Watermarking, cosa succederà dopo la morte dei DRM?

Watermarking, cosa succederà dopo la morte dei DRM?

Le tecniche per la filigrana digitale sono destinate a succedere ai sistemi di gestione dei diritti digitali, proviamo ad ipotizzare quali scenari ci attendono

di Andrea Bai pubblicata il , alle 12:25 nel canale Multimedia
 

Abbiamo avuto modo di parlare più volte su Hardware Upgrade delle tecniche di watermarking, ovvero un sistema di "marchiatura" dei contenuti multimediali tramite una sorta di filigrana digitale. In termini più comprensibili si tratta di una serie di metodi che consentono di includere in modo univoco e occulto qualunque tipo di informazione all'interno di brani musicali, film o software.

Come illustra un interessante articolo pubblicato su Wired, le tecniche di watermarking paiono essere designate per succedere agli attuali sistemi DRM tanto in voga e altrettanto invisi al consumatore. Sistemi DRM che ultimamente stanno assistendo ad un progressivo abbandono da parte delle major, che fino a poco tempo fa ne hanno strenuamente sostenuto l'indispensabile necessità.

Dal punto di vista concettuale, tuttavia, DRM e watermarking sono ben differenti: il primo (che ricordiamo rappresenta l'acronimo di Digital Rights Management, ovvero gestione dei diritti digitali) è un sistema che, in modi differenti e più o meno invasivi, pone restrizioni sul modo in cui l'utente può usare i contenuti acquistati mentre il secondo rappresenta un metodo per consentire l'esatta individuazione di contenuti protetti da copyright che circolano attraverso le reti peer-to-peer.

Uno dei paventati modi nei quali le tecniche di watermarking potrebbero venire impiegate è rappresentato dalla possibilità di abbinare, ad un software, un film o un cd/brano musicale acquistato e scaricato tramite internet, le informazioni dell'acquirente. Le informazioni vengono infatti digitalizzate in una sequenza binaria ed abbinate al software prima che questo venga materialmente scaricato.

L'obiettivo reale dell'adozione di sistemi di watermarking sarebbe comunque molto differente: poter disporre di un mezzo per costringere i fornitori di connettività (ISP - Internet Service Provider) ad implementare tecnologie per il filtraggio dei contenuti protetti da copyright. La presenza della filigrana digitale, come detto sopra, permetterebbe infatti di tenere una traccia piuttosto precisa della presenza di materiale coperto da copyright nei vari network, identificando quindi quelli con maggiore traffico illecito.

Le principali etichette musicali hanno assicurato di non avere alcuna intenzione di voler introdurre un sistema che consenta l'identificazione dell'utente: Warner ed EMI non intendono adottare nessuna tecnica di watermarking, mentre Sony e Universal fanno uso di un sistema di watermarking anonimo che non permette di ricondurre in modo univoco ad una persona fisica.

Nonostante queste assicurazioni alle quali, in buona fede, vogliamo credere, è innegabile che la presenza di un sistema di watermarking, in qualunque modo venga usato, possa generare una pressione psicologica sull'utente che si sentirà decisamente meno propenso a condividere con il resto del mondo software e contenuti che potrebbero essere comprensivi dei propri dati sensibili.

Ostacolare il fenomeno della pirateria ma assieme poter assicurare la libertà di impiego da parte dell'utente dei contenuti regolarmente acquistati (ovvero ciò che i DRM oggi non sono in grado di fare) potrebbe essere una strada percorribile, a patto che ciò avvenga in modo trasparente e con la tutela della privacy dell'utente. In caso contrario anche le tecniche di watermarking andranno incontro ad un inevitabile fallimento.

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40 Commenti
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Rubberick17 Gennaio 2008, 12:30 #1
siamo a livelli assurdi

voglio capire che vogliono difendere i loro sporchi interessi ma ste major nessuno le manda al diavolo?

non si sono resi conto che mettendo tutte le protezioni di questo mondo il consumo cala? secondo loro possono imporre prezzi pazzi e costringere la gente a comprare?

io ne faccio volentieri a meno
djlooka17 Gennaio 2008, 12:31 #2
"Sony e Universal fanno uso di un sistema di watermarking anonimo che non permette di ricondurre in modo univoco ad una persona fisica."

Bisogna fidarsi di quello che ci dicono?
Rubberick17 Gennaio 2008, 12:35 #3
ma poi anche con i software lol?

diciamoci la verita' se a fine-metà anni 90 photoshop non si fosse fatto un giro su ogni genere di cd piratato e non, quando nemmeno ancora esisteva la evaluate/student /limited edition... ma quanta gente lo conoscerebbe al giorno d'oggi

beh xlomeno coi software nn e' come un film dove devo girarmelo da me x usufruirne io o un amico o chi x lui o un anima pia cmq lo scrive da zero, magari lo fa anche meglio e lo da gratis, vedi openoffice... che si finanzia anche in tutt'altro modo rispetto ai programmi a pagamento :P

la programmazione finira' in gran parte per diventare "a donaz"
Mystico17 Gennaio 2008, 12:43 #4
Originariamente inviato da: Rubberick
siamo a livelli assurdi

voglio capire che vogliono difendere i loro sporchi interessi ma ste major nessuno le manda al diavolo?

non si sono resi conto che mettendo tutte le protezioni di questo mondo il consumo cala? secondo loro possono imporre prezzi pazzi e costringere la gente a comprare?

io ne faccio volentieri a meno




Costringere?
Per me resta tutto sullo scaffale.
Se un DVD non costa 9€ (prezzo secondo me onesto) non lo compro.
dottorzero7717 Gennaio 2008, 12:44 #5
@ djlooka

"Bisogna fidarsi di quello che ci dicono?"

No.

.Sax.17 Gennaio 2008, 12:56 #6
Originariamente inviato da: Mystico
Se un DVD non costa 9€ (prezzo secondo me onesto) non lo compro.


Quotissimo! (Salvo confezione di lusso)

costringere i fornitori di connettività (ISP - Internet Service Provider) ad implementare tecnologie per il filtraggio dei contenuti protetti da copyright.


E non basta fare un rar e criptarlo per "evitare" blocchi del genere?
Mystico17 Gennaio 2008, 13:00 #7
[QUOTE]Quotissimo! (Salvo confezione di lusso)/QUOTE]

Tutto dipende anche dal film.

Quando sono andato in USA, mi sono portato a casa terminator 2 versione da collezione con 3 DVD (Film+extra+rimasterizzazione in HD) il tutto per 15$
Kenny Rullo17 Gennaio 2008, 13:01 #8
Mi sembra logico che le aziende tentino di salvaguardare gli investimenti e nel contempo essere meno invasivi possibile.
Molti qui in questo forum hanno un'automobile e buona parte di questi hanno un antifurto: perchè? Perchè consideri quel bene come proprio e non vuoi che altri lo usino a tua insaputa. Seguendo il ragionamento di alcuni allora dovrei lasciare la mia macchina in piazza e con le chiavi nel cruscotto.

Se parliamo di prezzi spropositati (leggi Adobe) o costi assurdi per DVD (9 euro anche per me Mystico) sono d'accordo, sul fatto che sia in qualche modo ingiusto proteggere il proprio lavoro intellettuale ed ingegneristico proprio no.
pg08x17 Gennaio 2008, 13:51 #9
Una cosa è il watermarking sul software, ben più complesso il watermarking su audio o su film.

Ci hanno speso milioni (di dollari) con scarsi risultati ai fini dell'identificazione capillare da cui: "non intendono adottare nessuna tecnica di watermarking..." oppure watermarking: "anonimo...".

Riguardo alle "tecnologie per il filtraggio dei contenuti protetti da copyright" sono una grave invasione della privacy.

Il costo finale di tutto questo ricade sempre sugli utenti (quelli che comprano film o dischi per i soldi buttati dalle major in ricerche inutili) e quegli utenti che hanno un abbonamento internet (per i maggiori costi che devono sostenere i provider per filtraggi vari ad uso e vantaggio esclusivo delle solite major).
pg08x17 Gennaio 2008, 13:56 #10
Originariamente inviato da: .Sax.
Quotissimo! (Salvo confezione di lusso)



E non basta fare un rar e criptarlo per "evitare" blocchi del genere?


Bravo !
Fai un rar criptato (criptando anche le informazioni quali nome file) ed hai risolto il problema.

A meno che poi non "insistano" per bloccare anche i file compressi con crittografia. Certo è che devi distribuire la password !

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