Garante della privacy: necessaria un'informativa per l'utilizzo di tablet e smartphone

Garante della privacy: necessaria un'informativa per l'utilizzo di tablet e smartphone

La relazione annuale del garante della privacy è l'occasione per fare il punto della situazione ed evidenziare le problematiche attuali

di pubblicata il , alle 09:34 nel canale Multimedia
 

Francesco Pizzetti è il presidente dell'autorità garante della Privacy, nel corso della giornata di ieri, ha presentato la relazione annuale. L'occasione di tale evento permette di andare a evidenziare quali, secondo l'autorità, siano le tematiche da affrontare per garantire la protezione del cittadino e delle sue informazioni personali.

Secondo quanto riportato dal garante è necessaria e fondamentale, per proteggere il cittadino, un'informativa di rischio che consenta di rendere consapevoli gli utenti a cosa si espongono durante l'utilizzo dei dispositivi portatili, tablet e smartphone su tutti.

L'autorità è infatti convinta che i rischi connessi dagli smartphone e alle loro applicazioni siano direttamente legati alle potenzialità degli stessi dispositivi: il fatto che siano costantemente geolocalizzati, unito a tutte le informazioni in essi presenti, rappresentano un potenziale pericolo per i soggetti che non hanno la reale consapevolezza.

In questo caso, secondo Pizzetti, è quindi necessario educare e informare, rendendo più coscienzioso l'utilizzo di tali terminali. Una seconda questione emersa dalla relazione annuale riguarda invece il cloud computing: il mercato offre sempre più servizi di questo tipo, focalizzando l'attenzione sulla diminuzione di costo o sulle possibilità di poter ridurre le risorse necessarie per poter lavorare. Non viene però posta la giusta attenzione alla perdita "fisica" di dati, che vengono infatti delocalizzati e spostati fisicamente dall'infrastruttura dell'utente.

Il garante pensa infatti che: "Le tecnologie cloud consentono di trattare e conservare i dati su sistemi dislocati nelle diverse parti del pianeta e sottoposti, nella loro inevitabile materialità, a molti rischi, da quelli sismici a quelli legati a fenomeni di pirateria, non solo "informatica", o ad atti di terrorismo o a rivoluzioni imprevedibili".

Il discorso non può non affrontare i rischi della rete e legati alla navigazione. In rete, infatti, il problema riguarda soprattutto i giovani con il rischio che un utilizzo frequente della tecnologia, spesso inconsapevole, porti gli utenti a diventare preda di eventuali attacchi. Secondo Pizzetti il rischio è che "ciascuno diventi allo stesso tempo il potenziale controllore e il possibile controllato, il cacciatore e la preda".

L'autorità si dice consapevole dell'importanza della rete e, soprattutto del suo valore democratico: per questo, afferma "non bisogna mettere bavagli" che, per quanto possano rappresentare ragioni di sicurezza, vadano ad attuare un controllo oppressivo e repressivo che può limitare la libertà dei cittadini.

Il garante della Privacy punta anche il dito contro il telemarketing, spesso un fenomeno di "inaccettabile invasione della sfera privata e domestica", per cui l'attuale di sistema di tutela appare decisamente inadeguato. Il registro delle opposizioni, secondo la relazione annuale, infatti, sta manifestando limiti e difetti maggiori di quanto previsto. Questi limiti non riguardano solo il sistema e il suo funzionamento: "ma anche la catena della responsabilità di frote a trattamenti che vedono coinvolti una pluarità di soggetti, dalle imprese interessate ai call center". Ecco allora che il registro delle oppisizioni non verrà esteso al marketing postale, al fine di identificare, prima un metodo più funzionale ed efficiente.

Le tematiche affrontate dal garante della privacy e soprattutto i problemi sollevati, possono sembrare catastrofici, ma non per questo devono rappresentare un freno per il progresso tecnologico. Si tratta di una importante presa di posizione che punta a rendere più coscienzioso l'utilizzo del PC, degli smartphone, dei tablet e soprattutto della rete.

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7 Commenti
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Cappej24 Giugno 2011, 10:03 #1


... mi sembra veramente un po TROPPO catastrofico...

Sicuramente lo Smartphone-Tablet ti costringe ad una connessione costante, quindi più esposto al pericolo Tracciabilita-Phishing-ecc... ma non mi sembra tanto più pericoloso di un netbbokk o netobook o Pc fisso...

Quindi..

L'informativa di rischio non sarebbe ervita anche prima?
oppure non serviva prima esattamente come non serve adesso?...

non so... mi sembra un po allarmista...
Perseverance24 Giugno 2011, 11:28 #2
La gente e soprattutto i ragazzi usano la tecnologia come fosse un giocattolo convinti di poterla dominare appena sanno accendere e spegnere il dispositivo. Mi ricorda una puntata di HomerSimpson quando doveva costruire il barbecue in giardino e tirò via il foglio d'istruzioni.

Attualmente molte persone si comportano allo stesso modo: montano il computer (o scartano il megacellulare) e iniziano ad inciosparci; senza mai più informarsi o porre attenzione a niente.

Non è che voglio mettermi a sparare sentenze ma chi si comporta così nella vita non è una persona tanto sana di mente. Siamo tutti matti?

A distanza di 10 anni ho ritrovato un libretto d'istruzioni di un software per windows 95, è incredibile quanto dal 95 ad oggi chi fà i manuali è passato dallo scrivere "Prosegui" a "Clicca col tasto sinistro del mouse sul pulsante che riporta la scritta AVANTI" !!!

Per me questo è un chiaro segno di infermità mentale della maggiorparte della popolazione. Oggi bisogna [U]scrivere[/U] certe cose che una volta erano più che scontate
citty7524 Giugno 2011, 12:25 #3
O magari semplicemente oggi ci si rivolge ad un'utenza più ampia e si deve partire dal presupposto che non tutti debbano essere dei geek per poter usare un pc.
Meglio un'informazione in più (anche se ridondante) che una in meno, IMO.
Oenimora24 Giugno 2011, 13:58 #4
In effetti è cambiata l'utenza media ed è vero che molti fanno un uso inconsapevole dei mezzi, dallo smartphone ai social network.
Perseverance24 Giugno 2011, 16:04 #5
Originariamente inviato da: citty75
O magari semplicemente oggi ci si rivolge ad un'utenza più ampia e si deve partire dal presupposto che non tutti debbano essere dei geek per poter usare un pc.
Meglio un'informazione in più (anche se ridondante) che una in meno, IMO.


Estendi il tuo ragionamento a tutte le altre cose della vita. Tantovale essere dei vegetali a questo punto, se il cervello deve servire solo da contrappeso al corpo umano!

si deve partire dal presupposto che non tutti debbano essere dei geek per poter usare un pc.

Non chiedo che tutti debbano essere rocco siffredi se vogliono trom**** la propria ragazza!

Non mi ricordo chi lo diceva (una cosa simile): "Il quozioente intellettivo della popolazione umana è una costante. La popolazione è in aumento"


Xò torniamo seri, aldilà delle mie battute se un garante della privacy si preoccupa e si occupa di questa faccenda ad un livello qualche utente sopra ha definito "catastrofico", non è che lo fà a caso, ma significa che c'è una vera necessita. E le battute che faccio non sono tanto fuori luogo.
Maxt7524 Giugno 2011, 16:18 #6
Si potrebbe discutere per ore su questa cosa, ma il succo del discorso è che manca la conoscenza dell'hardware e del software, nelle persone. Le persone comprano e non sanno nulla di nulla. A scuola si continuano a studiare cose inutili per poi restare senza lavoro e non cose che si usano tutti i giorni. Detto questo non credo che i giovani in media abbiano cose sensibili da nascondere. Sinceramente non frega niente a nessuno se mando foto porno alla morosa, e nemmeno i filmati delle vacanze. Mi chiedo dove stia l'interesse nello spiare. Semmai sono sempre i più distratti che si fanno fregare in ogni dove e vengono fregati da anni sui pc di mezzo mondo.
citty7524 Giugno 2011, 16:31 #7
Originariamente inviato da: Perseverance
Estendi il tuo ragionamento a tutte le altre cose della vita. Tantovale essere dei vegetali a questo punto, se il cervello deve servire solo da contrappeso al corpo umano!


In parte hai ragione, in parte no.
Molta dell'ignoranza generale non è dovuta alla mancanza di cervello; spesso è dovuta alla supponenza che regna e che porta molti a pensare che leggere un manuale sia da sfigati..."io so tutto...mica devo leggere un manuale"
Non parliamo poi del fatto che spesso non c'è l'interesse ad informarsi e ad imparare cose nuove...
La gente non è stupida. E' ignorante (che è pure peggio).

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