LG Display: tecnologia di intelligenza artificiale per ridurre la latenza nella VR

LG Display: tecnologia di intelligenza artificiale per ridurre la latenza nella VR

LG Display ha sviluppato una tecnologia di intelligenza artificiale in grado di ricavare immagini in alta risoluzione partendo da contenuti a risoluzione più bassa. Lo scopo è contenere latenza e motion blur nella applicazioni VR

di pubblicata il , alle 15:21 nel canale Periferiche
LG
 

Sviluppata con la collaborazione dell'Università di Sogang, la nuova tecnologia di LG Display converte immagini in bassa risoluzione in immagini a risoluzione più alta servendosi di algoritmi di intelligenza artificiale. Questo consente all'hardware di elaborare le immagini alla base delle esperienze VR in meno tempo, il che aiuta a ridurre latenza e motion blur.

La compagnia sostiene che la soluzione è possibile attraverso tecnologia di deep learning gestita tramite chip interni al dispositivo, piuttosto che ricorrere a soluzioni esterne o al cloud computing. L'algoritmo usa il training per interpretare le immagini a bassa risoluzione e aggiungere i dettagli mancanti.

LG Display VR

Una tecnologia del genere basata sull'IA consente di ridurre latenza e motion blur di cinque volte, secondo i comunicati di LG. Inoltre, avrebbe effetti benefici anche sui costi, visto che le applicazioni di realtà virtuale non richiederebbero più hardware e GPU di fascia alta.

Per realizzare queste misure, LG Display e l'Università di Sogang hanno inoltre sviluppato un dispositivo motorizzato che misura la latenza e la sfocatura mimando i movimenti del collo dell'utente e servendosi di un sistema di ottiche che simula la vista umana.

"Lo studio di LG Display e Università di Sogang è significativo perché ha portato alla realizzazione di un semiconduttore che migliora le immagini servendosi dell'intelligenza artificiale senza una GPU costosa ad alimentare il dispositivo VR", ha dichiarato Kang Seok-ju, professore del Dipartimento di Ingegneria Elettronica che ha portato avanti lo studio negli ultimi tre anni.

Come sa chi l'ha provata, l'esperienza in realtà virtuale può comportare spiacevoli effetti collaterali come nausea e motion sickness, derivanti in larga parte proprio dalla scarsa risoluzione alla quale vengono visualizzate le immagini. Un flusso di immagini in bassa risoluzione, infatti, può genere l'effetto "screen door". Se l'hardware, inoltre, non è in grado di mantenere il frame rate prefissato si generano jitter e instabilità che possono aumentare le latenze fra l'interazione dell'utente e ciò che visualizza.

La scorsa settimana LG e Google hanno ufficializzato i loro piani circa un prototipo di visore VR capace di funzionare a risoluzioni molto alte. Con un display OLED da 18 megapixel lo schermo del dispositivo vanta una densità di pixel di 1443 ppi con un refresh rate di 120Hz. Lo schermo è da 4,3 pollici e il campo visivo raggiunge i 120 x 96 gradi. Non 'è chiaro al momento se i nuovi prototipi usano già la tecnologia sviluppata in collaborazione con l'Università di Sogang.

Anche NVIDIA sta portando avanti esperimenti di questa natura servendosi del deep learning come abbiamo visto qui.

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1 Commenti
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Spawn758629 Maggio 2018, 16:00 #1
Urgh, ci sono quelle che definirei parecchie imprecisioni in questo articolo...

"nausea e motion sickness, derivanti in larga parte proprio dalla scarsa risoluzione alla quale vengono visualizzate le immagini."

No, non direi. Derivano più dalla LATENZA e, più in generale, dalla non corrispondenza dei movimenti del corpo con i movimenti della visuale (ergo quasi tutti adottano un sistema di teletrasporto per spostare la visuale).

"Un flusso di immagini in bassa risoluzione, infatti, può genere l'effetto "screen door"."

Sì e no. L'effetto screen door è dovuto ai pixel del display vero e proprio, che riesci a vedere. In parole povere se avete mai visto l'immagine proiettata su una parete da vicino si possono intravedere i contorni dei pixel (i quadratini che compongono l'immagine). Sulla VR questo si traduce nell'avere un effetto "zanzariera" ovvero come se ci fosse una retina davanti allo schermo. Non dipende dalle immagini in sé, ma dai display che non hanno una risoluzione sufficiente. Ovviamente aumentando la risoluzione aumenta la pesantezza di elaborazione e qui entra in gioco l'algoritmo.

Sicuramente un progetto interessante, ma consiglio a chi scrive gli articoli di studiare un pochino di più il problema prima di parlarne....

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