Netflix, nessuna speranza di vincere la guerra contro le VPN

Netflix, nessuna speranza di vincere la guerra contro le VPN

I fornitori di VPN non sembrano molto interessati ad aiutare Netflix con di VPN, unlocker e proxy, e stanno già offrendo metodi per aggirare i controlli

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Multimedia
Netflix
 

Sono passate solo poche settimane dall'annuncio di Netflix riguardo al blocco di proxy, VPN e unblocker, strategia adottata per impedire agli utenti di una certa nazione di accedere a contenuti non presenti localmente, ma solo in aree del mondo ben specifiche. Si tratta di una feature che permette agli utenti - ad esempio a noi italiani - di accedere al catalogo statunitense, che come sappiamo bene è estremamente più fornito e rimpolpato di proposte a volte anche molto interessanti.

I fornitori di VPN non hanno alcuna intenzione di ottemperare alle richieste di Netflix

Tuttavia, accedendo a Netflix tramite una VPN si è considerati "pirati" alla stregua di quanto avviene quando si scarica un contenuto protetto da diritti d'autore via Torrent o download diretto. È proprio per questo che a metà gennaio la società annunciava la propria stretta sui servizi che permettevano di aggirare le restrizioni regionali sul servizio, ma a quanto pare quella di Netflix è una battaglia che non può essere vinta, e non si può fare molto per sovvertire l'esito di questa guerra.

Quello che può fare la società è interpretare la parte dei giusti. Ha bisogno di dimostrare ai propri partner che sta facendo qualcosa per vietare l'uso delle VPN, ma quello che ha fatto finora è semplicemente inviare un messaggio d'avviso agli utenti che usano questo approccio considerato illecito per accedere al servizio. Il problema è che i fornitori di VPN (che spesso sono offerte a pagamento) non hanno alcuna intenzione di ottemperare alle richieste di Netflix.

Anzi, addirittura molti di essi stanno utilizzando degli accorgimenti per aggirare il blocco delle VPN, impedendo a Netflix di rilevarne un eventuale uso. Come ha descritto Forbes di recente, è il caso di uFlix che ha intuito che è sufficiente utilizzare un indirizzo VPN IP privato (e non uno pubblico) per evitare il rilevamento dell'uso di una rete virtuale. Si tratta di una feature che hanno anche altri servizi, come ad esempio TorGuard o PureVPN.

Ribadiamo però che effettuare queste manovre di "elusione" è illegale in moltissimi paesi del mondo, con solo alcune sporadiche eccezioni. In Australia non lo è, e ci sono gruppi per la difesa dei consumatori che invitano Netflix a pubblicare nel paese contenuti rivolti agli USA: "Sappiamo che Neftlix ha successo in Australia grazie all'accesso ai contenuti americani. Sfruttando questo aspetto abbiamo costruito una base di 340 mila utenti prima che il servizio fosse disponibile ufficialmente", ha dichiarato Choice. "È ingiusto che Netflix tratti i suoi utenti in questo modo".

Ma c'è un problema molto profondo alla base della questione. Da una parte Netflix deve adempiere agli obblighi di legge dei vari paesi, dall'altra deve dare una risposta ben chiara a chi usa una VPN, o altri metodi per aggirare i controlli. Potrebbe di fatto proibire l'accesso al servizio agli utenti che ne fanno uso, ma questo si tradurrebbe nel rifiuto esplicito dei soldi provenienti da un corposo numero di abbonati.

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34 Commenti
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acerbo03 Febbraio 2016, 11:00 #1
Che idiozia, se volessero veramente interdire l'utilizzo delle vpn la cosa sarebbe semplicissima, basterebbe che per gli abbonamenti netflix usa chiedessero in fase di registrazione un numero di conto corrente per verificare la reale identità del cliente, il 90% degli accessi a netflix in VPN avvengono per poter accedere al catalogo americano che é 50 volte piu' vasto di quello europeo.
Gylgalad03 Febbraio 2016, 11:03 #2
la vedo molto come una battaglia contro i mulini a vento. e comunque penso sia solo una sparata per ingraziarsi le major, ma poi mi chiederei: non lo capiscono pure loro che non è possibile?
joethefox03 Febbraio 2016, 11:05 #3
@acerbo, chiedere un numero di conto corrente per la registrazione ad un servizio non è altrettanto una idiozia?
nickmot03 Febbraio 2016, 11:10 #4
Originariamente inviato da: acerbo
Che idiozia, se volessero veramente interdire l'utilizzo delle vpn la cosa sarebbe semplicissima, basterebbe che per gli abbonamenti netflix usa chiedessero in fase di registrazione un numero di conto corrente per verificare la reale identità del cliente, il 90% degli accessi a netflix in VPN avvengono per poter accedere al catalogo americano che é 50 volte piu' vasto di quello europeo.


Originariamente inviato da: joethefox
@acerbo, chiedere un numero di conto corrente per la registrazione ad un servizio non è altrettanto una idiozia?


Ma non hanno già i dati della carta di credito?
Basterebbe vedere quelli e l'istituto bancario che la ha rilasciata, no?
Cfranco03 Febbraio 2016, 11:12 #5
Si chiama globalizzazione
Solo che finchè le aziende ci guadagnano va tutto bene, quando ci perdono invece fanno di tutto per ostacolarla
adapter03 Febbraio 2016, 11:12 #6
Originariamente inviato da: nickmot
Ma non hanno già i dati della carta di credito?
Basterebbe vedere quelli e l'istituto bancario che la ha rilasciata, no?


Io, per il mese gratuito non li ho ancora forniti.
Di fatto, non mi sono stati chiesti.
Cico the SSJ03 Febbraio 2016, 11:16 #7
Originariamente inviato da: adapter
Io, per il mese gratuito non li ho ancora forniti.
Di fatto, non mi sono stati chiesti.


come no?
acerbo03 Febbraio 2016, 11:21 #8
Originariamente inviato da: joethefox
@acerbo, chiedere un numero di conto corrente per la registrazione ad un servizio non è altrettanto una idiozia?


io quando devo sottoscrivere un forfait mobile o un abbonamento alla pay tv devo inserire un numero di conto corrente, altrimente non me lo danno.

Originariamente inviato da: nickmot
Ma non hanno già i dati della carta di credito?
Basterebbe vedere quelli e l'istituto bancario che la ha rilasciata, no?


Si ma la carta di credito con cui paghi nessuno puo' vietarti di averla in un qualsiasi istituto di credito anche fuori dagli usa, il conto corrente da mettere come garanzia servirebbe solo per confermare che hai una vita in usa.
alexbilly03 Febbraio 2016, 11:24 #9
Originariamente inviato da: adapter
Io, per il mese gratuito non li ho ancora forniti.
Di fatto, non mi sono stati chiesti.


certo che si, al momento della creazione dell'account chiedono una carta di credito o paypal dalla quale scalare gli eventuali soldi per il mese successivo al primo gratuito. Se cosi non fosse sai quanti non pagherebbero e andrebbero avanti con mail generate a caso di mese in mese?
aald21303 Febbraio 2016, 11:47 #10
Originariamente inviato da: Cfranco
Si chiama globalizzazione
Solo che finchè le aziende ci guadagnano va tutto bene, quando ci perdono invece fanno di tutto per ostacolarla


Wow, questo commento mi ha molto colpito.

Effettivamente, usare la VPN è il parallelo concettuale di, per esempio, uno schema Double Irish.

Allo stesso tempo però, evidenzia come gli utenti cerchino il (massimo) profitto indiscriminatamente, esattamente come le aziende che dovunque si criticano.

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