NGI e Fastweb sotto accusa: favoreggiamento di Btjunkie

NGI e Fastweb sotto accusa: favoreggiamento di Btjunkie

NGI e Fastweb sarebbero state accusate di favoreggiamento, in seguito alla mancata inibizione del noto portale con link torrent per il download di materiale protetto dal diritto d'autore

di Gabriele Burgazzi pubblicata il , alle 09:29 nel canale Multimedia
Fastweb
 

Fastweb e NGI sono due ISP (Internet Service Provider), aziende che si occupano pertanto di fornire accesso internet all'utente finale. Tra i compiti di queste società, tra i tanti, esiste anche quello di bloccare eventuali siti considerati fuorilegge, perché contenitori di materiale protetto dal diritto d'autore.

Proprio la mancata inibizione del sito Btjunkie, uno dei più importanti e conosciuti portali per la ricerca di torrent, starebbe alla base dell'accusa nei confronti di Fastweb e NGI. Il provvedimento è stato portato avanti dal sostituto procuratore del Tribunale di Cagliari Giangiacomo Pilia. L'accusa sarebbe di favoreggiamento, ed è rivolta ai provider NGI e Fastweb.

Secondo quanto riferito dall'accusa i due noti ISP avrebbero permesso all'utenza italiana di accedere alla piattaforma "pirata" Btjunkie, venendo meno di fatto all'ordine di inibizione del sito. Il blocco del sito, infatti, era stato imposto diverso tempo fa, ed era il risultato di una inchiesta incentrata sulla possibilità di poter vedere alcune partite di calcio trasmesse su circuiti televisivi a pagamento, tra cui Dahlia TV.

"Per la prima volta in Italia, due internet service provider, Fastweb e NGI, sono indagati con l'accusa di favoreggiamento per non aver inibito l'accesso alla piattaforma pirata Btjunkie", riporta "La nuova Sardegna", a questo indirizzo. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Procura cagliaritana circa 550 mila utenti italiani utilizzavano Btjunkie ogni giorno per reperire i link con cui scaricare materiale protetto dal diritto d'autore.

Le indagini sarebbero partite da alcune voci riportate online da diversi blog, secondo cui l'accesso al portale bloccato sarebbe comunque stato garantito dai due ISP: un controllo avrebbe rivelato l'inottemperanza di NGI e Fastweb. Fastweb, almeno secondo le ultime informazioni, avrebbe spiegato che il mancato blocco era legato ad un mero inconveniente tecnico, subito risolto.

Contattato NGI, il noto provider ci ha invece comunicato che:

"NGI ha appreso da alcuni organi di stampa del proprio coinvolgimento relativamente alla mancata inibizione dell’accesso ai siti Btjunkie. Al riguardo la società desidera precisare di aver ottemperato alle disposizioni della magistratura, inibendo l’accesso ai predetti siti sin dal giorno successivo al ricevimento della richiesta da parte degli organi preposti . La società rappresenterà la propria posizione nelle sedi competenti."

Se l'accusa di favoreggiamento è pesante, bisogna quindi attendere il proseguimento delle indagini per capire quale sia la natura dell'eventuale mancato blocco di Btjunkie da parte dei due ISP.

Aggiornamento ore 10:10 ---------------------

A seguire riportiamo il comunicato stampa ufficiale rilasciato dalla procura:

GDF CAGLIARI: IMPORTANTE SVOLTA NELL’OPERAZIONE “POISONOUS DAHLIA”
INDAGATI PER FAVOREGGIAMENTO FASTWEB E NGI PER NON AVER INIBITO L’ACCESSO ALLA PIATTAFORMA MULTIMEDIALE “PIRATA” “BTJUNKIE”.
IN ITALIA E’ IL PRIMO PROVVEDIMENTO EMESSO DALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA NEI CONFRONTI DEGLI INTERNET SERVICE PROVIDER

Nell’ambito dell’operazione “Poisonous Dahlia” condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Cagliari, si è giunti ad una significativa svolta nelle indagini: la Procura della Repubblica ha indagato Fastweb e NGI per favoreggiamento.
Secondo l’accusa gli internet service provider hanno favorito l’accesso degli internauti italiani alla piattaforma multimediale pirata “btjunkie” oggetto delle indagini della Guardia di Finanza, non ottemperando all’apposito ordine di inibizione del sito emesso dal Sostituto Procuratore Dott. Giangiacomo Pilia. Per la prima volta in Italia l’Autorità Giudiziaria ha delineato i contorni della responsabilità degli internet service provider in casi della specie.

Dallo scorso aprile, infatti, l’accesso ai siti www.btjunkie.org e www.btjunkie.com era stato negato ai netsurfer made in Italy.Tuttavia l’inottemperanza dei due provider ha consentito ai propri utenti di continuare a scaricare illegalmente musica, film, videogiochi, programmi e altri contenuti multimediali in violazione alle normative del diritto d’autore e del copyright, rendendo, in parte, inefficace la barriera tecnologica eretta intorno al portale “pirata”.

Tale dato è emerso nel corso del continuo monitoraggio della rete effettuato dagli investigatori al fine di dare sostanziale e concreta attuazione del ripristino della cyberlegalità sul web. Le Fiamme Gialle apprendevano, infatti, che, nonostante l’inibizione disposta dall’Autorità Giudiziaria di Cagliari, alcuni blog davano voce alle indicazioni fornite dal noto supermarket mondiale del falso multimediale, con cui si segnalava la possibilità di accedere comunque al portale “pirata”.

L’immediato rapporto della polizia giudiziaria ha quindi indotto il Pubblico Ministero a disporre un’accurata perizia tecnico-informatica, da cui è risultata l’avvenuta inottemperanza dell’ordine del Magistrato.
La responsabilità penale ascritta secondo l’accusa ai due internet service provider è dunque quella di favoreggiamento. Si tratta del primo caso in Italia in cui l’Autorità Giudiziaria ha assunto un provvedimento della specie, che ha visto iscritti nel registro degli indagati anche i due noti fornitori di servizi tecnologici.

La Procura della Repubblica di Cagliari si conferma estremamente sensibile alle tematiche sull’illegalità del web sottoposte alla sua attenzione dagli inquirenti e sempre pronta all’adozione di innovative misure e strumenti nella lotta alla pirateria mondiale. Fastweb ha fatto sapere quest’oggi che si sarebbe trattato di un mero incidente tecnologico, i cui motivi sono in corso di approfonditi riscontri all’interno dell’azienda. Il colosso ISP ha anche precisato che ora è perfettamente operante la totale inibizione all’accesso al megastore “pirata” per i propri utenti italiani. Le indagini delle Fiamme Gialle comunque continuano alacremente e il pattugliamento del territorio digitale lascia intravedere a breve ulteriori e importanti sviluppi investigativi nella lotta globale alla pirateria audio visiva ed informatica , in attuazione degli indirizzi strategici espressi dal Comando Generale della Guardia di Finanza e delle direttive localmente impartite dal Comando Regionale Sardegna.

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48 Commenti
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iorfader14 Luglio 2011, 09:34 #1
che schifo, stanno facendo di tutto per rendere internet comunista...
Alien190014 Luglio 2011, 09:49 #2
Comunista?
Al limite l'opposto.
sonountoro14 Luglio 2011, 09:52 #3
Originariamente inviato da: iorfader
che schifo, stanno facendo di tutto per rendere internet comunista...


Vero, la tua uscita era in tono ironico spero.
Altrimenti ti invito seriamente ad informarti prima di scrivere tali sciocchezze.
Sunburp14 Luglio 2011, 09:56 #4
Originariamente inviato da: iorfader
che schifo, stanno facendo di tutto per rendere internet comunista...


Dicci se sei serio o no prima che partano gli insulti...
RR214 Luglio 2011, 09:58 #5
Originariamente inviato da: iorfader
che schifo, stanno facendo di tutto per rendere internet comunista...


Comunista? Ma sai cosa significa? Te lo faccio io lo sforzo di cercare la definizione:
"Comunismo: dottrina che propugna la collettivizzazione dei mezzi di produzione e la distribuzione dei beni prodotti secondo i bisogni di ciascuno."

Sicuro che proteggere gli interessi economici di autori/multinazionali sia roba da "comunisti"?
Dave8314 Luglio 2011, 10:01 #6
Più che altro mi fa ridere tutto il contesto.
Ti multo perchè non hai bloccato un sito, poi non importa se i tuoi utenti lo possono raggiungere lo stesso tramite proxy e simili e se ci sono migliaia di siti che offrono anche più di quello che io voglio farti bloccare
Beelzebub14 Luglio 2011, 10:12 #7
Ennesimo esempio di quanto stia diventando obsoleto il concetto di "diritto d'autore" rispetto alle nuove tecnologie e mezzi di diffusione di contenuti digitali.
X360X14 Luglio 2011, 10:13 #8
Il rispetto delle leggi va oltre alle guerre sulle vostre insulse teorie politiche

è un ordine che viene dalla magistratura, non fatto a tavolino da chissà chi (il motivo per cui è scoppiato tutto il casino ultimamente...) quindi o blocchi quel sito o non rispetti la legge. Internet non deve essere anarchica. (ma è veramente un'impresa controllarla e farlo in modo giusto)
p4ever14 Luglio 2011, 10:19 #9
@iorfader
non sarai mica il Berlusca travestito vero??


Ma…scusate l’ignoranza…se io ho un sito/blog dove vado a mettere solo i “link” di siti dove scaricare film o musica, ma sul mio sito non “hosto” nulla…in teoria non infrango nulla?!
Non si tratta altro che di un copia ed incolla di una qualsiasi informazione che si trova googolando in giro….che reato commetto? Istigazione alla pirateria?
Solo x sapere….seriamente…
oclla14 Luglio 2011, 10:24 #10
Originariamente inviato da: p4ever
@iorfader
non sarai mica il Berlusca travestito vero??


Ma…scusate l’ignoranza…se io ho un sito/blog dove vado a mettere solo i “link” di siti dove scaricare film o musica, ma sul mio sito non “hosto” nulla…in teoria non infrango nulla?!
Non si tratta altro che di un copia ed incolla di una qualsiasi informazione che si trova googolando in giro….che reato commetto? Istigazione alla pirateria?
Solo x sapere….seriamente…


La risposta sta nel fatto che pirate bay o bt allo stesso modo, linkano e non hostano nulla...

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