Un grosso insediamento urbano Maya è stato scoperto grazie alla tecnologia LiDAR

Un grosso insediamento urbano Maya è stato scoperto grazie alla tecnologia LiDAR

Il National Geographic ha annunciato una sensazionale scoperta: i ricercatori, utilizzando la tecnica di telerilevamento LiDAR hanno individuato una "megalopoli" Maya

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 13:21 nel canale Multimedia
 

La tecnica di telerilevamento laser LiDAR (Light Detection And Ranging), utilizzata anche sulle auto di recente concezione per la guida autonoma, ha permesso ai ricercatori di rimuovere la vegetazione dalle immagini aeree della zona attualmente non abitata rivelando le rovine di una civiltà precolombiana in piena espansione, ben diversa rispetto a quanto immaginato fino a oggi da molti specialisti.

"Le immagini LiDAR rendono chiaro che questa intera regione era un sistema di insediamenti la cui vastità e densità di popolazione è stata largamente sottostimata", dice Thomas Garrison, archeologo dell'Ithaca College e National Geographic Explorer specializzato nell'uso della tecnologia digitale applicata alla ricerca archeologica, come si può leggere sul sito del National Geographic.

Maya: I Tesori Perduti

Questa tecnica, raffinata con sistemi che richiamano la realtà aumentata, è stata usata nel cuore del Guatemala mappando un’area di oltre duemila chilometri quadrati dove aveva luogo la civiltà dei Maya. Nessuna spedizione fisica avrebbe potuto scavare così tanto in profondità: pare, infatti, che in quest'area del Guatemala settentrionale ci fossero oltre 60 mila case, palazzi, strade sopraelevate e altre costruzioni rimaste per secoli nascosti nella giungla, e che 1.200 anni fa vi vivessero fra le 10 e le 15 milioni di persone.

Le immagini LiDAR mostrano anche come le strade sopraelevate mettessero in collegamento le cave e i centri urbani. Complessi sistemi di irrigazione e coltivazioni a terrazze sostenevano un'agricoltura intensiva capace di nutrire masse di lavoratori che hanno massicciamente modificato il paesaggio.

"La tecnologia LiDAR sta rivoluzionando l'archeologia così come il telescopio spaziale Hubble ha rivoluzionato l'astronomia", spiega Francisco Estrada-Belli, un archeologo della Tulane University e National Geographic Explorer. "Avremo bisogno di 100 anni per analizzare tutti quei dati e capire davvero ciò che stiamo vivendo".

La ricerca è la prima fase della PACUNAM LiDAR Initiative, un progetto triennale che prevede la mappatura di 14 mila chilometri quadrati di bassopiani del Guatemala parte di una rete di insediamenti precolombiani che si estendevano a nord del Golfo del Messico.

"L'ambizione e l'impatto di questo progetto sono semplicemente incredibili", dice Kathryn Reese-Taylor, un'archeologa della University of Calgary specializzata nei Maya che non è coinvolta con la ricerca della PACUNAM. "Gli archeologi hanno scandagliato per decenni le foreste ma non si sono imbattuti in questi siti. Ancor più importante il fatto che non abbiamo mai avuto una visione d'insieme. Servirà davvero a sollevare un velo e ci aiuterà a vedere questa civiltà così come la vedevano gli antichi Maya".

Lo speciale televisivo sulle nuove scoperte, Maya: I Tesori Perduti, andrà in onda su National Geographic (Sky, 403) martedì 13 febbraio alle 20.55.

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2 Commenti
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Portocala05 Febbraio 2018, 13:37 #1
Mi sono letto l'articolo con grande curiosità per scorprire alla fine la mezza marchetta
Doraneko05 Febbraio 2018, 15:53 #2
Hanno fatto una cosa inutile, tanto comunque tempo qualche anno e qualcuno avrebbe disboscato come nel resto del Sud America

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