Display ad elevata definizione dall'Università del Michigan

Display ad elevata definizione dall'Università del Michigan

Sviluppata una particolare tecnologia che permette di realizzare display con pixel dalle dimensioni ridottissime, a vantaggio di una definizione molto elevata

di pubblicata il , alle 15:00 nel canale Periferiche
 

Un gurppo di ricercatori dell'Università del Michigan ha sviluppato una nuova tecnologia che consente di realizzare display a colori ad elevata definizione. Come dimostrazione, l'università del Michigan ha potuto realizzare un'immagine del proprio logo che misura, in altezza, appena 9 micron.

I pixel di questo display sono di un'ordine di grandezza più piccoli rispetto a quelli di un tradizionale display per computer e circa otto volte più piccoli rispetto ai pixel del display del recente iPhone 4. La realizzazione di tale display è stata possibile grazie allo sviluppo di un nuovo filtro colore ad opera di Jay Guo, professore associato del Department of Electrical Engineering and Computer Science per l'università del Michigan.

Guo ha realizzato un particolare tipo di filtro colore costituito da un foglio di metallo reticolato. Le piccole fessure del reticolo agiscono come risonatori, intrappolando e trasmettendo solamente particolari lunghezze d'onda. Guo ha dichiarato: "Abbiamo scoperto che anche solo poche fessure sono in grado di produrre colori ben definiti, dimostrando il potenziale per display ad elevate risoluzioni". Con questo sistema la luce rossa viene emanata da fessure regolate a 360 nanometri di apertura, la luce verde da fessure a 270 nanometri e la luce blu da fessure a 25 nanometri.

La tecnologia può essere impiegata nella realizzazione di display a proiezione, oppure ancora per display flessibili o di dimensioni ridotte. Anche l'industria militare è interessata alla tecnologia, dal momento che la ricerca è parzialmente finanziata dall' Air Force Office of Scientific Research e dal DARPA.

La tecnologia sviluppata da Guo potrebbe consentire di accedere ad una produzione meno costosa e maggiormente semplificata rispetto a quella utilizzata per gli LCD tradizionali: in questi ultimi, infatti, sono utilizzati due strati polarizzatori, uno strato di filtro colore e due livelli di vetro dotati di elettrodi, oltre allo strato dove sono contenuti i cristalli liquidi. Il filtro colore sviluppato da Guo funge anche da polarizzatore, eliminando la necessità di strati aggiuntivi e riducendo la complessità della struttura.

L'università del Michigan ha richiesto il brevetto per questa tecnologia e sta ora cercando partner che siano interessati ad avviare l'eventuale produzione commerciale.

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16 Commenti
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tossy30 Agosto 2010, 15:08 #1
Bello vedere che veramente qualcuno fà funzionare la testa x risolvere problemi in maniera semplice ed economica

Come si direbbe?? l'uovo di Colombo

E' una tecnologia che vedrei ben applicata agli occhialini con integrati 2 monitor distinti, naturalmente in full-HD

Ciauzz
Markk11730 Agosto 2010, 15:30 #2
Ottima cosa! altro che in italia che si tolgono i fondi alla ricerca! spero solo che c metta le mani qualche compagnia "leale" e non a mercato chiuso come la apple XD
tossy30 Agosto 2010, 15:37 #3
Originariamente inviato da: Markk117
Ottima cosa! altro che in italia che si tolgono i fondi alla ricerca! spero solo che c metta le mani qualche compagnia "leale" e non a mercato chiuso come la apple XD


Se ci mette le mani la Apple tira fuori un bel iTelefono6 (il 5 uscirà a breve come patch del 4) con un display FullHD e così potrai vedere i tuoi bei film in FullHD su uno schermo da 4 " ... solo se li scarichi direttamente da iTunes ...

poi ci mette sù un bel brevetto sul concetto che scarichi i film e li vedi con i tuoi occhi
avvelenato30 Agosto 2010, 15:40 #4
questa tecnologia è necessaria anche allo sviluppo di display autostereoscopici: se ho capito bene il funzionamento di questi display, sia i sistemi a reti lenticolari sia quelli a barrieri di parallasse dividono la risoluzione orizzontale per n+1, dove n è il numero dei punti d'osservazione.
La cosa non solo permetterebbe l'autostereoscopia ad alta risoluzione, ma spianerebbe la strada alla possibilità di cambiare angolo di osservazione, semplicemente spostando lo sguardo.
Ci vorrebbe una risoluzione pazzesca, per coprire ad esempio 120° con una risoluzione di 1° (ovvero spostandosi a destra o a sinistra di 60° rispetto alla perpendicolare allo schermo, si vede la scena ad angolature differenti, per ogni grado) ci vorrebbe una risoluzione orizzontale 120 volte quella attuale, e bisognerebbe essere in grado di processare video a risoluzione di 195840 x 1080, una sciocchezza per i computer attuali
spero di vivere abbastanza da vederle ste cose...
tossy30 Agosto 2010, 15:53 #5
Originariamente inviato da: avvelenato
questa tecnologia è necessaria anche allo sviluppo di display autostereoscopici: se ho capito bene il funzionamento di questi display, sia i sistemi a reti lenticolari sia quelli a barrieri di parallasse dividono la risoluzione orizzontale per n+1, dove n è il numero dei punti d'osservazione.
La cosa non solo permetterebbe l'autostereoscopia ad alta risoluzione, ma spianerebbe la strada alla possibilità di cambiare angolo di osservazione, semplicemente spostando lo sguardo.
Ci vorrebbe una risoluzione pazzesca, per coprire ad esempio 120° con una risoluzione di 1° (ovvero spostandosi a destra o a sinistra di 60° rispetto alla perpendicolare allo schermo, si vede la scena ad angolature differenti, per ogni grado) ci vorrebbe una risoluzione orizzontale 120 volte quella attuale, e bisognerebbe essere in grado di processare video a risoluzione di 195840 x 1080, una sciocchezza per i computer attuali
spero di vivere abbastanza da vederle ste cose...


Mazza ... di fantasia ne hai da vendere

Però mi sembra tutto giusto tecnicamente, sarebbe bello arrivare a questo
atomico8230 Agosto 2010, 15:55 #6
beh se pensi che 30 anni fa i computer erano quello che erano... immagina cosa potrebbe succedere fra 50 anni...
lucusta30 Agosto 2010, 17:03 #7
ho qualche piccolo dubbio sull'efficenza di tale tecnologia...
in pratica usano filtri a fenditura per ottnere il colore voluto, ed in effetti e' fattibile, ma pur considerando la distanza delle fenditure estremamente piccola, in effetti si puo' incorrere nell'effetto d'interferenza delle onde, il che provocherebbe sia gradienti di colori non uniformi per l'arco di visuale considerato, ma sopratutto un enorme attenuazione dell'intensita' luminosa...
in pratica la luminanza del singolo colore sarebbe notevolmente attenuata (il che porterebbe ad usare fonti luminose enormemente piu' elevate, con conseguente diminuzione del contrasto (sono gli LCD che schermano la luce per fare il nero, ma se la luce e' troppo intensa, poco possono fare), e, ad esempio, in una schermata nomocromatica di una delle radiazioni interessate dalle fenditure, si vedrebbe lo schermo con bande verticali piu' e meno intense (principio di Huygens, visto che comunque la luce dietro ad un LCD dev'essere considerata come un piano d'onda, e non puntiforme)...

rimpiango gli schermi SED...
keroro.9030 Agosto 2010, 18:07 #8
[quote]Ottima cosa! altro che in italia che si tolgono i fondi alla ricerca! spero solo che c metta le mani qualche compagnia "leale" e non a mercato chiuso come la apple XD[\quote]
eh tu pensi k le universita americane siano finanziate dallo stato?ahahah
quelli sono soldi di qualche azienda che si è presa ank il brevetto...se aspettiamo i soldi statali stiamo al fresco..
Markk11730 Agosto 2010, 18:38 #9
+ che azienda li mi pare di aver letto esercito XD
elevul30 Agosto 2010, 20:37 #10
Wow! O_O
Se ho capito bene è una roba impressionante, come semplicità ed efficienza.

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