TSMC: il CEO di Intel non ha abbastanza tempo per riportarla al vertice produttivo

TSMC: il CEO di Intel non ha abbastanza tempo per riportarla al vertice produttivo

Secondo Morris Chang, fondatore ed ex CEO di TSMC, l'amministratore delegato di Intel Pat Gelsinger non riuscirà a riportare Intel ai vertici della produzione entro la fine del suo mandato che dovrebbe scadere al 65esimo anno d'età.

di pubblicata il , alle 13:41 nel canale Mercato
IntelTSMC
 

Da quando Pat Gelsinger ha annunciato l'ingresso di Intel nella produzione per conto terzi, i rapporti con la taiwanese TSMC sono di amore e odio. Da una parte Intel è un cliente di TSMC, e lo sarà anche negli anni a venire con molteplici prodotti, dall'altra vuole diventarne un serio concorrente e non lesina saltuarie frecciate.

Gelsinger, la scorsa settimana, ha posto l'accento sulla situazione geopolitica di Taiwan, con la Cina che da tempo mira ad annettere quella che ritiene sia una sua provincia. Il fatto che gran parte della produzione mondiale dipenda dalla taiwanese TSMC (53% secondo Statita) è un motivo per il CEO di Intel di proporsi come alternativa, grazie a fabbriche dislocate negli Stati Uniti, in Europa e Israele.

"Taiwan non è un posto stabile", ha affermato Gelsinger durante il Fortune Brainstorm Tech. "Pechino ha inviato 27 caccia nella zona di identificazione di difesa aerea questa settimana. Questo vi fa sentire più o meno a vostro agio?", ha dichiarato. Il messaggio del CEO di Intel non è diretto solo a potenziali clienti ma anche ai governi, in primis quello statunitense.

Il massimo dirigente chiede a Joe Biden di spingere sull'approvazione del CHIPS Act, un provvedimento che include 52 miliardi di dollari destinati all'industria della produzione di chip. Gelsinger ritiene che quei soldi debbano andare alle aziende americane come Micron, Texas Instruments e Intel perché in questo modo le proprietà intellettuali rimarrebbero sotto il controllo USA.

Insomma, se da una parte agevolare la costruzione di impianti produttivi di TSMC e Samsung negli Stati Uniti potrebbe mitigare il rischio geopolitico, dall'altra investire sulle aziende locali darebbe maggiori ritorni in termini complessivi. "Volete mantenere le proprietà intellettuali, la ricerca e sviluppo e il flusso di tassazione associato o volete che tutto questo finisca in Asia?".

Secondo Gelsinger le aziende di semiconduttori di Cina, Taiwan e Corea del Sud hanno ricevuto importanti aiuti dai rispettivi governi, il che ha reso più difficile competere per le aziende americane come Intel. "Come si fa a competere con un sussidio dal 30 al 40%? Ciò significa che non siamo in competizione con TSMC o Samsung, ma con Taiwan e la Corea. I sussidi in Cina sono ancora più rilevanti".

A rispondere alle parole del CEO di Intel è nientemeno che Morris Chang, fondatore ed ex CEO di TSMC, il quale ritiene che il piano di Gelsinger di riportare Intel alla leadership nel settore produttivo produzione fallirà per mancanza di tempo. Stando a quanto dichiarato da Chang, in casa Intel c'è una regola per cui i dirigenti devono ritirarsi all'età di 65 anni, e Gelsinger ne ha già 60.

Per questo motivo Chang dice di comprendere il senso di urgenza che traspare delle parole di Gelsinger, il quale starebbe cercando di ottenere il maggior numero possibile di sussidi dal governo USA al fine di riportare Intel al vertice entro la fine del suo mandato. Vi è da dire però che nulla vieta al consiglio di amministrazione di Intel di prorogare la carica di Gelsinger qualora ne ritenesse imprescindibile la competenza e l'operato.

"Sarebbe molto negativo per gli Stati Uniti sovvenzionare solo aziende americane", ha aggiunto il presidente di TSMC Mark Liu. "A differenza di Intel, TSMC è molto positiva riguardo l'espansione della capacità dei produttori di chip non statunitensi in America. È una grande cosa. Questo dimostra che la nostra decisione di due anni fa [di costruire una nuova fabbrica in Arizona] è corretta".

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16 Commenti
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CrapaDiLegno09 Dicembre 2021, 14:20 #1
Già, chissà se arriva prima Gelsinger alla pensione o la Cina a Taiwan...
Forse il sig. Chang non crede che la Cina nei prossimi 5 anni possa annettersi Tawian... ma se o facesse, a parte i casini inevitabili con ripercussioni mondiali per anni e anni a venire, chi sarebbe a quel punto il baluardo della produzione per i dispositivi occidentali al mondo?
Ah, sì, ecco, con o senza Gelsinger è e rimarrà Intel, quindi a spingere forte non è la paura di non farcela prima di ritirarsi, ma di farlo PRIMA che la Cina scombussoli il mondo.
nickname8809 Dicembre 2021, 14:33 #2
Originariamente inviato da: CrapaDiLegno
Già, chissà se arriva prima Gelsinger alla pensione o la Cina a Taiwan...
Forse il sig. Chang non crede che la Cina nei prossimi 5 anni possa annettersi Tawian... ma se o facesse, a parte i casini inevitabili con ripercussioni mondiali per anni e anni a venire, chi sarebbe a quel punto il baluardo della produzione per i dispositivi occidentali al mondo?
Ah, sì, ecco, con o senza Gelsinger è e rimarrà Intel, quindi a spingere forte non è la paura di non farcela prima di ritirarsi, ma di farlo PRIMA che la Cina scombussoli il mondo.

Ma non esageriamo, il tempo per rendere i prodotti USA ed EU totalmente indipendenti dalla Cina ci sarebbe in caso di max finanziamento da parte degli stati.
coschizza09 Dicembre 2021, 14:56 #3
Originariamente inviato da: nickname88
Ma non esageriamo, il tempo per rendere i prodotti USA ed EU totalmente indipendenti dalla Cina ci sarebbe in caso di max finanziamento da parte degli stati.


si ma con almeno 10 anni a disposizione e un budget infinito quindi non nel mondo reale
WarSide09 Dicembre 2021, 15:01 #4
Intanto l'europa dorme sonni tranquilli, sarà che ormai buona parte è già in mano ai cinesi, quindi certe questioni neanche le affrontano.
coschizza09 Dicembre 2021, 15:03 #5
Originariamente inviato da: WarSide
Intanto l'europa dorme sonni tranquilli, sarà che ormai buona parte è già in mano ai cinesi, quindi certe questioni neanche le affrontano.


in eurapa hanno gia deciso di investire in questo campo con il target di raddoppiare la produzione entro il 2030
WarSide09 Dicembre 2021, 15:08 #6
Originariamente inviato da: coschizza
in eurapa hanno gia deciso di investire in questo campo con il target di raddoppiare la produzione entro il 2030


Altro che raddoppio ci vorrebbe per far risorgere l'europa. Inoltre, come dice il caro Pat, si dovrebbero dare soldi ad aziende locali (europee nel ns caso).
Dare miliardi a TSMC o Intel per fargli aprire qui una fabbrichetta è un palliativo...
coschizza09 Dicembre 2021, 15:10 #7
Originariamente inviato da: WarSide
Altro che raddoppio ci vorrebbe per far risorgere l'europa. Inoltre, come dice il caro Pat, si dovrebbero dare soldi ad aziende locali (europee nel ns caso).
Dare miliardi a TSMC o Intel per fargli aprire qui una fabbrichetta è un palliativo...


ma che senso ha dare soldi ad aziende locali se non sono in grado di competere? alla fine li butti via e non ottieni nessun vantaggio ma una spesa colossale
WarSide09 Dicembre 2021, 15:17 #8
Originariamente inviato da: coschizza
ma che senso ha dare soldi ad aziende locali se non sono in grado di competere? alla fine li butti via e non ottieni nessun vantaggio ma una spesa colossale


Bisogna costruire Know-how locale e fare investimenti a lungo termine come una unica dannata nazione a livello europeo. Abbiamo STMicro, NXP, Infineon ed altre realtà, quindi non siamo al paleolitico.

E' una questione strategica e penso lo sia sia capito che con uno shortage dei chip si pianta tutta la produzione o schizzano i prezzi. Non butti mai via soldi se fai derisking, si tratta di pensare a lungo termine, cosa che in italia non esiste e se ne vedono i risultati.
Therinai09 Dicembre 2021, 17:08 #9
Originariamente inviato da: WarSide
Bisogna costruire Know-how locale e fare investimenti a lungo termine come una unica dannata nazione a livello europeo. Abbiamo STMicro, NXP, Infineon ed altre realtà, quindi non siamo al paleolitico.

E' una questione strategica e penso lo sia sia capito che con uno shortage dei chip si pianta tutta la produzione o schizzano i prezzi. Non butti mai via soldi se fai derisking, si tratta di pensare a lungo termine, cosa che in italia non esiste e se ne vedono i risultati.


Know how a parte, se non sbaglio, in EU c'è un limite legale, gli Stati membri non possono sovvenzionare i privati per regole sulla concorrenza o qualcosa del genere.
Prendere come esempio alitalia, l'italia è stata condannata per gli aiuti ad cazzum elargiti alla compagnia.
Da quanto ho capito i cinesi, koreany, taiwanesi invece ci campano proprio su questa storia degli aiuti, per questo il capo di intel piagnucola di non poter competere con taiwan o korea.
supertigrotto09 Dicembre 2021, 17:26 #10
Basterebbe rendere le aziende di semiconduttori partecipate statali o meglio,partecipate europee,se risultasse che l'azienda di semiconduttori è praticamente "statale",i soldi a pioggia non mancherebbero.
Diverso invece il caso di Airbus,gli americani ci hanno punito perché gli Stati hanno sovvenzionato Airbus che è una multinazionale privata.

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