Apple Studio Display, la seconda generazione potrebbe portare ProMotion 120 Hz e MiniLED

Apple Studio Display, la seconda generazione potrebbe portare ProMotion 120 Hz e MiniLED

Nuovi riferimenti nel codice di iOS 26 sembrano confermare che il prossimo Apple Studio Display adotterà una frequenza di refresh variabile fino a 120 Hz con ProMotion, retroilluminazione MiniLED e un chip della serie A19 e probabilmente anche due modelli

di pubblicata il , alle 09:21 nel canale Periferiche
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La seconda generazione di Apple Studio Display torna al centro delle indiscrezioni grazie a nuovi riferimenti scoperti nel codice preliminare di iOS 26, che sembrano confermare la presenza di una frequenza di aggiornamento variabile fino a 120 Hz. Secondo quanto riportato, questo valore indicherebbe il supporto alla tecnologia ProMotion, finora assente sul modello attuale e molto richiesta da professionisti e power user Mac. L'Apple Studio Display attualmente in commercio ha una frequenza di aggiornamento di 60Hz. Il supporto alla tecnologia ProMotion andrebbe pertanto ad allineare il monitor desktop di Apple a quanto già incontrato su dispositivi come iPad Pro e MacBook Pro di ultima generazione.

Si tratta di un'eventualità già citata a febbraio 2025 dall’analista di display Ross Young, il quale aveva indicato il periodo tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 come finestra temporale possibile per il lancio. Young, oltre all'introduzione della funzionalità ProMotion, aveva anche citato un "miglioramento della retroilluminazione".

Altre indiscrezioni sono circolate qualche mese fa, ad agosto, quando l'analisi di frammenti di codice aveva portato all'ipotesi dell'esistenza di un nuovo Studio Display ma includeva anche riferimenti a un secondo monitor distinto, lasciando aperta l’ipotesi di due prodotti diversi. A settembre 2025 altre indiscrezioni hanno collegato questi progetti ai codici interni J427 e J527, descritti come due nuovi display per Mac prossimi alla produzione in volumi commerciali.

MiniLED, HDR e A19 per il nuovo Studio Display

I dettagli emersi ora in iOS 26 sembrano inoltre confermare il passaggio da una retroilluminazione LED tradizionale a una soluzione MiniLED per il futuro Studio Display. Questa scelta andrebbe nella stessa direzione dei MacBook Pro più recenti, che grazie al MiniLED offrono una luminosità più elevata, un migliore contrasto e supporto completo ai contenuti in HDR.

Rispetto all’attuale Studio Display, che utilizza, come dicevamo, un pannello LCD 5K a 60 Hz con retroilluminazione standard e luminosità fino a circa 600 nit, l’adozione del MiniLED con local dimming e picchi di luminosità più alti rappresenterebbe un salto netto in termini di qualità d’immagine. L’obiettivo sarebbe quello di avvicinare il monitor alla resa dei portatili professionali Apple e, almeno in parte, anche alle capacità dei display di classe reference.

Un altro elemento emerso dai riferimenti a iOS 26 è la presenza del chip A19 all’interno del nuovo Studio Display, in sostituzione dell’A13 integrato nell’attuale modello. Questo processore verrebbe utilizzato, come già oggi, per la gestione avanzata della fotocamera integrata, dell’audio con Spatial Audio e di eventuali funzioni legate all’elaborazione dell’immagine e alla sincronizzazione con i Mac collegati.

L’indicazione dell’A19 si allinea con altre indiscrezioni che collegano lo stesso chip anche alla prossima generazione di iPad, attesa per il 2026, suggerendo una convergenza hardware tra tablet e monitor Apple di fascia alta. Resta comunque da capire se l’integrazione di un SoC tanto recente aprirà la strada a nuove funzioni software per lo Studio Display o se il suo ruolo resterà confinato alla gestione multimediale e all’elaborazione del segnale.

Due codici interni: J427 e J527

Nel codice analizzato compaiono riferimenti a un monitor identificato internamente come J527, lo stesso codice che in un precedente report era stato affiancato a J427 come parte di una nuova linea di display per Mac. Secondo indiscrezioni legate alla catena produttiva, Apple sarebbe infatti vicina all’avvio della produzione di massa di due monitor distinti, entrambi alimentati da chip della famiglia Apple Silicon.

Al momento, tuttavia, non è chiaro se questi due codici corrispondano a due versioni dello stesso Studio Display 2, magari differenziate per dimensioni o specifiche tecniche, oppure a due prodotti separati pensati per coprire fasce di mercato diverse. Alcune ricostruzioni ipotizzano che uno dei due possa essere l’erede diretto dell’attuale Studio Display, mentre l’altro potrebbe proporre una diagonale o una risoluzione differente per posizionarsi tra il modello consumer e il Pro Display XDR.

Le indiscrezioni pubblicate negli ultimi mesi non concordano ancora sulle dimensioni definitive del pannello del prossimo Studio Display. Alcune fonti sostengono che Apple manterrà i 27 pollici e la risoluzione 5K dell’attuale generazione, privilegiando un aggiornamento interno di retroilluminazione, refresh rate e chip, mentre altre ipotizzano un aumento della diagonale fino a 32 pollici.

Sul fronte della risoluzione vengono invece citate possibilità che vanno dal mantenimento del 5K all’ipotesi di passare a 6K o addirittura 7K, ma al momento non esistono conferme recenti che rendano queste speculazioni più solide. In assenza di dettagli definitivi, l’unico elemento condiviso dai vari rumor resta il focus su ProMotion, MiniLED e A19 come principali leve di differenziazione rispetto al modello lanciato nel 2022.

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