Intel: processori mobile Tiger Lake pronti a metà anno

Intel: processori mobile Tiger Lake pronti a metà anno

Intel ha presentato ottimi conti trimestrali, spinta soprattutto dal mondo datacenter. L'azienda prevede anche un buon Q2, mentre le incertezze regnano sul resto dell'anno. Per quanto riguardai i progetti, il nuovo chip Tiger Lake a 10 nanometri per i notebook sarà pronto a metà anno.

di pubblicata il , alle 09:01 nel canale Mercato
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Intel ha annunciato ai margini dei risultati finanziari del primo trimestre 2020 che i microprocessori Tiger Lake per il settore mobile saranno pronti a metà anno. Le nuove CPU, realizzate con processo produttivo 10+ (10 nm di seconda generazione) e pensate per sostituire l'attuale gamma Ice Lake, offriranno maggiori prestazioni grazie alla nuova architettura x86 Willow Cove e, per la prima volta, la rinnovata architettura grafica Xe, anche detta Gen12.

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Il CEO di Intel, Bob Swam, ha sottolineato che Tiger Lake sta ricevendo una buona accoglienza dagli OEM, già impegnati a realizzare oltre 50 progetti che sbarcheranno sul mercato nella stagione natalizia. Il numero di design è il 40% maggiore rispetto a quanto registrato da Intel per Ice Lake a questo punto del percorso. Questo si deve al fatto che l'azienda è riuscita a riservare il doppio dei chip dei pre-qualificazione, un segno che il nuovo processo produttivo 10+ è senz'altro più maturo della prima incarnazione. Ciononostante, Intel non si aspetta che la produzione a 10 nanometri superi quella a 14 nanometri quest'anno e nemmeno il prossimo.

Intel ha snocciolato anche altre informazioni interessanti: i chip server a 10 nanometri Ice Lake sono già in fase di sampling e rimangono previsti per il debutto nella seconda metà dell'anno. Per quanto riguarda invece la produzione a 7 nanometri, Intel parla di quarto trimestre 2021. Non bisogna dimenticare che proprio in quel periodo l'azienda dovrà consegnare Ponte Vecchio, GPU a 7 nanometri destinata al supercomputer Aurora.

Per quanto riguarda la produzione, Intel afferma di essere riuscita a soddisfare gli tutti gli ordini di CPU client e di aver rispettato le tempistiche nel 90%, nonostante le nuove sfide imposte dall'emergenza COVID-19. L'azienda non si aspetta al momento ritardi significativi delle sue roadmap a causa della situazione contingente.

Intel, i conti del primo trimestre 2020

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Intel ha chiuso il primo trimestre fiscale con un fatturato di 19,8 miliardi di dollari, in crescita del 23% su base annua. L'azienda ha visto crescere l'utile operativo del 69% a 7 miliardi di dollari e l'utile netto del 42% a 5,7 miliardi di dollari. L'utile per azione è cresciuto del 51% a 1,31 dollari.

"Le prestazioni del nostro primo trimestre sono un testamento dell'attenzione che riponiamo nella salvaguardia dei dipendenti, nel supporto ai partner della filiera e nell'operare per i nostri clienti durante questa sfida senza precedenti", ha commentato il CEO Swan. "Il ruolo che la tecnologia gioca nel mondo è più essenziale di quanto lo sia mai stato e la nostra opportunità di arricchire le vite e favorire il successo dei nostri clienti non è mai stata di così vitale importanza. Guidati dai nostri valori culturali, vantaggi competitivi e forza finanziaria, sono fiducioso che emergeremo da questa situazione come un'azienda ancora più forte".

Alle parole di Swan, Intel ha voluto aggiungere ulteriore enfasi richiamando una frase del cofondatore Andy Grove: "Bad companies are destroyed by crisis; Good companies survive them; Great companies are improved by them". Si mormora che tali parole siano state pronunciate dopo la scoperta nei primi Pentium di un problema tecnico nelle unità di calcolo in virgola mobile, noto anche come "FDIV bug".

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Nel corso del trimestre Intel ha generato un flusso di cassa operativo di 6,2 miliardi e un flusso di cassa effettivo (free cash flow) di 2,9 miliardi di dollari. L'azienda ha pagato dividendi per 1,4 miliardi di dollari e ricomprato 71 milioni di azioni per un esborso di 4,2 miliardi. L'azienda ha sospeso il riacquisto delle azioni il 24 marzo alla luce della pandemia. In conseguenza di questa mossa e grazie a nuovo debito l'azienda vanta 10,3 miliardi di liquidità.

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Per quanto riguarda l'andamento delle divisioni, Intel afferma che il fatturato delle divisioni che compongono la macrocategoria "data-centric" è cresciuto del 34%, mentre la galassia "PC centric" ha fatto segnare un +14%. Il Data Center Group (DCG) è visto crescere le vendite del 43% (a 7 miliardi) su base annua, in particolare grazie a un +53% del settore cloud. La divisione delle memorie (NSG) e quella degli FPGA (PSG) hanno messo a segno rispettivamente un +46% e un +7%. Inoltre, si registra un incremento del fatturato del 22% per Mobileye e un -3% per quanto riguarda la divisione Internet of Things.

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Per quanto riguarda la divisione Client Computing Group, il fatturato è aumentato del 14% a 9,8 miliardi di dollari sulla scia di un miglioramento della disponibilità dei processori e degli acquisti di notebook da parte di privati e aziende per il lavoro e studio da casa a causa della pandemia. Intel si aspetta vendite sostenute di portatili anche per il secondo trimestre attualmente in corso. L'azienda ritiene che le vendite di PC nel secondo trimestre saranno stabili o in leggero aumento, mentre il comparto datacenter dovrebbe mettere a segno un +35%.

Per quanto concerne le stime per il prossimo trimestre, Intel prevede un fatturato di 18,5 miliardi di dollari (l'anno scorso raggiunse 16,5 miliardi di dollari), mentre non ha fornito nuove stime per l'intero anno a causa dell'incertezza economica.

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