Wixen Music Publishing, azione legale di 1,6 miliardi di dollari contro Spotify

Wixen Music Publishing, azione legale di 1,6 miliardi di dollari contro Spotify

Il servizio di streaming accusato di non corrispondere un compenso adeguato per migliaia di brani le cui licenze sono in mano a Wixen

di pubblicata il , alle 14:26 nel canale Multimedia
Spotify
 

Lo scorso venerdì Wixen Music Publishing ha depositato un'azione legale nei confronti di Spotify, accusandola di sfruttare migliaia di brani musicali senza un'adeguata licenza e chiedendo pertanto un rimborso di 1,6 miliardi di dollari. La notizia è stata diffusa da Variety.

Wixen detiene le licenze di circa 200 artisti, tra i quali Neil Young, Tom Petty, i Beach Boys, Missy Elliot e Janis Joplin. "Prima del lancio negli Stati Uniti, Spotify ha tentato di ottenere le licenze lavorando con le etichette, ma nella gara per arrivare per prima sul mercato non è riuscita ad impegnarsi adeguatamente per raccogliere tutte le informazioni necessarie e, di conseguenza, in molti casi ha mancato di ottenere le licenze per le composizioni facenti parte di ciascuna registrazione o di rispettare i requisiti della sezione 115 del Copyright Act" si legge nella documentazione depositata da Wixen.

Nello stesso giorno Spotify ha presentato una deposizione affermando che Wixen Music Publishing non ha concesso ai suoi clienti una finestra temporale sufficiente per chiamarsi fuori dall'azione legale. L'azione di Wixen, ultimo sviluppo di un contenzioso in corso da tempo sulla corretta suddivisione delle compensazioni, rappresenta la risposta al tentativo di patteggiamento di 43 milioni di dollari che Spotify ha cercato di portare avanti nei mesi scorsi con autori e case discografiche.

Un patteggiamento però poco gradito poiché ritenuto non in grado di offrire alcun adeguato compenso né a Wixen stessa, né agli autori che rappresenta. Secondo le parole della casa discografica, la gestione delle licenze è stata esternalizzata da Spotify ad Harry Fox Agency, che non dispone dell'infrastruttura adeguata a svolgere questo compito. Inadeguatezza, questa, che sarebbe stata nota a Spotify.

"Chiediamo solo di essere trattati correttamente. Non stiamo cercando un semplice indennizzo. Abbiamo stimato che i nostri clienti costituiscono tra l'1% e il 5% dei contenuti che questi servizi distribuiscono. Spotify genera oltre 3 miliardi di dollari di fatturato annuale e paga salari vergognosi ai suoi dirigenti e costi milionari per uffici di lusso in varie città. Tutto ciò che chiediamo è un compenso ragionevole per i nostri clienti condividendo una parte minuscola del fatturato che incassano con i creatori dei prodotti che vendono" sono state le parole di Randall Wixen, presidente della casa discografica.

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2 Commenti
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globi04 Gennaio 2018, 01:58 #1

Wixen

Che nome orrendo, se chi lo ha messo avesse saputo il tedesco non avrebbe mai optato per un nome simile.
MaxVIXI04 Gennaio 2018, 06:07 #2
Originariamente inviato da: globi
Che nome orrendo, se chi lo ha messo avesse saputo il tedesco non avrebbe mai optato per un nome simile.



Sembra lo cambieranno in "fapfapfap"

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