USA: la lotta alla pirateria passa dagli ISP, Internet Service Provider

USA: la lotta alla pirateria passa dagli ISP, Internet Service Provider

Accordo fra major e ISP statunitensi per la sensibilizzazione al problema pirateria, pur non mancando interventi per arginare il fenomeno

di pubblicata il , alle 08:10 nel canale Multimedia
 

Un'estate davvero calda, ma il clima non c'entra. L'ultima battaglia contro il download illegale giunge dagli Stati Uniti dove, nei giorni scorsi, le major dell'intrattenimento e gli ISP, Internet Service Provder, hanno trovato un accordo per rendere operativo un "copyright alert" (dopo vedremo di cosa di tratta), finalizzato a segnalare all'utente quando il proprio account di accesso al web è utilizzato per scaricare materiale illegale.

L'iniziativa intende passare come una forma di "educazione alla legalità", come appare anche dalle pagine di informationweek. La scelta dei termini, che cercheremo di mantenere fedeli a quelli in lingua originale, dimostra come i promotori siano consapevoli di muoversi sulle uova, essendo coinvolte tematiche in stile web come diritto umano, privacy e altri scottanti elementi.

 ISP del calibro di AT&T, Verizon, Comcast, Cablevision e Time Warner Cable si sono accordate con le major della produzione musicale e cinematografica per trovare una soluzione alternativa al pugno di ferro, utilizzato fino ad oggi con scarsissimi risultati e culminante spesso in cause legali con richieste di rimborsi a singoli individui al limite del grottesco.

L'accordo raggiunto prevede l'accesso delle major statunitensi al network sempre USA, con la possibilità di tracciare gli IP degli utenti connessi alle reti P2P. Ravvisata l'infrazione, le major non potranno accedere ai nominativi da collegare agli IP, ma si rivolgeranno invece agli ISP.

A questi spetterà il compito di contattare il proprio cliente, cercando una soluzione che di articolerà in sei "copyright alert", ovvero avvisi in cui si informa il cliente dell'infrazione. Vediamoli uno a uno.

1. L'ISP, in seguito alla segnalazione del detentore del diritto d'autore, segnalerà a mezzo email o altra forma affine che il proprio account è stato utilizzato per scaricare o condividere illegalmente dei contenuti, e che ciò è contro la legge. Insieme alla mail arriveranno anche link diretti per informarsi per bene su rischi collegati alla pirateria, spiegazioni sul perché ciò è illegale e sensibilizzazione alla legalità, con l'esposizione di come è possibile procurarsi gli stessi contenuti legalmente. Una mail che ai più esperti potrà sembrare banale, ma che serve ad esempio a istruire i genitori, spesso titolari dell'account, dell'uso improprio della rete da parte di figli, molto spesso ben più "svegli" di loro col mezzo informatico.

2. Il secondo alert è di fatto identico al primo, al quale non è seguito un cambiamento nell'utilizzo della connessione, ma continua l'operazione di condivisione e/o download di materiale protetto da copyright a cui non si ha diritto.

3. Se anche fin qui tutto viene ignorato da parte dell'utente, l'accordo tiene conto del fatto che l'intestatario possa non aver visto la mail o la comunicazione. Si passa quindi a un meccanismo che richieda l'interazione dell'utente (una finestra pop-up a cui rispondere, pagina di re-indirizzamento alla prima connessione giornaliera e altre forme). In questo modo l'ISP avrà la certezza che qualcuno, meglio se l'intestatario, dall'altra parte del cavo, avrà preso coscienza del problema.

4. Il quarto è di fatto identico al terzo alert. Serve agli ISP per avere conferma ulteriore che il messaggio è arrivato a destinazione.

5. Dopo aver comunicato al cliente del comportamento illegale e aver avuto la certezza che il messaggio è arrivato a destinazione, scatta il quinto alert che prevede delle "mitigation measures", ovvero provvedimenti arginanti o mitiganti (non il massimo, ma ci rifacciamo alla volontà di essere fedeli all'originale).  Delle misure, insomma, per arginare il fenomeno dopo aver ampiamente avvisato. L'accordo, in questi casi, prevede misure come possibili limitazioni di banda o re-indirizzamento a una pagina che invita a contattare l'ISP per procedere con la navigazione. La Mitigation Measure è a discrezione dell'ISP e non è obbligatoria. Sarà l'ISP, in base alla gravità della situazione, a scegliere cosa fare.

6. Il sesto alert è anche in questo caso una riproposta del precedente e sarà a discrezione dell'ISP, per come è strutturato l'accordo, decidere se non fare nulla o arrivare, in casi estremi, alle misure più drastiche come il blocco della connettività (cosa possibile già ora).

L'accordo, che ricordiamo essere tale e non ancora vigente, è stato reso noto dopo due anni di lavoro e in seguito a dati pubblicati di recente, che indicano in circa 400.000 posti di lavoro in meno e perdite per 16 miliardi di dollari quelli imputabili alla pirateria.

Stime che possono essere considerate approssimative o esagerate, ma di base le norme allo studio cercano di arginare un fenomeno che ha sicuramente un peso nell'industria. Giusta o non giusta, la nuova linea che giunge da oltreoceano appare almeno più ragionevole di quelle portate avanti in passato, pur aprendo legittimi interrogativi. Come per la nostra AgCom, anche negli USA ci si interroga sul potere dato agli ISP in termini di interruzione del servizio o provvedimenti in casi estremi, decisione che dovrebbe spettare a un giudice.

Nei casi estremi gli ISP potranno comunque passare i dati alle major, che potranno quindi procedere alla "vecchia maniera" passando per le aule dei tribunali per risarcimento danni e altro ancora. Non resta che attendere quindi se tale accordo prenderà la via dell'ufficialità e quando, e se nell'iter vi saranno cambiamenti di nota. L'impressione che se ne trae è che, dopo anni di lotta alla pirateria senza risultati di sorta, si provino ora strade più "accomodanti", che prevedano numerosi avvertimenti e provvedimenti meno limitanti o assurdi come quelli visti in passato.

Sarà inoltre interessante capire se le major si siano poste una domanda importante, ovvero il perché di una pirateria diffusa così massicciamente. Rimangono in ogni caso alcune perplessità, poiché se si guarda con occhio più maligno all'accordo non si può non pensare agli ISP come a un "braccio armato" al soldo delle major. Attendiamo a questo punto reazioni ed eventuali commenti, anche in virtù di maggiori informazioni che non mancheranno ad arrivare.

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87 Commenti
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ZannaMax11 Luglio 2011, 08:30 #1
Tanto da che mondo e mondo, ci sarà sempre la pirateria...ai giorni nostri c'è il P2P...una volta c'era altro... da qualche tempo c'è JD...

Tra qualche tempo vedremo altre forme per il dl illegale... finchè faranno pagare tutti quiei soldi per i cd - dvd - etc etc, non andranno da nessuna parte.

E poi non mi sembra che la pirateria abbia fatto mangiare pane e cipolle ai cantanti... anzi a me pare che navighino nel lusso sfrenato...

TUTTO QUESTO IMHO
Paganetor11 Luglio 2011, 08:45 #2
tutto ottimo, se non fosse per il fatto che c'è un problema a monte: esaminano i miei pacchetti dati.
SaggioFedeMantova11 Luglio 2011, 09:04 #3
Originariamente inviato da: ZannaMax
Tanto da che mondo e mondo, ci sarà sempre la pirateria...ai giorni nostri c'è il P2P...una volta c'era altro... da qualche tempo c'è JD...

Tra qualche tempo vedremo altre forme per il dl illegale... finchè faranno pagare tutti quiei soldi per i cd - dvd - etc etc, non andranno da nessuna parte.

E poi non mi sembra che la pirateria abbia fatto mangiare pane e cipolle ai cantanti... anzi a me pare che navighino nel lusso sfrenato...

TUTTO QUESTO IMHO


Devi sapere che la maggior parte degli autori incassa dalla siae per la maggior parte, i cd venduti non portano grossi guadagni.
I Per quanto riguarda i costi dei cd, purtroppo ci sono dei costi che non sono abbattibili ed è difficile ridurre il prezzo sotto ad una certa soglia.
Spectrum7glr11 Luglio 2011, 09:04 #4
Originariamente inviato da: ZannaMax
E poi non mi sembra che la pirateria abbia fatto mangiare pane e cipolle ai cantanti... anzi a me pare che navighino nel lusso sfrenato...

TUTTO QUESTO IMHO


a parte che un discorso del genere non può giustificare la pirateria non è solo una questione di cantanti e star di hollywood ma di tutta la gente che vive attorno al successo di questi: dagli agenti fino all'ultimo magazziniere...si parla di 400k posti di lavoro a rischio e non credo che siano tutti cantanti e attori.
Scezzy11 Luglio 2011, 09:13 #5
Se da un lato e' assolutamente vero che i prezzi di cd, dvd, blu-ray, ecc... sono troppo alti, dall'altra c'e' da dire che anche se i prezzi di tutti questi supporti fosse di 5 euro, tante persone continuerebbero a scaricare quello che scaricano perche' gratis e' molto meglio di 5 euro. Lo stesso discorso vale per i film al cinema. Nei cinema della mia zona, vedere un film di mercoledi' costa 5 euro... eppure molta gente il film se lo scarica da internet. Il mondo va cosi'...
Spectrum7glr11 Luglio 2011, 09:54 #6
@scezzy: lo credo anche io...un sacco di gente parla, parla ma la realtà è che non vuole pagare (poco o tanto che sia) e mette il prezzo alto a giustificazione dell'"esproprio proletario".

A dirla tutta sapendo muoversi su internet i prezzi cui si trovano film, CD e giochi sono in realtà assolutamente ragionevoli ...unica condizione: saper aspettare 6-12 mesi rispetto all'uscita
mrhanky11 Luglio 2011, 09:57 #7
Originariamente inviato da: Scezzy
Se da un lato e' assolutamente vero che i prezzi di cd, dvd, blu-ray, ecc... sono troppo alti


da qualche anno a questa parte mi sembra che ci siano in giro ottimi prezzi, sia su cd che dvd/blu-ray, specialmente questi ultimi hanno avuto un livellamento verso il basso molto rapido.
Io penso che il problema pirateria sia strettamente legato, oltre che ai prezzi, alla cultura e alla passione per la qualità, chi ama gustarsi i film alla tv, al cinema, o ascoltare un album, (ma anche mangiare, vestirsi bene ecc)... lo fa cercardo di ottenere il massimo con la cifra che ha a disposizione, e chi scarica un film con audio gracchiante non ama il cinema, punto.
La strada è quella di continuare a offrire contenuti ad alta qualità difficilmente riproducibili, e sopratutto quella di insegnare e diffondere la cultura musicale e cinematografica, e per le arti in generale.
Questi teatrini di controllo e proibizionismo non servono a niente, sembra la politica degli autovelox, insegnare a guidare e a comportarsi civilmente invece di punire con le multe fatte nascondendosi dietro le siepi con gli autovelox.
Vertex11 Luglio 2011, 10:05 #8
Questo sistema mi sembra molto limitato. Come fanno per esempio le major ad avere l'indirizzo ip di chi scarica dai siti di hosting? Posso capire emule e torrent, ma per le altre forme di condivisione come la mettiamo?
iorfader11 Luglio 2011, 10:16 #9
si ma siete finiti su discorsi ovvi e che non portano altro che a sospensioni. lasciate perdere, qua si parla di questo nuovo tentativo di arginare il fenomeno, ed il metodo che hanno pensato è davvero molto intelligente. Almeno in america qualcuno che ragiona c'è così facendo se uno scarica e gli viene il 3° avviso si blocca istantaneamente perchè non è così cretino da farsi spellare poi dalle major. finalmente qualcuno che capisce che internet non è della major ma di tutti e guai a chi si permette di controllarlo. io trovo questo nuovo metodo eccezionale e spero venga adottato globalmente
Pier220411 Luglio 2011, 10:34 #10
Il sistema che hanno addottato può essere di scarsa efficacia, ma comunque lascia a ognuno la consapevolezza di cosa sta facendo e di regolarsi di conseguenza.

Purtroppo da noi con il metodo IMPOSITIVO, qualcuno deve "pensare" per noi e ci cancella gli ISP a sua totale discrezione.

La differenza di approccio ci fa capire come siamo ancora indietro mentalmente rispetto loro.

...se dovessi eprimermi liberamente su questa vicenda ce ne sarebbe da dire, ma verrei bannato subito.

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