60 milioni di abbonati è il nuovo traguardo tagliato da Spotify

60 milioni di abbonati è il nuovo traguardo tagliato da Spotify

10 milioni di utenti paganti in meno di cinque mesi, e una base complessiva di 140 milioni di utenti: un bel biglietto da visita per una società che si prepara ad entrare in borsa mediante accesso diretto

di Andrea Bai pubblicata il , alle 17:41 nel canale Multimedia
Spotify
 

Si prepara per il debutto in borsa e intanto taglia un altro record: parliamo di Spotify che ha appena superato il traguardo dei 60 milioni di abbonati paganti. Una tappa raggiunta a quasi cinque mesi da quando la società aveva annunciato di aver superato i 50 milioni di utenti nel corso del mese di marzo. E in meno di un anno Spotify è riuscita a raccogliere 20 milioni di abbonati paganti.

Se a questa base di utenti si aggiunge anche quella che fruisce gratuitamente del servizio, trovando sopportabili le inserzioni pubblicitarie, Spotify può vantare un bacino di pubblico di 140 milioni di persone. Un confronto con Apple Music può essere utile per dare un quadro d'insieme: il servizio a pagamento di Apple conta infatti 27 milioni di utenti, come la stessa Mela ha rivelato nel corso della WWDC di giugno.

Il traguardo raggiunto da Spotify dimostra una capacità di sostenere e anzi accelerare un tasso di crescita importante, nonostante una diretta competizione da parte di una delle società più potenti e agguerrite del pianeta, a dimostrazione della validità della propria offerta e della robustezza della community. Il piano ad abbonamento di Spotify ha un costo di 9,99 dollari al mese e nel 2016 la società ha registrato un fatturato di 3,3 miliardi di dollari.

Dicevamo del debutto in borsa: la società sta pianificando una mossa abbastanza inusuale per la quotazione tramite accesso diretto, senza le tradizionali modalità di IPO. Ciò significa che saranno gli insider della società -e non la società stessa- a vendere direttamente sul mercato le quote, permettendo una procedura molto più snella senza la necessità di dover assoldare un sottoscrittore. Secondo le informazioni disponibili Spotify dovrebbe poter approdare in borsa nel corso del 2018, sebbene attualmente non sia possibile definire una finestra temporale più precisa.

Tramite l'accesso diretto Spotify potrebbe raccogliere fondi inferiori rispetto a quanto normalmente possibile con un'IPO, anche se la società potrebbe comunque decidere di proporre un'offerta secondaria in un momento successivo. L'accesso diretto consentrà però agli insider di evitare il periodo di "lock-up" che segue un'IPO, ovvero quel periodo in cui gli stessi insider non possono vendere le azioni della società in loro possesso.

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