L'impatto della pandemia sulla scuola: dalla DAD alla 'didattica digitale integrata'

L'impatto della pandemia sulla scuola: dalla DAD alla 'didattica digitale integrata'

La pandemia ha cambiato il volto della scuola. La DAD (didattica a distanza) ha cercato di sopperire all'impossibilità di frequentare gli istituti con alterni risultati, ma emerge una certezza: il futuro è integrare l'insegnamento in presenza con quello a distanza, usando strumenti digitali innovativi. Ne abbiamo parlato con il preside Tagliaferri del Liceo Piero della Francesca.

di pubblicata il , alle 11:21 nel canale Mercato
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La pandemia ha messo tutti a dura prova, ma se c'è una categoria che ha sofferto di più e di cui si parla ancora poco sono i giovani. Oltre a subire forti limitazioni nell'ambito della socialità, molti ragazzi hanno perso quel fondamentale e formativo rapporto in presenza con i compagni e gli insegnanti: la scuola è, per molte ragioni, una palestra di vita e non frequentarla ha arrecato un danno alle nuove generazioni.

L'esigenza di mantenere il distanziamento sociale ha portato a scoprire la DAD, ovvero la didattica a distanza, una novità che non può essere derubricata come un ripiego temporaneo dettato dalla necessità, ma che invece deve diventare una forma complementare all'insegnamento in presenza, qualcosa che deve e può essere "messo a sistema", dove e quando serve.

In certo senso, senza scadere nell'assurdo, le difficoltà create dalla pandemia possono aver dato alla scuola italiana quella sveglia necessaria per ammodernarsi e dotarsi di migliori infrastrutture tecnologiche e anche di quelle nuove competenze che segnano il nostro tempo, sempre più votato al digitale.

Da anni si parlava di scuole scollegate da Internet, computer vetusti, insegnanti che non sapevano usarli (e anche qualche studente…), quindi l'arrivo della pandemia e la necessità di passare alla DAD ha incentivato una rivoluzione che sarebbe già dovuta iniziare qualche anno fa. Al Liceo Piero della Francesca di Arezzo, in Toscana, hanno colto l'occasione di sfruttare le risorse emergenziali per ammodernare l'apparato tecnologico dell'istituto e rivedere, nel profondo, il metodo di insegnamento.

Nel video potete ascoltare le parole di uno studente, di un genitore e del preside Luciano Tagliaferri, con il quale abbiamo approfondito come ha vissuto e affrontato in prima linea le nuove difficoltà create dalla pandemia in questi lunghi 12 mesi.

"Mi sono rimboccato le maniche. È il mio modo di fare, d'altronde quando stai per affogare devi imparare a nuotare benissimo e subito, l'alternativa è morire. In una prima fase, sin dalle primissime ore, ci siamo scontrati con la contingenza e siamo partiti dalle tecnologie a nostra disposizione, ovvero dal registro elettronico, cercando di capire se c'era la possibilità di attivare una serie di servizi di didattica".

Presto è emersa l'esigenza di trovare una piattaforma per ospitare le videolezioni. Le scuole sono state lasciate totalmente da sole a questo riguardo, e quindi hanno agito come meglio hanno potuto, in autonomia, seguendo strade differenti: c'è chi ha optato per i servizi Google, chi per Zoom e chi per altre soluzioni, come il Liceo Piero della Francesca di Arezzo.

"Anche per un discorso di privacy e sicurezza, non abbiamo scelto una tra le piattaforme gratuite più diffuse ma, prendendoci anche qualche giorno in più, abbiamo optato per la piattaforma professionale Cisco WebEx Meetings", ha spiegato Tagliaferri, il quale è stato il primo utente della piattaforma, come un capitano che deve stabilire la rotta di una nave.

"L'unico modo per far partire il tutto era che imparassi io stesso a usare la piattaforma e ne diventassi l'amministratore. Mi sono messo in gioco e nel giro di pochi giorni siamo riusciti a mettere in piedi il tutto. Lo Stato non ha messo le scuole in condizioni di fare niente, zero. Ritengo che avrebbe dovuto darci indicazioni, strumenti, risorse e supporto tecnico per attivare le piattaforme, invece le scuole si sono mosse a ranghi sciolti. Ci sono casi in cui all'interno della stessa scuola ogni insegnante decideva quale piattaforma utilizzare. Una cosa folle".


Il dirigente scolastico Luciano Tagliaferri

Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, il preside Tagliaferri è riuscito a trovare una formula vincente. Prima del COVID, la DAD equivaleva a "usare il registro elettronico", ma l'esigenza ha portato a creare un sistema di strumenti interconnesso - la piattaforma per le videolezioni, moodle, il registro elettrico e il quaderno dello studente - che "già alla fine di marzo era a pieno regime". E tutto questo non solo come supporto a professori e studenti, ma anche per le comunicazioni interne ed esterne all'Istituto, tanto che Tagliaferri auspica che anche in futuro i consigli di classe e altri incontri collegiali si svolgano solo online.

La parola d'ordine è "didattica digitale integrata", un giusto mix tra la didattica in presenza e l'online, con la prima a rappresentare un monte ore predominante. "La didattica a distanza totale, come molti hanno sperimentato in questo anno, rappresenta un grosso danno per i ragazzi che non si può recuperare. La scuola è una comunità educante, non è un luogo di mero scambio delle informazioni", sottolinea il dirigente rimarcando il ruolo fondamentale dell'incontro tra le mura scolastiche nella maturazione personale e sociale degli studenti ("devono soffrire la paura di un'interrogazione in presenza" è l'esempio più calzante fatto dal preside, e non possiamo che concordare avendo provato anche noi quella "sana paura formativa").

"Una serie di attività, come quelle di recupero, consolidamento e potenziamento, deve prevedere anche lezioni e interventi a distanza, sia in diretta o in streaming. Ad esempio, stiamo preparando un portale con pillole riassuntive di svariate materie. Il futuro, e non ci saremmo mai arrivati senza questa pandemia, è la didattica digitale integrata parallela a quella in presenza".

Professori e studenti si sono quindi dovuti adeguare della "nuova realtà" e sorprendentemente, almeno al Liceo Piero della Francesca, gli insegnanti hanno mostrato un'insolita duttilità nell'usare i nuovi strumenti online ("penso sia stato un miracolo" ha commentato ironicamente Tagliaferri), anche grazie a minicorsi tenuti proprio dal preside e da un suo collaboratore.

Inaspettatamente, sono forse stati gli studenti, la generazione che è nata nel boom del digitale, ad avere qualche problema. "I ragazzi sono bravi con lo smartphone, con i videogiochi, ma hanno difficoltà nell'uso intelligente, costruttivo e dinamico delle tecnologie. Vanno quindi guidati e siccome sono nativi digitale e predisposti, imparano velocemente. Avere lo smartphone in mano e saper usare le tecnologie in modo intelligente non è la stessa cosa", sentenzia Tagliaferri.

Mandare email, creare presentazioni, usare programmi di editing e molto altro ancora sono competenze che un giorno i ragazzi potranno spendere nel mondo del lavoro, e che senza la DAD forse avrebbero scoperto troppo tardi o forse mai. Molti studenti hanno acquisito un nuovo bagaglio di competenze che, se vorranno, potranno ulteriormente potenziare.

Dopo un iniziale senso di smarrimento, sia per gli studenti che il personale scolastico, la DAD è quindi rapidamente entrata nella quotidianità, diventando uno strumento che la scuola può e deve sfruttare attivamente. Certo, ci sono casi virtuosi come quello descritto e altri di maggiore difficoltà, ma la pandemia ha messo in moto una macchina fatta di opportunità che va perfezionata e portata al giusto regime. Un detto recita "non tutto il male viene per nuocere" e forse mai frase fu più calzante per parlare di scuola ai tempi della pandemia.

Gli istituti che ancora non si sono adeguati, o hanno vissuto difficoltà nel farlo, possono contare su un mondo dell'hi-tech più sensibile alle loro necessità, come dichiarato da Luigi Bruni, PM della famiglia Business&Productivity di MSI.

"MSI è da sempre alla ricerca di partner, specie nella categoria Business & Productivity. Lavorare con il Liceo Piero della Francesca è stato un onore e una sfida. Il mondo della scuola è stato costretto dagli eventi a fare un balzo tecnologico estremamente repentino. Il primo scoglio da superare è stato rendere disponibile il materiale, in un momento in cui la domanda è aumentata enormemente. Poi essenziale è stato ed è il servizio, che per una scuola non può che essere veloce e perfetto. La pandemia ha accelerato, anche per noi, tutta una serie di processi e ci ha dato l'opportunità di crescere ed essere ancora più vicini alle esigenze della nostra clientela, specie quella professionale".

Per agevolare la transizione tecnologica, MSI ha varato un cashback su tutta la linea Business&Productivity fino al 30 aprile 2021, di cui potete avere maggiori informazioni a questo indirizzo.

 
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