EMI minaccia l'abbandono di IFPI e RIAA

EMI minaccia l'abbandono di IFPI e RIAA

Una delle quattro etichette principali ha dichiarato di voler sospendere i finanziamenti alle organizzazioni dell'industria discografica

di pubblicata il , alle 16:23 nel canale Multimedia
 

Rivoluzione all'orizzonte per l'industria discografica, con RIAA (Record Industry Association of America) e IFPI (International Federation of Phonographic Industry) che rischiano di perdere il sostegno di EMI che, assieme a Universal, Sony e Warner, rappresenta uno dei quattro pilastri di sostegno di queste organizzazioni.

L'etichetta recentemente acquisita da Terra Firma, infatti, ha dichiarato di voler sospendere i propri finanziamenti a IFPI e RIAA nel caso in cui, entro il prossimo 31 Marzo, tali realtà non saranno in grado di mostrare una nuova rotta che meglio possa collimare con gli interessi di EMI stessa. Non solo: pare che anche le altre etichette musicali abbiano avviato confronti con l'IFPI per individuare uno schema di riorganizzazione che meglio risponda alle esigenze dell'industria discografica.

L'obiettivo è quello di arrivare ad una complessiva riduzione dei costi e ad un miglioramento dei risultati che l'adesione a tali organizzazioni permette di conseguire e tra le opzioni all'orizzonte si paventa anche una eventuale fusione tra IFPI e RIAA.

In realtà è poco verosimile che EMI passi dalle parole ai fatti abbandonando le organizzazioni citate. E' comunque importante notare che sono le stesse etichette a riconoscere che organizzazioni come RIAA e IFPI non rappresentino più, di fatto, gli interessi degli associati.

Difficile prevedere, nel caso la rivoluzione dovesse realmente avvenire, se qualcosa cambierà per il consumatore e se la riduzione dei costi di adesione alle organizzazioni si rifletterà sul prezzo di acquisto della musica.

Fonte: Arstechnica

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15 Commenti
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formatter14 Gennaio 2008, 16:31 #1
mah consorzio inutile
da quando è stato creato non ha portato di fatto a nessun miglioramento.. anzi!!
specialmente contro quella che viene comunemente chiamata "pirateria"
pure amato, forse il più grande distributore di vinile al mondo, ha chiuso i battenti mettendo di fatto in crisi la distribuzione di moltissime etichette, più o meno grandi...
che forse si siano mossi nella direzione sbagliata?
oppure emi pensa che così facendo dia la spinta per assumere comportamenti più "radicali" nella gestione del problema?
sinceramente mi viene da ridere
inoltre devo criticare la copiatura della notizia che avete fatto da arstechnica, in quanto avete tralasciato di riportare che EMI è stata la prima a "mollare" il DRM da itunes/amazon di fatto forse l'unica cosa contro la pirateria che RIIA sia riuscita a fare sin dalla sua esistenza..
clovis14 Gennaio 2008, 17:09 #2
quote:
-...se qualcosa cambierà per il consumatore e se la riduzione dei costi di adesione alle organizzazioni si rifletterà sul prezzo di acquisto della musica.-
Leggetevi gli obiettivi entro il 2012 della Terra Firma
http://www.rockol.it/news-90910/Il-Times-rivela--'Terra-Firma-via-dalla-EMI-tra-cinque-anni'
da qualche parte, qualcuno (leggi "consumatori", dovrà pur tirarli fuori sti soldi;dubito in un qualche calo dei prezzi, sia dei CD che dei titoli online (_soprattutto_ di questi ultimi, in cui i margini di guadagno sono esageratamente maggiori).
E poi meglio così: queste decisioni spingono la RIAA et sim. a capitalizzare fondendosi in nuove associazioni.Dopo la MAFIAA™ (la MAAAFIAAAA?!!!? oh ragazzi!!!) sono curioso di vedere come chiameranno la joint con l'IFPI...
CAMORRA™ ...? 'NDRANGHETA™...? o HOLY CROWN UNITED™...?
^_^
monsterman14 Gennaio 2008, 17:13 #3
che si muovano a fare qualcosa che la gente è stufa di pagare pagare e soltanto pagare altrimenti si ritroveranno sempre più pirateria purtroppo
Marci14 Gennaio 2008, 17:58 #4
in USA i cd costano circa 10-15$, un prezzo accettabilissimo; il problema vero è lì'Italia
PeK14 Gennaio 2008, 18:12 #5
boh, io ascolto musica dalla radio. sbatte una cippa di mp3 e simili, tanto i (molti) dischi che ho comprato li ho ascoltati un paio di volte e morta lì.
Manwë14 Gennaio 2008, 22:28 #6
iniziano a capire che siamo noi a commandare e non loro con i loro avvocati e le denuncie alle nonnine che scaricano un mp3
Star trek14 Gennaio 2008, 22:52 #7
Originariamente inviato da: Marci
in USA i cd costano circa 10-15$, un prezzo accettabilissimo; il problema vero è lì'Italia


Ma in America non hanno la SIAE che fiata sul collo di chiunque....
NickOne14 Gennaio 2008, 23:20 #8
Un passo in avanti certo ma non sperate che questi rinuncino ai guadagni facili che hanno sempre fatto in passato.
Una rivoluzione prevede grandi cambiamenti e questi qui non sono certo quelli che possono sopportarli.
Quando in futuro la distribuzione così come la conosciamo non esisterà più e sarà curata direttamente dagli artisti,
le "case di produzione", loro saranno ancora li, attaccate ad un sistema che le ha rese ricche ma che ormai è ad un passo dal fallimento,
Forse si daranno una calmata e la smetteranno di chiedere giustizia a suon di denunce su leggi fatte apposta.
Fino ad allora da questi qui aspettatevene ancora.

...come dimenticarlo fa pure rima!

^__^
Star trek15 Gennaio 2008, 00:15 #9
Originariamente inviato da: NickOne
Un passo in avanti certo ma non sperate che questi rinuncino ai guadagni facili che hanno sempre fatto in passato.
Una rivoluzione prevede grandi cambiamenti e questi qui non sono certo quelli che possono sopportarli.
Quando in futuro la distribuzione così come la conosciamo non esisterà più e sarà curata direttamente dagli artisti,
le "case di produzione", loro saranno ancora li, attaccate ad un sistema che le ha rese ricche ma che ormai è ad un passo dal fallimento,
Forse si daranno una calmata e la smetteranno di chiedere giustizia a suon di denunce su leggi fatte apposta.
Fino ad allora da questi qui aspettatevene ancora.

...come dimenticarlo fa pure rima!

^__^


Non credo che i prezzi siano alti per il guadagno degli artisti o case discografiche.
pingalep15 Gennaio 2008, 09:52 #10

via amazon e la baia!

la soluzione per pagare i cd un prezzo decente: guardarsi in giro su internet, restando in europa. e non prendere roba recentissima, ma di un anno o due. allora stati sui 5-7 euro spediti a casa o anche meno!

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