Il produttore di chip Wolfspeed è in crisi nera: fallimento pilotato per salvarlo
Il produttore di chip Wolfspeed non naviga in buone acque, secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg. Wolfspeed sarà acquisita dai creditori, tra cui Apollo Global Management, seguendo una procedura pre-concordata di insolvenza. L'obiettivo è salvaguardare, anche se parzialmente, gli azionisti.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Giugno 2025, alle 14:01 nel canale MercatoWolfspeed
Wolfspeed, azienda statunitense produttrice di semiconduttori, si prepara a una ristrutturazione finanziaria radicale che prevede l'ingresso in Chapter 11, il regime di fallimento statunitense, grazie a un accordo anticipato con i principali creditori. L'operazione, secondo Bloomberg, sarà guidata da Apollo Global Management e dovrebbe permettere all'azienda di ridurre significativamente il proprio debito.
L'accordo - definito tecnicamente come "pre-packaged bankruptcy" - consentirà a Wolfspeed di avviare la procedura fallimentare solo dopo aver ottenuto il sostegno necessario tra i creditori. Questo meccanismo, previsto dalla legge fallimentare americana, consente una gestione più rapida ed economica della crisi rispetto ai percorsi tradizionali.

Un elemento piuttosto raro in questo tipo di operazioni è la possibilità che gli azionisti riescano a recuperare fino al 5% del valore delle proprie partecipazioni, a differenza di quanto accade normalmente in un contesto di bancarotta, dove l'azionariato viene azzerato.
Wolfspeed, con sede a Durham, in North Carolina, produce chip destinati al controllo di potenza in veicoli elettrici e altri dispositivi elettronici. Negli ultimi anni l'azienda ha incontrato difficoltà operative, schiacciata dalla forte concorrenza dei rivali cinesi in rapida crescita, dalla debolezza della domanda nei mercati industriale e automobilistico e dall'incertezza sulle politiche commerciali statunitensi.
Di conseguenza, l'azienda ha fatto un passo indietro in merito alla sua espansione in Europa, precisamente in Germania, nell'ambito della produzione di wafer in carburo di silicio. Le criticità, unite al forte calo del titolo in Borsa, ne hanno messo sotto pressione l'intera struttura finanziaria.
Come osservato da TrendForce, si prevede che la quota di mercato dei dispositivi SiC di Wolfspeed diminuirà nel lungo periodo a causa dell'incertezza che circonda la procedura fallimentare, poiché i clienti potrebbero rivolgersi a fornitori concorrenti durante il periodo di ristrutturazione.
Secondo gli analisti, dato che la Cina domina l'adozione del SiC nei veicoli elettrici e che ci sono in gioco fattori geopolitici, i principali beneficiari saranno probabilmente i fornitori non statunitensi, tra cui ST Microelectronics, Infineon, Rohm e Bosch. La "nostra" ST, in particolare, sarebbe ben posizionata per trarne i maggiori vantaggi, data l'aggressiva strategia di localizzazione in Cina, inclusa la sua joint venture con Sanan in Cina.
Il 9 maggio Wolfspeed aveva reso noto di aver incaricato consulenti per esplorare soluzioni di riduzione del debito, compresa l'eventualità del fallimento. Apollo, che supporta l'azienda dal 2023, ha già investito fino a 2 miliardi di dollari ed è stato affiancato da Baupost Group e Fidelity Management in una successiva operazione di finanziamento da 750 milioni di dollari.
A marzo, la società disponeva di circa 1,33 miliardi di dollari di liquidità non vincolata, equivalenti di liquidità e investimenti a breve termine, e di circa 6,5 miliardi di dollari in obbligazioni debitorie, come dichiarato in un documento finanziario.










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