Francia: nuova stesura della legge su pirateria informatica e DRM

Francia: nuova stesura della legge su pirateria informatica e DRM

Il parlamento francese produce una nuova stesura della proposta di legge relativa a DRM e pirateria informatica. L'obbligo di aprire i sistemi anticopia diventa a discrezione delle etichette

di pubblicata il , alle 13:27 nel canale Multimedia
 

Alla fine del mese di marzo l'Assemblea Nazionale Francese propose una legge in materia di pirateria informatica e DRM. Come molti ricorderanno si trattò di una proposta che sollevò numerose polemiche in quanto uno dei punti fondamentali di tale legge imponeva l'apertura dei sistemi DRM alla concorrenza. In altre parole, l'interoperabilità di tutti i sistemi DRM.

Tuttavia, nel corso dell'esame al Senato, la proposta di legge fu modificata in modo consistente e dette modifiche furono poi approvate verso la metà del mese di maggio. Si trattò di modifiche tali da rendere il nuovo testo profondamente differente negli intenti rispetto alla prima stesura. Si è così resa necessaria una riscrittura della legge, al fine di riconciliare i due testi prodotti dai due rami del Parlamento.

La proposta di legge è così arrivata alla stesura finale e, oltre alle normative in materia DRM, contiene anche una serie di sanzioni relative a reati di pirateria informatica.

La nuova stesura prevede ancora l'obbligo di apertura dei diritti digitali alla concorrenza, ma solo se i detentori dei diritti (quindi le Etichette Discografiche, non i proprietari dei sistemi anticopia) non abbiano espressamente richiesto la chiusura. Come commentato anche dal primo firmatario della nuova legge, Christian Vanneste, si tratta di una posizione lecita: il proprietario dei diritti ha facoltà di limitare l'utilizzo dei propri prodotti.

Come detto precedentemente la nuova proposta include anche le sanzioni per coloro i quali scaricano illegalmente materiale protetto da diritto d'autore. La Francia, in questo caso, si distingue per la linea morbida: una sanzione pecuniaria di lieve entità per chi scarica materiale protetto da copyright solo per uso personale. Verrà invece duramente colpito, come è giusto che sia, chi scarica materiale protetto da diritto d'autore a scopo di lucro e chi incentiva l'utilizzo di sistemi di diffusione e download illegali: in questi casi sono previsti fino a 3 anni di carcere e una multa che può arrivare a 300 mila Euro.

In ogni caso la nuova proposta risulta ancora indigesta per molti, in primis Apple e la Business Software Alliance. Entrambe sono infatti convinte che le Etichette potrebbero far pesare sui costi contrattuali il potere di decidere se aprire o meno i diritti, situazione che si tradurrebbe in uno svantaggio per il consumatore che potrebbe vedere aumentare i costi d'acquisto.

L'aspetto importante, se la legge dovesse venire confermata da entrambi i rami del parlamento (trattandosi, di fatto, di una nuova stesura è nuovamente necessaria l'approvazione di entrambe le camere), è che essa potrebbe fungere da modello di ispirazione per altre realtà Europee, se non addirittura per la Commissione. All'interno dell'Unione Europea, infatti, ci si sta muovendo per parificare DRM ed equo compenso: una recente proposta mira infatti ad annullare (giustamente, aggiungiamo) la tassa sull'equo compenso per tutti quei dispositivi che fanno uso di sistemi DRM, in quanto le modalità di copia sono sancite chiaramente nelle clausole dei diversi diritti digitali.

Fonte: Arstechnica

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39 Commenti
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emmeallaterza26 Giugno 2006, 13:42 #1
[...] una recente proposta mira infatti ad annullare (giustamente, aggiungiamo) la tassa sull'equo compenso per tutti quei dispositivi che fanno uso di sistemi DRM, in quanto le modalità di copia sono sancite chiaramente nelle clausole dei diversi diritti digitali.

Mi sembra sacrosanto!
infofabio26 Giugno 2006, 14:06 #2

Mha!!!

"si distingue per la linea morbida: una sanzione pecuniaria di lieve entità per chi scarica materiale protetto da copyright solo per uso personale."

Bisogna sempre vedere a quanto ammonta....

"Verrà invece duramente colpito, come è giusto che sia, chi scarica materiale protetto da diritto d'autore a scopo di lucro e chi incentiva l'utilizzo di sistemi di diffusione e download illegali: in questi casi sono previsti fino a 3 anni di carcere e una multa che può arrivare a 300 mila Euro."

Questo mi sembra un tantino esagerato, prende tre anni chi violenta e uccide!!! é incredibile che vendere materiale masterizzato possa comunque portare a questo tipo di sanzioni, pecunaria sarebbe apposto ma 3 anni di carcere ma vi prego!!!.


Ma mi chiedo invece di farsi tutti questi problemi leggi qui leggi la rinnovo qui rinnovo qua, perché non abbassano i prezzi?? ok scaricare con itunes una canzone 0,99€ e ancora raggionevole ma se lo voglio originale devo pagare ben 17€ per un cd li mi sembra un pó esagerato.
ronthalas26 Giugno 2006, 14:07 #3
Purtroppo temo che la nostra siae troverà il modo per matenere l'iniquo compenso, in quanto sosterrà che "il possesso di materiale originale protetto da DRM non vieta l'utilizzo dei supporti vergini per altri materiali sprotetti"...
Dias26 Giugno 2006, 14:11 #4

DRM, iTunes, Francia & Major

Speravo che fosse la volta buona ed invece si sono venduti alle majors, mah...

Mi starebbe anche bene se il "proprietario dei diritti" fosse l'autore stesso del contenuto multimediale, ma dal momento che sono sempre le major...
fdA40-9926 Giugno 2006, 14:16 #5
In effetti tre anni di carcere mi sembrano esagerati: qui forse sarebbe meglio distinguere da caso a caso (vendita a scopo di lucro ma ache fine? Finanziamento di altre attività illecite, per caso?).

Io proporrei poi la non perseguibilità nel caso in cui il materiale scaricato non sia pubblicato nel luogo di residenza dell'utente oppure sia attualmente fuori commercio. In secondo eliminerei il diritto dell'editore, tutto a vantaggio dell'autore che puo decidere se far pubblicare il proprio materiale da più editori eleminando la restrizione della formula "tutti i diritti riservati". Vedi poi se non cala il prezzo deille merci. Poi punirei le aziende che restringono la possibilità di fare uso del p2p agli utenti e obbligherei i produttori a garantire la possibilità di realizzare uno o più copie di backup del software o del materiale multimediale se tale backup è solo pèer fini personali.
edited82326 Giugno 2006, 14:18 #6
Originariamente inviato da: ronthalas
Purtroppo temo che la nostra siae troverà il modo per matenere l'iniquo compenso, in quanto sosterrà che "il possesso di materiale originale protetto da DRM non vieta l'utilizzo dei supporti vergini per altri materiali sprotetti"...


Appunto,è un ragionamento del benga. perchè non fanno passar un anno in carcere a chi compra un arma da fuoco? anche quella può esser usata x commetter reati.
edited82326 Giugno 2006, 14:24 #7
La questione va affrontata da entrami i versi: accanirsi contro il p2p mi stà bene se contestualmente si castiga in maniera esemplare la rete d trust che regge l'indestria discografica non che di qualsiasi etichetta sia il prezzo dei cd non cambi.
Basta con l'invocare il "libero mercato" solo quando conviene. ci fosse più concorrenza, quindi ,prezzi ragionevoli la gente comprerebbe materiale originale.
delete_Daniel_Nero_delete26 Giugno 2006, 15:10 #8
Originariamente inviato da: Dias
Mi starebbe anche bene se il "proprietario dei diritti" fosse l'autore stesso del contenuto multimediale, ma dal momento che sono sempre le major...

i proprietari dei diritti sono SEMPRE gli autori. Se poi un'autore decide di cedere i propri diritti patrimoniali ad un editore o ad un produttore in cambio di un compenso, di una percentuale o per beneficenza, sono affari suoi. Inoltre l'autore mi sembra che non possa cedere i diritti morali, per nessuna ragione.
Oltretutto per legge il produttore ha una certa percentuale sugli incassi e sono quasi sicuro che non può superare il 50%.
delete_Daniel_Nero_delete26 Giugno 2006, 15:23 #9
Originariamente inviato da: fdA40-99]In effetti tre anni di carcere mi sembrano esagerati: qui forse sarebbe meglio distinguere da caso a caso (vendita a scopo di lucro ma ache fine? Finanziamento di altre attività
io credo che il carcere non sia una pena adeguata in questo caso.
Una violazione dei diritti d'autore (e nemmeno di tutti i diritti ma solo di qualcuno) dovrebbe essere punito con una multa.
la galera non centra nulla con la natura del reato
[QUOTE=fdA40-99]
Io proporrei poi la non perseguibilità nel caso in cui il materiale scaricato non sia pubblicato nel luogo di residenza dell'utente oppure sia attualmente fuori commercio.

ah, quindi se nel mio paese non vendono la macchina che voglio io sono autorizzato a commissionare un ladro che vada a rubarbi una macchina in italia??

Originariamente inviato da: fdA40-99]
In secondo eliminerei il diritto dell'editore, tutto a vantaggio dell'autore che puo decidere se far pubblicare il proprio materiale da più
tutti i diritti riservati di chi detiene di diritti. se i diritti l'autore ha deciso di non cederli alla casa disografica, tutti i diritti sono suoi.
non c'è nessuno che ti vieta di far pubblicare le tue opere da 1, 2 , 100000 di case editrici. non c'è nessuno che ti obbliga a pubblicare le tue opere tramite una casa discografica: se l'artista ha i soldi per poter finanziare da solo la pubblicità, i mezzi, la promozione, i live, la distribuzione, ecc... si può benissimo produrre da solo.
L'unica cosa che ti obbliga la legge è pagare una certa somma per ogni album che hai intenzione di vendere. in italia è la siae. altra cosa obbligatoria se sei un musicista professionista è iscriverti all' enpals, in italia.

infine tengo a precisare che l'autore con il copyright ci guadagna poco e niente.
il grande dei profitti viene dai live e da ogni apparizione al pubblico. Pubblicità compresa. Il resto sono bazzecole.

[QUOTE=fdA40-99]
Vedi poi se non cala il prezzo deille merci.

gli unici responsabili del costo dei cd sono i furbi della domenica che pensano di truffare le major scaricando a bomba dal p2p e non si rendono conto che così facendo hanno dato loro la scusante per fottere altre soldi anche a quelli come me, che la roba che usa la compra.
Originariamente inviato da: fdA40-99]
Poi punirei le aziende che restringono la possibilità
ti riferisci ai provider?
se si, sono pienamente d'accordo e credo che questa cosa dovrebbe finire in tribunale.
[QUOTE=fdA40-99]
e obbligherei i produttori a garantire la possibilità di realizzare uno o più copie di backup del software o del materiale multimediale se tale backup è solo pèer fini personali.

è già consentito farlo.
la bufala è che se paradossalmente uno decide di mettere delle protezioni, allora fare una legalissima copia per fini personali diventa vietato.
insomma, un bug della legge!
delete_Daniel_Nero_delete26 Giugno 2006, 15:27 #10
Originariamente inviato da: Hum]La questione va affrontata da entrami i versi: accanirsi contro il p2p mi stà

eh?
[QUOTE=Hum]
Basta con l'invocare il "libero mercato" solo quando conviene. ci fosse più concorrenza, quindi ,prezzi ragionevoli la gente comprerebbe materiale originale.

ma dai... la gente non comprerà mai i cd originale, neanche se costassero 5 euro.
a parole sono tutti bravi, ma la realtà è che se uno deve spendere 5 euro per un cd originale e 0€ per un album scaricato da emule, vai tranquillo che lo scaricano.
E' questione di mentalità, non di soldi.
Vai a vedere molti di quei ragazzi che lamentano di prezzi esagerati, e poi guarda come si sputtanano 20€ minimo in una sera a rompersi i coglioni in un pub o a spenderne 50€ a rompersi i coglioni e le orecchie in una discoteca.

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