramento più ampio rispetto a un mouse tradizionale. È percepibile l'aumento del controllo sulla periferica, per cui sarà più facile sentirsi a proprio agio e, soprattutto, prevedere con maggiore esattezza dove finirà il puntatore o quanti colpi verranno sparati, tanto per fare un paio di esempi. L'azione diventa più fluida, più gestibile e prevedibile.
In sintesi, dal punto di vista prestazionale sembra che Logitech abbia finalmente raggiunto la vetta e, se per abituarsi ci vorrà qualche sessione di gioco, tornare indietro risulterà praticamente impossibile.

È proprio per questo che mi auguro che Logitech estenda questa tecnologia ad altri modelli della propria gamma. Senza dubbio si tratta di un sistema più complesso rispetto a quelli tradizionali, ma in questo caso non si tratta di "chincaglierie da gamer", ma di un vero e proprio game changer che porta i mouse ad alte prestazioni al livello successivo. Ragione per cui ritengo che anche un modello come il G502X meriti il medesimo upgrade e sono certo che sarebbe altrettanto apprezzato.
A tutto questo, si somma il polling rate a 8000 Hz che, però, va contestualizzato. Mentre tutti gli altri miglioramenti sono immediatamente riscontrabili anche nel normale utilizzo quotidiano, il polling rate, come di consueto, ha delle "dipendenze". Innanzitutto, la CPU: la frequenza di aggiornamento a 8000 Hz aumenta significativamente il carico sul processore, per cui è necessario un chip capace di supportare una frequenza così alta senza diventare un collo di bottiglia durante i giochi – tendenzialmente si consigliano almeno 6 core.

Escludendo dal computo la CPU, c'è sempre il monitor. Se non si dispone di un refresh rate di almeno 240 Hz, un polling rate di 8000 Hz risulta quasi inutile, molto difficile da percepire. Senza contare che, inevitabilmente, riduce l'autonomia della batteria.
Personalmente, ho trovato come compromesso ideale il polling rate a 4000 Hz che ben si adatta alla frequenza di aggiornamento che utilizzo sul monitor (120 Hz) e al contempo garantisce una durata della batteria davvero notevole con il G Pro X2 Superstrike come vedremo più avanti.
Batteria e connettività
Uno degli aspetti che continuo a non apprezzare particolarmente di Logitech riguarda la connettività. Che sia chiaro, il protocollo Lightspeed è una garanzia, anche a 8000 Hz, ma le capacità del mouse si limitano alla connessione proprietaria.
Ad esempio, se volessimo utilizzarlo in modalità cablata, il polling rate si fermerebbe a 1000 Hz. Certo, il cavo in dotazione non è dei migliori, ma il connettore USB Type-C consente di collegare praticamente qualsiasi cavo.
La connettività Bluetooth, invece, è completamente esclusa. Va riconosciuto che difficilmente il G Pro X2 Superstrike troverebbe approvazione in ambito produttivo, ma si tratta di un mouse con una configurazione dei tasti, dimensioni e peso simili a quelli del G309 che invece il Bluetooth ce l'ha e funziona decisamente bene.

Viceversa, sul fronte della batteria il G Pro X2 Superstrike mi ha davvero impressionato. Con polling rate impostato a 1000 Hz, Logitech promette un'autonomia di 90 ore. Ebbene, con il polling rate impostato a 4000 Hz, l'autonomia non è cambiata più di tanto: personalmente copro un'intera settimana con una media di 10 ore di utilizzo al giorno. Di conseguenza, con polling rate a 4000 Hz, si arriva agevolmente alle 70 ore di autonomia.
Probabilmente, con frequenza di aggiornamento a 8000 Hz, l'autonomia subirebbe un ulteriore taglio piuttosto netto, ma si dovrebbero comunque superare le 50 ore, dato che rappresenta un risultato davvero notevole. Per avere un termine di paragone, il Razer Basilisk V3 Pro 35K copre circa 2 giorni a 4000 Hz con LED RGB al 50% (meno di 20 ore).
Ma non è tutto, perché ad avermi davvero sorpreso è stata la velocità di ricarica: in circa 10 minuti, tramite cavo, la batteria raggiunge il 70% di capacità. Insomma, se proprio doveste dimenticarvi di ricaricare il mouse, in 5 minuti otterrete sufficiente autonomia per coprire diversi giorni di utilizzo. Anche su questo fronte, insomma, mi sento di fare i complimenti a Logitech che ha raggiunto un equilibrio perfetto tra prestazioni, autonomia e velocità di ricarica.

Naturalmente, non manca il supporto a Power Play, ovvero il tappettino con ricarica a induzione che consente di caricare il mouse durante l'utilizzo. Purtroppo però non ne ho uno a disposizione, quindi non mi è stato possibile valutare le prestazioni di ricarica in questo contesto.
G HUB
Direi che ormai non è un segreto: chi ha già letto altre recensioni del sottoscritto, sa benissimo quanto io apprezzi le suite web based piuttosto che un'installazione per ogni periferica – salvo non abbiate accessori tutti di un solo marchio. Nel caso del G Pro X2 Superstrike, il software di gestione assume particolare rilevanza.

Come è facile intuire, in questo caso non abbiamo solo il pacchetto di personalizzazioni tradizionali di un mouse da gaming, ma anche la parte relativa ai motori aptici e ai sensori HITS. Mai come in questo caso, quindi, G HUB è sostanzialmente indispensabile.
Devo ammettere, però, che la gestione della configurazione è improntata davvero molto bene. Tutte le impostazioni sono facilmente accessibili, collocate in menù intuitivi, e forniscono un riscontro visivo in tempo reale. Tutte le impostazioni relative a HITS (sensori pulsanti e feedback aptico) sono raccolti in un'unica pagina con un sottomenù per ogni funzione.
In più, troviamo una pagina dedicata allo scroller che presenta una particolare funzionalità: BHOP. Si tratta di un'opzione pensata per evitare scroll involontari che potrebbero portare al cambio arma non intenzionale. Da qui è possibile scegliere il ritardo della rotella. In sostanza, il primo scatto verrà ignorato e l'input verrà inviato dal secondo se avviene entro l'intervallo di tempo scelto (compreso tra 100 e 1000 ms). Se il secondo scatto non avverrà entro l'intervallo preimpostato, anche lo scroll successivo verrà ignorato.

Per il resto, si tratta dello stesso G Hub di sempre, con le sezioni "Sensibilità" e "Assegnazioni" rispettivamente per regolare i livelli di risoluzione e rimappare i tasti. Naturalmente, manca la sezione dedicata all'illuminazione, assente sul mouse, se non per il piccolo LED RGB che identifica profilo in utilizzo e lo stato della batteria.
Conclusioni
Cosa rimane da dire su quello che è probabilmente il mouse competitivo migliore sulla piazza. Personalmente, nonostante non sia un amante dei mouse simmetrici e, soprattutto, estremamente leggeri, il G PRO X2 Superstrike è il primo ad avermi davvero convinto.
La ragione principale, devo ammetterlo, è il feedback dei pulsanti. Sostanzialmente, il modello consente di ottenere una risposta tattile perfetta, per il semplice motivo che è possibile configurarla sulla base delle proprie esigenze e dei propri gusti.

Veniamo quindi a quella che potrebbe essere la discriminante in fase di scelta: il costo. Il G PRO X2 Superstrike ha un prezzo davvero impegnativo, parliamo di 179,99 euro, che lo collocano nella fascia più alta del mercato. Una scelta che quindi va ponderata con attenzione.
Il prezzo è motivato per lo più da una scheda tecnica di altissimo livello e da funzionalità innovative per il settore. Tuttavia, si tratta anche di un mouse indirizzato a un uso specifico e che difficilmente si adatta ad altri contesti per i quali una dotazione di pulsanti più ampia sarebbe indubbiamente più funzionale.
Di conseguenza, se siete giocatori competitivi di FPS e volete un mouse gaming che eccelle praticamente sotto ogni punto di vista, allora il G PRO X2 Superstrike è senza dubbio quello che state cercando. Controllo, precisione, affidabilità, feedback, confort, tutto è studiato nei minimi particolari per un'esperienza senza compromessi dal punto di vista prestazionale. In definitiva, se il budget non è un limite, la proposta di Logitech non può deludere.







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