Il link a contenuti protetti da copyright è reato?

Il link a contenuti protetti da copyright è reato?

Warner cita in giudizio un motore di ricerca che cataloga contenuti protetti da copyright, ma il DMCA lo permette

di Andrea Bai pubblicata il , alle 09:52 nel canale Multimedia
 

Warner Bros ha avviato un procedimento legale contro il motore di ricerca SeeqPod accusandolo di offrire un "servizio illegale che permette, facilita ed incoraggia l'infrazione dei diritti di Warner e di altri detentori di materiali coperti da copyright".

SeeqPod è un motore che ricerca e raggruppa materiale coperto da diritto d'autore, mettendo a disposizione degli utenti che lo visitano solamente i link diretti a questi contenuti senza tuttavia ospitare alcunché sui propri server.

Altri servizi come Last-fm e Imeem mettono a disposizione servizi di straming in qualche modo simili, con la differenza che hanno avuto modo di siglare accordi di licenza d'uso con i detentori dei diritti dei contenuti offerti al pubblico. SeeqPod non detiene invece alcun tipo di licenza, ma si appella ad alcune norme del DMCA (Digital Millennium Copyright Act) in materia del cosiddetto "safe harbor", ovvero a quelle pratiche che sono considerate lecite dal DMCA stesso.

In particolare SeeqPod si trincera dietro lo stesso principio che consente ai colossi della ricerca come Google e Yahoo, di non poter essere citati in giudizio ogni volta che un risultato di una query di ricerca restituisca il collegamento diretto a contenuti o informazioni non legali. Grazie a questo principio i motori di ricerca possono semplicemente essere raggiunti da una notifica di rimozione invece che essere citati direttamente in giudizio.

Di contro, tuttavia, SeeqPod non adotta nessun sistema che permetta il filtraggio attivo di materiale protetto da diritto d'autore e secondo Warner non è possibile applicare i principi del "safe harbor" ad una realtà come SeeqPod. Warner ha chiesto un risarcimento faraonico, sia di danni diretti che indiretti, che potrebbe arrivare fino a circa 150 mila dollari per brano.

Fonte: Arstechnica

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19 Commenti
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Redvex28 Gennaio 2008, 10:01 #1
E vabbè allora dovrebbero chiedere i danni a google, youtube, ebay, yahoo ecc ecc.
Nemesis228 Gennaio 2008, 10:08 #2
Ma no... non è che ha chiesto un risarcimento faraonico. Producono film e materiale da intrattenimento per pagarsi le spese processuali con cui poi fanno i veri guadagni.

I soldi sono lì, gli avvocati pure... perchè non provarci. Facessero pagare una cifra esorbitante a queste società per ogni causa inutile e poi vediamo.
camus8528 Gennaio 2008, 10:13 #3
Originariamente inviato da: Redvex
E vabbè allora dovrebbero chiedere i danni a google, youtube, ebay, yahoo ecc ecc.


Data la dichiarazione, sembra proprio tu non abbia letto l'articolo e ti sia fermato al titolo...

C'è chiaramente scritto che ha richiesto il risarcimento in quanto "SeeqPod non adotta nessun sistema che permetta il filtraggio attivo di materiale protetto da diritto d'autore", mentre invece accade nei motori di ricerca (ad esempio Google e Yahoo, nominati giustappunto nell'articolo).

Su YouTube anche in teoria non puoi ospitare materiale protetto da copyright, e credo che se segnali il video, lo cancellino. Su ebay invece concordo, dato che ci sono persone che vendono copie pirata di film (e non solo)...
Crux_MM28 Gennaio 2008, 10:35 #4
Mha..se danno la possibilità di segnalare agli utenti dei link illegali allora non c'è alcuna causa da fare!
Prima su google qualche pornazzo ci scappava, , ora avranno migliiorato qualcosa!
Tecnicamente è giudicato illegale anche un link al sito ita di emule? non credo!

Quanto hai ragione Nemesis2..
Garz28 Gennaio 2008, 10:46 #5
150 000 dollari a brano!!! che hanno fumato??
Quotone Nemesis2, stessa storia dei brevetti.. tutte cause per mangiare soldi.
mastino08228 Gennaio 2008, 11:41 #6
da una parte è giusto quello che fa la WB dall'altra no.infatti si è visto con la ps3 nonostante la pirateria non esista i prezzi per un singolo gioco sono elevatissimi. quindi se le cose non cambiano viva la pirateria!!!oh oh oh
mastino08228 Gennaio 2008, 11:46 #7
qualcuno potrà dire se ritieni che i prezzi siano alti non è detto che tu debba comprarli, questo è vero, ma le case di discografiche-cinematografiche giustificano i loro prezzi imputando la colpa alla pirateria, con la ps3 si è visto che questo non è il vero motivo. quindi giù di download
Kivron28 Gennaio 2008, 12:19 #8
Una massa di sciacalli.
Spero che usino quei soldi in spese mediche.
grifis8728 Gennaio 2008, 14:02 #9
io credo vivamente che se i prezzi di ogni cosa coperta dai diritti si dimezzassero la pirateria avrebbe un grandissimo calo a vantaggi o di tutti!!! è anche assurdo pagare il 20% di iva su ogni cosa! se i prezzi scendessero del 20-25% e l'iva almeno del 10% finalmente si vedrebbero prezzi alla portata di tutti...cosi si vedrebbero giochi a prezzo pieno di massimo 50€...cd musicali a 7€...film a 10€ prezzi secodno me più giusti. Viviamo in un mondo in cui solo i ricchi possono permettersi un film restando nella legalità....
Garz28 Gennaio 2008, 14:22 #10
mah.. personalmente non sono patito di download e di "multimedialità".
posso essere d'accordo sul fatto che i prezzi sono assurdi a causa del mangia mangia di stato e case discografiche (più che altro perchè all'artista non va niente di quello che paghiamo noi). ma il prezzo di mercato è fatto da domanda e offerta e loro cercano di guadagnarci il più possibile.
se l'offerta la fanno loro la domanda la facciamo noi.
se c'è gente è disposta a spendere soldi per l'impianto audio, la tv 40 pollici e via..il ragionamento ovvio è:ci dovranno pure vedere qualcosa con quella tv.
e se sono disposti a spendere per la tv xke non farli spendere anche per i film?
io mi trovo bene col noleggio vicino a casa mia.. poi di tutto quello che si scarica quanta roba si usa??
hd esterni da millemila GB?? per cosa? chi ascolta 500GB di canzoni?
o è solo per fare il figo e dire: ho tutta la discografia di tutti i cantanti?
saranno gusti ma in macchina ho quei 20 cd presi negli anni e tenuti perchè mi piacevano.

senza contare che non sono generi di prima necessità..

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