in collaborazione con Epson

Epson combatte i pregiudizi sulla stampa a getto d'inchiostro: ecco la campagna Mythbusters

Epson combatte i pregiudizi sulla stampa a getto d'inchiostro: ecco la campagna Mythbusters

La carta che si inceppa, le testine ostruite, gli inchiostri costosi: i luoghi comuni sulle stampanti a getto di inchiostro continuano a resistere, anche se decenni di innovazione tecnologica li hanno ormai relegati a ricordi del passato

di pubblicata il , alle 16:41 nel canale Periferiche
Epson
 

Nonostante nel corso degli ultimi anni si sia fatta strada una tendenza verso la dematerializzazione documentale, alimentata anche da una maggior sensibilità verso il rispetto per l’ambiente che spinge a considerare con più attenzione gli sprechi di carta, una stampante domestica resta ancor oggi uno strumento quasi indispensabile. Anche solo, in questo periodo di restrizioni e lockdown, per poter stampare la necessaria autocertificazione agli spostamenti

Andando un po’ indietro negli anni è interessante osservare che le prime stampanti nascono praticamente agli albori dell’informatica: i primi elaboratori della storia infatti non erano dotati di schermi, che sono un’invenzione più recente, e i risultati delle loro elaborazioni dovevano necessariamente essere stampati per poter essere consultati. 

Il primo esemplare di stampante elettronica di piccole dimensioni, la EP-101, nasce verso la fine degli anni ‘60 del secolo scorso ad opera di Shinshu Seiki Co, la società che oggi conosciamo con il nome di Epson Corporation. Allora, infatti, le stampanti erano macchine ingombranti, rumorose, costose e con tecnologie capaci di realizzare solamente testi e neppure di elevata qualità: del resto dovevano semplicemente stampare lunghi tabulati di dati prodotti dai grandi mainframe.

E’ necessario attendere la metà degli anni ‘80 con l’avvento delle tecnologie laser perché le stampanti iniziassero a diffondersi più capillarmente negli uffici, sostituendo le rumorose stampanti ad aghi o a matrice di punti (derivate dalle macchine citate poco sopra), e con la possibilità di stampare non solo testo ma anche immagini e grafica. E pochi anni più tardi le tecnologie a getto di inchiostro hanno portato le stampanti nelle case di tutti, grazie a prezzi più accessibili e con l’accattivante possibilità di realizzare anche stampe a colori. Ancor oggi le stampanti a getto di inchiostro restano le soluzioni più adeguate per le necessità di stampa domestica

I miti da sfatare sulla stampa a getto di inchiostro

E tuttavia, paradossalmente, nonostante la stampa a getto di inchiostro si appoggi attualmente su diversi decenni di sviluppo, innovazione ed evoluzione, perdurano ancora una serie di luoghi comuni che se potevano essere verità agli albori della stampa inkjet, sono oggi del tutto privi di fondamento

Quante volte avremo sentito, o forse addirittura ci siamo posti il dubbio noi stessi al momento dell’acquisto di una stampante nuova, che l’inchiostro è costoso, che le testine di stampa si intasano se lasciate inutilizzate per lungo tempo oppure ancora che la carta si inceppa?

Questi e altri veri e propri “miti da sfatare” sono al centro di una campagna che Epson ha attivato sui social network con l’obiettivo di fare chiarezza ed eliminare i dubbi infondati che ancor oggi circondano la stampa a getto di inchiostro. 

Per farlo ha assoldato due “mythbuster” che, lungo un percorso che si dipana in 9 video-pillole, affrontano uno ad uno i pregiudizi verso le stampanti a getto di inchiostro, smontandoli e mostrando che la realtà dei fatti è molto più amichevole di quanto l’utente sia portato a credere. 

I “mythbuster” Rosalyn “Roz” Addison e Charlie de la Haye sgretolano, video per video, quelle presunte difficoltà che spaventano gli utenti al momento di scegliere quale stampante acquistare. Con loro si scoprirà che le stampanti a getto di inchiostro non sono per nulla “cimeli del passato”, ma dispositivi tecnologici all’avanguardia e sofisticati che vengono incontro alle esigenze dell’utente semplificando l’inserimento in un ecosistema di dispositivi connessi


Rosalyn Addison e Charlie de la Haye, mythbuster di Epson

La diffusione della posta elettronica e più in generale del web negli anni ‘90 e 2000, così come il più recente avvento del cloud, ha in qualche modo soppiantato la necessità della stampa come mezzo per trasferire i documenti, è altresì vero che altre esigenze sono rapidamente emerse, come ad esempio la stampa da dispositivi mobile quali smartphone e tablet che non dispongono di porte fisiche a cui collegare le periferiche di stampa.

L’evoluzione tecnologica delle stampanti non si è quindi arrestata e con essa sono stati compiuti importanti passi avanti anche sul fronte dell’esperienza utente. Le stampe a colori, altresì, sono divenute la norma contribuendo alla riaffermazione della tecnologia a getto di inchiostro. Un’operazione apparentemente semplice come la stampa di una fotografia scattata tramite smartphone non potrebbe essere possibile senza lo sviluppo tecnologico dell’ultimo decennio. 

Evoluzione tecnologica che ha contribuito ad eliminare quei problemi e grattacapi del passato e che si sono ora trasformati nei pregiudizi infondati: i progressi nella tecnologia inkjet  hanno permesso di risolvere i casi di testine intasate e consumo eccessivo dell’inchiostro. Nel caso specifico di Epson, ad esempio, viene impiegata una tecnologia a freddo grazie all'effetto piezoelettrico: un cristallo di quarzo attraversato da una corrente subisce una contrazione meccanica e crea una pressione che eroga l'inchiostro dall'ugello di stampa. I benefici di questo approccio, eliminando la necessità di affidarsi al calore (come succede con la tecnologia laser, ad esempio) spaziano dalla velocità di stampa, al minor consumo energetico, alla maggior durata nel corso del tempo fino alla maggior versatilità che si declina nella possibilità di effettuare stampe su supporti diversi.

L'importanza dell'inchiostro nella stampa inkjet

Le stampanti a getto di inchiostro sono macchine ad alta precisione e il loro sviluppo abbraccia di pari passo l’ingegnerizzazione delle testine di stampa e la formulazione degli inchiostri. E’ il motivo per il quale ricorrere ad inchiostri cosiddetti compatibili, pensando di risparmiare, è in realtà una “falsa economia”: le migliori prestazioni di stampa, di durata e resa dell’inchiostro e di durabilità della macchina di stampa nel corso del tempo possono essere ottenute solamente affidandosi ad inchiostri originali. 

Oggi esistono soluzioni che rendono economicamente efficiente l’uso degli inchiostri originali. Chi si trova ad avere a che fare con volumi di stampa considerevoli può affidarsi, sempre restando in casa Epson, alla gamma di stampanti EcoTank che sono caratterizzate da serbatoi ricaricabili. Questa particolarità consente di risparmiare fino al 90% sul costo dell’inchiostro, senza dover sacrificare la facilità di impiego. I modelli con tecnologia EcoTank sono equipaggiati con un quantitativo di inchiostro pari a quello di 72 cartucce o, per dirla in termini di volumi di stampa, pari alla quantità di inchiostro necessaria per stampare fino a 14 mila pagine prima che sia necessario ricorrere al “pieno”

E se le necessità di stampa sono modeste, in linea con quelle che possono essere le comuni esigenze di un impiego domestico? Il fenomeno di “cloudification” di molti aspetti del panorama tecnologico permette di mettere in atto servizi di stampa ad abbonamento, tramite il quale si potrà scegliere il profilo più adeguato e in linea con le proprie esigenze e budget. Si tratta di ottimizzare il costo al consumo: Epson propone, dalla primavera del 2020, il servizio ReadyPrint con prezzi a partire da meno di 2 euro al mese. Anche in questo caso si possono ottenere risparmi fino al 90% scegliendo un volume prestabilito di pagine stampate al mese. L’utente non si dovrà preoccupare di nulla, poiché le cartucce verranno recapitate direttamente a domicilio prima che quelle installate si esauriscano. Alcuni piani comprendono anche una macchina di stampa EcoTank fornita in comodato d’uso. 

Il servizio è erogabile proprio perché anche le stampanti sono oggi a tutti gli effetti dei dispositivi connessi, semplici da configurare e da collegare alla rete WiFi esistente, abilitando quindi una serie di possibilità come la stampa da remoto e da dispositivi mobile, già citata in precedenza. 

Online dallo scorso 21 gennaio la campagna social di Epson affronta con un po’ di ironia tutti questi temi sgretolando i luoghi comuni: pensare alle stampanti a getto di inchiostro come a strumenti del passato sarebbe un errore. 

 
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