Un accordo commerciale sempre in bilico tra USA e Cina: bisognerà aspettare l'inizio del 2020?

Un accordo commerciale sempre in bilico tra USA e Cina: bisognerà aspettare l'inizio del 2020?

Sembra essere ancora lontano un punto d'incontro tra governi USA e cinese per la definizione della prima fase di un accordo che regolamenti il commercio di beni e tecnologie tra le due nazioni

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Mercato
 

Si dovrà con buona probabilità attendere il prossimo anno prima che la cosiddetta "fase uno" dell'accordo di scambio e commercio tra Stati Uniti e Cina possa venir firmata tra le due aziende. Reuters segnala come nel corso delle ultime settimane le discussioni tra le due nazioni non siano procedute in modo così spedito come inizialmente previsto.

Lo scorso 11 ottobre Donald Trump e il segretario al tesoro Steven Mnuchin avevano indicato un periodo di 5 settimane come richiesto per poter finalizzare un accordo. Quel lasso di tempo è trascorso senza che un accordo sia stato reso pubblico; dietro le quinte sono emerse tutte le tensioni di una operazione di questa portata.

Le principali difficoltà sono legate alla volontà di inserire nell'accordo non solo tutto quello che è legato ai dazi doganali tra le due nazioni per merci che si spostino da una all'altra, ma anche regolamentare il tema della proprietà intelletturale e delle tecnologie che siano oggetto di trasferimento da una nazione all'altra.

C'è una nuova data in calendario che si avvicina, quella del 15 dicembre. In mancanza di un accordo scatteranno dazi e tariffe per su prodotti cinesi venduti in Nord America, tra i quali numerosi venduti nel corso della stagione natalizia: il controvalore di mercato di questi beni è stimato essere in ben 156 miliardi di dollari USA. Questa prospettiva ha già avuto le prime ripercussioni con la borsa di New York che ha subito girato al ribasso sulle voci di un mancato accordo prima del 15 dicembre.

C'è margine per trovare un accordo prima di questa data, evitando di rimandare il tutto all'inizio del 2020, ma il cammino è tutt'altro che agevole. Si corre per giunta il rischio, sulla carta tutt'altro che ipotetico, che il presidente Trump possa porre veto all'interna operazione poco prima della sua firma: è uno dei poteri che a lui spettano in qualità di presidente USA.

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