YouTube, niente terre piatte e scie chimiche fra i suggerimenti: stretta contro teorie stravaganti

YouTube, niente terre piatte e scie chimiche fra i suggerimenti: stretta contro teorie stravaganti

YouTube ha annunciato di aver iniziato un test negli USA con il quale punta a ridurre i suggerimenti su contenuti considerati "borderline"

di pubblicata il , alle 19:21 nel canale Multimedia
YouTube
 

Durante il fine settimana YouTube ha rilasciato un comunicato in cui si legge che il servizio promuoverà sempre meno video contenenti disinformazione e teorie di complotto, all'interno di un processo attraverso il quale si intenderà veicolare sempre meno utenti verso contenuti estremisti. Il test è attualmente ristretto agli Stati Uniti, in cui il servizio di videosharing smetterà di suggerire quelli che vengono definiti "contenuti borderline", ovvero video che non violano espressamente i termini d'uso della piattaforma, ma che ci vanno molto vicino.

YouTube ha precisato che non si tratterà di una rivoluzione improvvisa, visto che coinvolgerà meno dell'1% dei video disponibili sulla piattaforma: "Inizieremo a ridurre i suggerimenti su contenuti borderline e contenuti che possono disinformare gli utenti in maniera pericolosa - come video che propongono una cura miracolosa per malattie gravi, che sostengono che la terra sia piatta, o in cui si fanno annunci falsi su eventi storici come l'11 Settembre", sono state le parole usate dal team di YouTube all'interno della nota sul blog ufficiale rivolta al pubblico.

La mossa è stata compiuta in seno alle annose critiche rivolte al servizio sul fatto di aver proposto e suggerito agli utenti per anni video estremisti, a tal punto da venire definito "il grande radicalizzatore" dal NY Times. Nello specifico, YouTube ha un sistema di riproduzione automatica alla fine di ogni video attraverso il quale propone all'utente un nuovo contenuto, spesso scegliendolo fra quelli di maggiore successo nella piattaforma sul piano del coinvolgimento sfruttando, come parametri per la scelta, visualizzazioni, numero di commenti, condivisioni.

I video che vengono definiti borderline dai responsabili della piattaforma sono spesso quelli che più facilmente raggiungono numeri importanti, e sono altrettanto spesso quelli che vengono proposti dall'algoritmo. E, secondo un'indagine pubblicata di recente da Buzzfeed, un nuovo account YouTube che riproduce un video politico non di parte riceve come suggerimento - e con buonissime probabilità - diversi video estremisti, uno dopo l'altro. Ma come farà YouTube a stabilire quando un video può essere definito borderline? A placare i dubbi questa pagina sul sito ufficiale.

Secondo la compagnia la decisione finale spetterà a un connubio fra moderatori umani e sistemi di machine learning. I moderatori alleneranno il sistema a riconoscere i video più estremi, e poi sarà quest'ultimo a revisionare i video automaticamente decidendo quali potranno essere promossi come attendibili, e quali no. Non sono ovviamente stati rivelati molti dettagli sul funzionamento dell'algoritmo, come del resto è solita comportarsi Google, proprio per evitare che gli utenti più maliziosi possano riuscire a ingannare e aggirare l'intelligenza artificiale.

Potrebbero esserci falsi positivi, per un sistema che potrebbe suscitare frustrazione per chi si accorge che un proprio video è stato considerato illegittimo dalla piattaforma, ma l'obiettivo da parte di YouTube è quello di mantenere la libertà di espressione che ha da sempre contraddistinto il servizio, ma farlo in maniera responsabile. E negli altri paesi del mondo? Il nuovo sistema arriverà solo quando (e se) il test americano verrà considerato un successo, quindi al momento non è possibile compiere previsioni. Certo è che qualcosa sta cambiando, con anche Facebook che aveva promesso a novembre di "arrestare la diffusione di contenuti sensazionalistici e provocatori".

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188 Commenti
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Perseverance28 Gennaio 2019, 19:32 #1
Buona l'intenzione; spero vanamente che non si traduca in una scusa per censurare *anche* altro che la politica di turno possa trovare scomodo.
Flortex28 Gennaio 2019, 19:35 #2
Originariamente inviato da: Perseverance
Buona l'intenzione; spero vanamente che non si traduca in una scusa per censurare *anche* altro che la politica di turno possa trovare scomodo.


Ovvio che il fine sia questo, al contrario.
tommy78128 Gennaio 2019, 19:39 #3
Il problema è la discrezionalità nello stabilire cosa è vero e cosa non lo è. La censura questo fa, stabilisce ciò che si deve sapere e ciò che non si deve sapere e personalmente non mi piace come approccio. La storia e non il complottismo insegna che il controllo delle informazioni è essenziale per il mantenimento di un certo status. Le bufale non si combattono con la censura ma ribattendo con la corretta informazione e la divulgazione.
Dumah Brazorf28 Gennaio 2019, 19:47 #4
Mi censureranno mica i pastafariani...
frankie28 Gennaio 2019, 20:01 #5
Al signor nò non piace questo elemento.
Amzi mo vado a legger le sue spiegazioni e farmi sue risate.
Timewolf28 Gennaio 2019, 20:06 #6
Originariamente inviato da: Dumah Brazorf
Mi censureranno mica i pastafariani...


ho scoperto questo mondo di Pappesse grazie a te...
Madcrix28 Gennaio 2019, 20:10 #7
Originariamente inviato da: tommy781
Le bufale non si combattono con la censura ma ribattendo con la corretta informazione e la divulgazione.



Cosa vuoi dibattere con gente che non aprirebbe mai un libro in vita sua ma "si informa" tramite video e blog visti online?
La censura serve, magari non cambieranno le menti già bacate, ma se si riesce a diminuire l'esposizione di menti deboli a spazzatura del genere, magari nel giro di qualche decennio da decine di milioni d'idioti ci troveremo con solo qualche milione... un piccolo passo alla volta.
Flortex28 Gennaio 2019, 20:15 #8
Originariamente inviato da: Bivvoz
Ovvissimo proprio.
A Google non gli frega un cappero di censurare, più cose guardi più guadagnano.


Tutti questi soggetti hanno le loro idee, e "bannano" sempre più chi esprime idee non gradite.

Questo fornisce utilità personale ai proprietari come e più dei guadagni, che sono comunque sufficientemente ampi da consentire loro di fare quello che preferiscono.

Il potere conta più dei soldi, spesso.
giuliop28 Gennaio 2019, 20:16 #9
Originariamente inviato da: tommy781
Il problema è la discrezionalità nello stabilire cosa è vero e cosa non lo è. La censura questo fa, stabilisce ciò che si deve sapere e ciò che non si deve sapere e personalmente non mi piace come approccio. La storia e non il complottismo insegna che il controllo delle informazioni è essenziale per il mantenimento di un certo status.


In generale sono d'accordo, ma Internet ha ampiamente dimostrato che questo:

Originariamente inviato da: tommy781
Le bufale non si combattono con la censura ma ribattendo con la corretta informazione e la divulgazione.


non è vero: le informazioni sono dappertutto e la divulgazione è pervasiva, ma se c'è gente che crede ancora a queste stupidaggini vuol dire che non c'è informazione e divulgazione che tenga e il problema è nella loto testa; e allora, per quanto non piaccia nemmeno a me, meglio contenere i danni limitando l'accesso alle stupidaggini (almeno quelle più palesi) a chi non è comunque in grado di stabilirne la sensatezza.
Flortex28 Gennaio 2019, 20:21 #10
Originariamente inviato da: Madcrix
La censura serve, magari non cambieranno le menti già bacate, ma se si riesce a diminuire l'esposizione di menti deboli a spazzatura del genere, magari nel giro di qualche decennio da decine di milioni d'idioti ci troveremo con solo qualche milione... un piccolo passo alla volta.


Hai mai pensato che magari invece le menti bacate, deboli e gli idioti sono coloro che appoggiano la censura?

Coloro che credono che la "verità" arrivi dall'autorità, e non dalla dialettica libera?

Perchè sai, proprio studiando ci si rende conto di quanto la "verità" "autoritaria" sia un controsenso, sia storicamente il contrario di quanto si sia mai visto, sia frutto di un modo di ragionare semplicistico, per non dire altro.

Sei in grado di trovarmi 10 grandi pensatori che appoggino la censura?

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