La Commissione europea vuole vederci chiaro: aperta indagine sull'operazione NVIDIA-arm
La Commissione europea ha avviato un'indagine approfondita sulla proposta di acquisizione di Arm da parte di NVIDIA. Questo sviluppo era nell'aria da tempo e segue le difficoltà che NVIDIA sta avendo a far approvare l'operazione nel Regno Unito.
di Manolo De Agostini pubblicata il 28 Ottobre 2021, alle 06:21 nel canale MercatoNVIDIAARM
La Commissione europea ha aperto un'indagine approfondita sulla proposta di acquisizione di Arm da parte di NVIDIA, atto che risale a oltre un anno fa. Questo sviluppo giunge dopo un primo scrutinio e fa seguito alle preoccupazioni della Commissione sulla creazione di un'azienda più grande che avrebbe non solo "la capacità e l'incentivo a limitare l'accesso dei rivali di NVIDIA alla tecnologia di Arm", ma la cui azione potrebbe portare a "prezzi più elevati, a una scelta inferiore e a una riduzione dell'innovazione nel settore dei semiconduttori".
Mentre il Regno Unito indaga su possibili pericoli per la sicurezza nazionale, dato che Arm è britannica (sebbene la proprietaria sia la giapponese Softbank), Margrethe Vestager, Commissario europeo per la concorrenza, spiega che sebbene Arm e NVIDIA non siano in diretta concorrenza, "la proprietà intellettuale di Arm rappresenta un input importante per i prodotti in concorrenza con quelli di NVIDIA, ad esempio nei datacenter, nel settore automobilistico e nell'Internet of Things". Arm è un progettista, realizza delle architetture e le concede su licenza ad aziende interessate a usarle "così come sono" oppure a modificarle; tra i clienti troviamo Apple, Google, Amazon e all'incirca altre 1500 aziende nel mondo.

"La nostra analisi", aggiunge la Vestager, "mostra che l'acquisizione di Arm da parte di NVIDIA potrebbe portare a un accesso limitato o degradato alla proprietà intellettuale di Arm, con effetti distorsivi in molti mercati in cui vengono usati i semiconduttori. La nostra indagine mira a garantire che le aziende attive in Europa continuino ad avere un accesso concreto alla tecnologia necessaria per produrre semiconduttori all'avanguardia a prezzi competitivi".
La paura di gran parte dei player del mercato che realizzano chip su base Arm è che NVIDIA, una volta padrona delle tecnologie e soprattutto del modello di business di Arm, se ne avvantaggi facendo saltare il ruolo "neutrale" che Arm ha nell'industria dei semiconduttori. NVIDIA ha sempre rigettato questa ipotesi, impegnandosi a mantenere il ruolo di Arm e il modello delle licenze. La stessa realtà britannica ha parlato di un'acquisizione benefica per l'industria.
Nel comunicato diffuso dalla Commissione si legge che "l'entità risultante […] avrebbe anche l'incentivo economico a intraprendere tali strategie di preclusione che potrebbero ridurre la concorrenza nel mercato" in settori come le CPU per server, le SmartNIC, i chip per l'assistenza alla guida (ADAS) e l'infotainment, quelli per l'IoT, le console da gioco e i PC.
L'indagine serve proprio a fugare i dubbi esposti, ma anche aspetti di cui solitamente si parla poco ma che sono decisamente importanti. Mettetevi nei panni di un licenziatario di Arm che deve competere con NVIDIA, potrebbe essere quantomeno riluttante a condividere informazioni commercialmente sensibili con l'azienda, temendo una fuga di informazioni verso la rivale. Anche in questo caso sia Arm che NVIDIA hanno promesso dei veri e propri "firewall" per evitare il ricircolo di dati sensibili, ma evidentemente le misure proposte alla Commissione sono apparse insufficienti.
La Commissione teme poi che si possa verificare una rifocalizzazione della spesa in ricerca e sviluppo di Arm su prodotti maggiormente profittevoli per NVIDIA, a danno dei player che sfruttano alcune tecnologie Arm in determinate aree.
"L'operazione proposta è stata notificata alla Commissione l'8 settembre 2021. Il 6 ottobre 2021 NVIDIA ha presentato impegni per affrontare alcune delle preoccupazioni preliminari della Commissione. Tuttavia, la Commissione ha ritenuto tali impegni insufficienti per dissipare chiaramente i suoi seri dubbi sull'effetto dell'operazione. La Commissione, pertanto, non li ha analizzati con i partecipanti al mercato". La Commissione ha ora 90 giorni lavorativi di tempo, fino al 15 marzo 2022, per prendere una decisione.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLe grandi operazioni di fusione e acquisizione con profilo globale sono soggette all'approvazione degli enti per la concorrenza (USA, UE, CINA, ecc.). Non è importante che NVIDIA sia statunitense o che il Regno Unito (ARM) sia fuori dall'UE.
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