Musicisti canadesi dicono no a DRM e leggi delle major

Musicisti canadesi dicono no a DRM e leggi delle major

Forte presa di distanza da parte di diversi artisti canadesi dalla questione della gestione dei diritti d'autore sul materiale digitale voluta dalle major, così come dalla legislazione volta al suo rispetto

di pubblicata il , alle 11:23 nel canale Multimedia
 

In un periodo in cui la battaglia condotta dalle major discografiche supportate dalla statunitense RIAA contro la pirateria appare sempre più aspra, giunge una nota dissonante dal Canada, suonata all'unisono da alcuni artisti del calibro di Avril Lavigne, Barenaked Ladies, Sarah McLachlan, Chantal Kreviazuk e Sum 41.

Dopo essersi coalizzati in una realtà chiamata CMCC, Canadian Music Creators Coalition (sito ufficiale http://www.musiccreators.ca), gli artisti canadesi hanno manifestato forte dissenso per le modalità e i metodi utilizzati per garantire il rispetto dei diritti d'autore da parte delle major. Nel comunicato riportato sul sito ufficiale appare ben chiaro il loro messaggio, "not in our names", non in nome nostro, prendendo ufficialmente le distanze dai comportamenti assunti dalle major per salvaguardare il diritto d'autore.

Tre i punti messi in evidenza nel comunicato, che possiamo riassumere così:

"1) Denunciare i fan è ipocrita e distruttivo.

I musicisti non hanno intenzione di denunciare i propri fan, come accade invece in alcuni casi per mano delle case discografiche. Se ciò avviene è per colpa di particolari leggi, assolutamente non volute dai musicisti.

2) Le restrizioni digitali (tipo DRM) sono rischiose e controproducenti.

I musicisti ritengono troppo restrittive le regole imposte dalle case per quanto riguarda la gestione dei diritti digitali, mettendo nelle condizioni l'acquirente di non poter gestire a suo piacimento quanto acquistato, se non con limitazioni ritenute eccessive e controproducenti. Esistono situazioni in cui per poter avere lo stesso brano su supporti diversi si è assurdamente costretti a pagare due volte, se non di più.

3) Gli artisti canadesi dovrebbero godere del supporto dei Beni Culturali.

Con questa critica rivolta più che altro al management canadese ma estendibile a livello di concetto a tutto il Globo, gli artisti rivendicano più attenzione da parte dei governi al supporto della musica come occasione culturale, per slegarsi più possibile dalla macchina di puro marketing delle major."

Sorvolando sull'interessante ma probabilmente utopico punto 3), emerge chiaramente dai primi due punti come il messaggio dei musicisti canadesi sia molto forte e diretto, nei giorni in cui stanno per essere approvate leggi particolarmente restrittive proprio in Canada.

Il tema è tuttavia controverso, in quanto il problema della pirateria esiste ed il mondo della musica digitale, in continua espansione, è molto più soggetto di un tempo a subìre i colpi della copia illegale di qualità immutata, così come appare in evidente stato confusionale sul modo di garantire il legittimo diritto d'autore. Sono inoltre molti i musicisti assestati su posizioni opposte, che ritengono cioè legittime e dovute le limitazioni come ad esempio il DRM (mondo PC) o FairPlay (Apple).

Quello che è certo è che i nomi in campo non sono di certo di secondo piano, e che l'iniziativa raggiungerà praticamente tutte le personalità del settore musicale. Sarà il tempo a dire se la nota dissonante proveniente dal Canada sarà una semplice "stecca" o una gradevole e apprezzata sfumatura "jazz".

Link al comunicato in PDF

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53 Commenti
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hibone28 Aprile 2006, 11:26 #1
grandi!!!
pierodj28 Aprile 2006, 11:29 #2
finalmente qualcuno si muove contro sti LADRI delle case discografiche
Paganetor28 Aprile 2006, 11:37 #3
ahinoi, qui c'è la SIAE... speriamo che qualcuno a Bruxelles dia una mazzata di quelle memorabili a quei LADRI (perchè di LADRI si tratta, visto che la tassa sui supporti si basa su principi assurdi)...

anzi, una bella abolizione della SIAE così com'è e la realizzazione di una società SERIA che tuteli gli artisti (tutti, non solo i vari Ramazzotti, Pino Daniele, Madonna ecc.)

A LAVORARE!!!!
MiKeLezZ28 Aprile 2006, 11:42 #4
mamma lodevole! sono cose sacrosante
T_M_P28 Aprile 2006, 11:42 #5
Le case discografiche sono sicuramente delle ladre, e i sistemi attuali (DRM & C.) sono assurdi, ma al contrario di quanto pensano i vari anarchici, la musica è protetta (giustamente) dal diritto d'autore e avere un brano senza pagarlo è reato.

Che si voglia o no è vero, ed è giusto che sia così, altrimenti nessuno più si metterebbe a fare dischi e non guadagnandoci non ci sarebbe nessuno che ci venderebbe i dischi..

E' giusto che la musica abbia il suo prezzo, così come i film, il teatro, le mostre ecc ecc, e sarebbe ora che fosse riconosciuta come attività culturale.
Sarebbe anche ora che le Major pensassero a guadagnare qualche $ in meno (che utopia) e a fare le cose fatte meglio.
Sarebbe anche ora che la gente smettesse di pensare che tutto è dovuto, che le cose di marca sia giusto comprarle contraffatte, che la musica ed i film sia giusto scaricarle ecc ecc. Se costano troppo non le compri, non si muore mica..
Cimmo28 Aprile 2006, 11:43 #6

[OT]

Ho notato che da un po' si usa mettere in grassetto parti del testo delle news... ma e' veramente necessario?

A me fa perdere la concentrazione, soprattutto quando e' usato in modo massiccio...
Alessandro Bordin28 Aprile 2006, 11:45 #7
Originariamente inviato da: Cimmo
Ho notato che da un po' si usa mettere in grassetto parti del testo delle news... ma e' veramente necessario?

A me fa perdere la concentrazione, soprattutto quando e' usato in modo massiccio...


E' una prova. Necessario...no, certo. Vediamo come va
lovaz28 Aprile 2006, 12:00 #8
Originariamente inviato da: Cimmo
Ho notato che da un po' si usa mettere in grassetto parti del testo delle news... ma e' veramente necessario?
...

Piu' che altro andrebbe usato meglio, non ha senso mettere in grassetto "esiste" o "jazz", non sono riassuntive o rappresentative di qualche frase...
Lo ZiO NightFall28 Aprile 2006, 12:00 #9
x TMP:
potrei passare ore a disquisire sul fatto che la copia ad uso personale senza lucro sia perfettamente legittima, come è sempre stato.
Provate ad immaginare Shakespeare o alla maggior parte degli artisti del mondo che fu: cosa avrebbero fatto con i diritti d'autore odierni? Assolutamente NULLA. Senza contare che, citando una celeberrima frase, or ora nessuno può fare a Walt Disney ciò che Topolino ha fatto ai fratelli Grimm.

Potrei anche continuare notando che per un ARTISTA, il vero scopo della sua opera è farsi conoscere, diffondere un messaggio; ma se il panorama artistico è quello di sciacalli costruiti in studio dalle major è ovvio che del messaggio non gliene può fregar di meno, ma contano solo i $.
La dimostrazione della malafede di questi soggetti è l'equazione che vorrebbero farci bere: una canzone scaricata, è una canzone non venduta. Ma in che mondo? Non ho mai visto o sentito di nessuno che entra in un negozio di dischi e compra a caso tanto quanto scarica...

Il problema è proprio farci percerpire che è illegale quando non lo è!
Sapete che il termine "pirata" nasce per le case editrici, non per gli utenti? E che le attuali leggi d'autore (soprattutto in USA) sono frutto del lavoro da lobby della Disney?
La cosa ironica è che alla fine ci rimetteranno si gli utenti finali, ma più di tutti, gli artisti VERI, non figli del marketing.
lovaz28 Aprile 2006, 12:02 #10
Per quanto riguarda i cantanti suddetti piu' che grandi mi sembrano
ipocriti: i soldi dei fan, che si trovano un prodotto praticamente difettoso,
li hanno presi anche loro...
Perche' non vendono direttamente la loro musica via internet senza protezioni?
Alcuni lo fanno, non e' cosi' difficile...

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