Apple e le etichette, nessuna collusione per affossare lo streaming musicale gratuito

Apple e le etichette, nessuna collusione per affossare lo streaming musicale gratuito

L'indagine della Commissione Europea non ha trovato alcuna prova che possa confermare manovre nell'ombra tra Apple e le etichette discografiche per affossare i servizi di streaming musicale gratuito

di Andrea Bai pubblicata il , alle 16:01 nel canale Multimedia
Apple
 

La Commissione Europea non ha trovato alcuna prova che Apple e le principali etichette musicali abbiano colluso allo scopo di affossare i servizi di streaming musicale gratuito. L'indagine della Commissione, lo ricordiamo, è stata avviata nella scorsa primavera, ancor prima che Apple presentasse il nuovo servizio musicale Apple Music.

L'indagine non ha messo in luce alcuna attività illegale, ma la Commissione continuerà ovviamente a monitorare il mercato. Le autorità europee hanno inoltre chiesto a Spotify e ad altri servizi di streaming musicale alcune informazioni legate all'App Store di Apple. Lo scopo è quello di individuare se da parte di Apple vi siano state particolari restrizioni imposte sulle app offerte da terzi.

Anche la Federal Trade Commission negli Stati Uniti sta portando avanti un'indagine simile, per verificare che il trattamento di Apple nei confronti di app concorrenti per lo streaming musicale non sia in violazione delle leggi antitrust.

Gli executive delle etichette hanno accusato Spotify di aver spronato la Commissione Europea ad indagare su mercato, sebbene in realtà siano stati gli stessi executive ad attirare l'attenzione verso il problema criticando pubblicamente il modello di streaming gratuito.

Spotify del resto si trova ormai da diverso tempo a dover sostenere forti pressioni proprio da parte delle major che vorrebbero veder terminare, o almeno pesantemente disincentivare il modello di streaming gratuito. Per un approfondimento sui meccanismi che regolano i rapporti tra le etichette e i servizi di streaming, rimandiamo all'articolo Sony Music e Spotify: un contratto svela gli altarini dello streaming musicale

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5 Commenti
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madnesshank10 Agosto 2015, 16:47 #1
Non dovrebbe essere nemmeno permessa, la commercializzazione di musica in questa maniera. La musica registrata, distribuita via web o in qualsiasi altra maniera dovrebbe essere gratis, e questi "artisti" delle mie palline, se vogliono guadagnare, alzano il culo dal letto e vanno a cantare dal vivo, fino alle tre di notte, pure se hanno la laringite. Troppo comodo fare la canzonetta cinque minuti al computer e pretendere di campare con iTunes e puttanate varie. Lavorare è un'altra cosa, non significa sedersi sopra un diritto d'autore e vivere di rendita mentre si dorme. Questi cialtroni parassiti dovrebbero alzarsi alle sei del mattino come faccio io. Grooveshark a vita, non una lira a queste sanguisughe.
FirePrince10 Agosto 2015, 16:57 #2
Il fatto che un prodotto non sia tangibile non vuol dire che non esista; se la vita del cantante e' cosi' facile invece di alzarti alle sei ogni mattina mettiti anche tu 'cinque minuti' a fare una canzonetta e campa di quello.
bio.hazard10 Agosto 2015, 17:01 #3
Originariamente inviato da: madnesshank
Questi cialtroni parassiti dovrebbero alzarsi alle sei del mattino come faccio io.


io mi alzo alle cinque e mezzo del mattino, ma tutto questo livore nei confronti del lavoro altrui non ce l'ho mai avuto.
bobafetthotmail10 Agosto 2015, 20:59 #4
Originariamente inviato da: madnesshank
Lavorare è un'altra cosa, non significa sedersi sopra un diritto d'autore e vivere di rendita mentre si dorme.
Bisogna distinguere le case discografiche (sanguisughe) dagli artisti (che se hanno culo fanno 3 hit e poi spariscono).

E comunque, prova tu a scriverla una hit decente in 5 minuti al PC. Gli artisti veri lavorano, altrochè.
polli07911 Agosto 2015, 13:33 #5
Originariamente inviato da: bobafetthotmail
Bisogna distinguere le case discografiche (sanguisughe) dagli artisti (che se hanno culo fanno 3 hit e poi spariscono).

E comunque, prova tu a scriverla una hit decente in 5 minuti al PC. Gli artisti veri lavorano, altrochè.


Non è facile anzi, è veramente dura, ma dubito che la maggior parte degli "artisti" che dominano il mercato siano anche cantautori, ad esempio non penso che Britney Spears abbia mai scritto una sua canzone.
La realtà è che i big attuali hanno dietro uno staff che fa tutto, canzone, video, marketing e probabilmente, pure vestirli, loro ci mettono solo la presenza.
Naturalmete questo non può giustificare la rischiesta che la loro musica debba essere gratis, ma non penso che ormai si possa più parlare di grandi artisti con queste persone, che sono poi quelle che fanno i solid.

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