Molti videoclip diversi per il nuovo singolo dei Muse, Dig Down: l'intelligenza artificiale (AI) dietro il curioso progetto

Molti videoclip diversi per il nuovo singolo dei Muse, Dig Down: l'intelligenza artificiale (AI) dietro il curioso progetto

Un progetto per certi versi pazzo, in linea con lo spirito dei Muse: l'intelligenza artificiale è al lavoro per realizzare un videoclip al giorno partendo da frammenti di video, in cui molti personaggi pubblici canteranno letteralmente la canzone al posto di Matthew Bellamy

di Alessandro Bordin pubblicata il , alle 15:41 nel canale Multimedia
 

Possono piacere o meno, ma tutti gli appassionati di musica non possono che riconoscere una grande originalità nella musica dei Muse. Il sound, su tutto la chitarra di Matthew Bellamy, è facilmente riconoscibile per quel mix di groove e sonorità complesse in cui appare molto chiara l'influenza della tecnologia. Sempre facendo riferimento al cantante-chitarrista-frontman, basti pensare che si fa costruire apposta dal liutaio Hugh Manson chitarre particolarissime che integrano Kaoss Pad, controller MIDI, phaser, fuzz box,effetti interni di svariati tipi e a volte persino un Theremin, che puntualmente distrugge in gran quantità ad ogni concerto (sì, la fortuna dei Muse è anche la fortuna di Hugh Manson...).

Un rapporto stretto con la tecnologia, quasi di amore e odio, ma comunque ben radicato anche in molti dei loro testi, dove spesso si fa riferimento ad un futuro in cui ne verremo sopraffatti (ad esempio in New Born). Evidentemente però è prevalso l'amore per quanto riguarda l'ultima trovata della band inglese, che ha deciso di sfruttare le potenzialità dell'intelligenza artificiale (AI) per creare un videoclip al giorno per promuovere l'ultimo singolo, Dig Down. I videoclip si affiancheranno a quello ufficiale che circola da un po'.

Da tempo un computer sta raccogliendo e analizzando centinaia e centinaia di ore di video, isolando le singole parole di personaggi apparsi nel corso di telegiornali, salotti TV e molto altro ancora, con lo scopo di frammentarli in spezzoni. In automatico poi il sistema assembla gli spezzoni e li sincronizza con la timeline del brano, che di fatto risulta "cantato" da moltissime persone tranne che da Bellamy. Tutti i giorni un nuovo videoclip, che potete trovare sul sito ufficiale dell'iniziativa, ai.muse.mu.

Le voci terze che "cantano" Dig Down non sono volutamente intonate per ricreare la linea vocale originale, ma costituiscono un collage vero e proprio che mette in mostra alcune delle potenzialità dell'intelligenza artificiale, di cui stiamo vedendo solo i primi passi. Risulta comunque notevole pensare che tutto avviene in automatico e un computer analizza, sostituisce, esegue un confronto col testo scritto e incolla nella corretta posizione i singoli spezzoni, con il limite verosimilmente imposto di un video ogni 24 ore: facile pensare che potrebbe farlo ogni minuto. Questo esperimento alimenterà ulteriormente le paure e l'amore-odio per la tecnologia di Matt Bellamy?  Ispirerà altri testi apocalittici come quelli a cui ci ha abituati? Vedremo; intanto godiamoci l'esperimento!

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2 Commenti
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oxidized07 Luglio 2017, 15:52 #1
Una cosa è sicura: non sanno più cosa inventarsi per far soldi
dr-omega07 Luglio 2017, 16:43 #2
I Muse son strani, non li capisco ma li apprezzo perchè ogni volta sorprendono con qualcosa di diverso; ci sono canzoni che adoro tanto sono pazzesche ed altre che odio o peggio mi infastidiscono tanto sono strane.

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