Google interessata a Lytro, trattativa per 40 milioni di dollari?
L'azienda di Mountain View sembra voler acquisire Lytro, la startup che ha sviluppato tecnologie light field per la realizzazione di fotocamere molto particolari. Il valore dell'operazione sarebbe non superiore ai 40 milioni di dollari
di Andrea Bai pubblicata il 22 Marzo 2018, alle 16:01 nel canale MercatoGoogleLytro
Google sta lavorando a svariate tecnologie nell'ambito della realtà virtuale e della realtà aumentata, al pari dei diretti competitor, e per ritagliarsi un vantaggio competitivo in questo spazio sembra che stia adocchiando una realtà piccola ma tecnologicamente molto interessante.
Varie voci di corridoio affermano infatti che il colosso di Mountain View sia interessato all'acquisizione di Lytro, la società che aveva iniziato il suo cammino non molti anni fa proponendo particolari fotocamere per il pubblico consumer, poi per il mondo dei professionisti e trasformandosi infine in una realtà più orientata al mondo VR.
Il fiore all'occhiello di Lytro è la tecnologia light field, di cui abbiamo avuto modo di parlare in questo articolo. La tecnologia, sintetizzando, prevede la registrazione della direzione e dell'intensità dei raggi luminosi presenti nella scena, con cui è possibile in seguito ricavare selettivamente le informazioni per costruire delle rappresentazioni bidimensionali al pari di una fotografia.
Secondo le indiscrezioni la trattativa sarebbe già in fase piuttosto avanzata e si tratterebbe di una operazione di vendita di asset, non dell'intera società che comunque, se così fosse, si ritroverà di fatto privata dei suoi elementi fondamentali e di maggior valore. La cifra di cui si parla sarebbe non superiore ai 40 milioni di dollari e alcune fonti indicano addirittura 25 milioni di dollari. L'operazione non andrebbe a coprire tutto il personale, e alcuni impiegati avrebbero già ricevuto i piani di liquidazione, mentre altri avrebbero lasciato la società di loro iniziativa. Lecito - anzi, scontato - immaginare che nell'operazione di vendita vi sia la proprietà intellettuale composta da 59 brevetti legati alle tecnologie light-field e altre tecnologie di digital imaging.
In questi termini l'operazione non rappresenterebbe un grande successo per la società o i finanziatori. Lytro aveva raccolto 200 milioni di finanziamento e dopo l'ultimo round avvenuto nel 2017 aveva ricevuto una valutazione di circa 360 milioni di dollari. Tra gli investitori della compagnia vi sono Andreessen Horowitz, Foxconn, Qualcomm Ventures, solo per citarne alcuni. E' bene osservare, inoltre, che Rick Osterloh, senior vice president hardware per Google, fa parte del consiglio di amministrazione di Lytro.
Ovviamente non è chiaro che cosa Google possa volere fare di preciso con la tecnologia di Lytro, che comunque risulterebbe molto interessante per l'evoluzione di numerosi prodotti e servizi che il colosso di Mountain View ha già in produzione o sta sviluppando in ottica futura, partendo dagli smartphone e arrivando fino a dispositivi AR/VR, passando dai sistemi di elaborazione e conservazione delle immagini.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infohttps://www.roadtovr.com/exclusive-...aster-captures/
Speriamo presto di vedere film in questo formato.
In effetti Google aveva lanciato qualche giorno fa la app "Welcome to Light Fields", che dovrebbe mostrare la potenza della registrazione volumetrica.
La proverei se avessi un visore...
https://www.roadtovr.com/exclusive-...aster-captures/
Speriamo presto di vedere film in questo formato.
In effetti Google aveva lanciato qualche giorno fa la app "Welcome to Light Fields", che dovrebbe mostrare la potenza della registrazione volumetrica.
La proverei se avessi un visore...
Io l'ho provata col Vive, davvero spettacolare. È il futuro della fotografia per me. Una foto normale è bidimensionale, una foto stereoscopica è tridimensionale ma solo da un punto di vista fisso, se muovi la testa l'immagine resta la stessa anziché cambiare con la parallasse e il realismo si perde. Ma in queste foto light field tutto è come dovrebbe essere, se muovi la testa (in un'area ristretta di 70cm) cambia quello che vedi in accordo con il punto di vista. Se stai guardando un tavolo con delle tazze e muovi la testa puoi vedere cosa c'è dietro alle tazze. I riflessi nelle superfici riflettenti cambiano in base al punto di vista dal quale le vedi: sembra davvero di essere lì. Fermo restando il limite allo spostamento massimo di 70cm è praticamente come se per ogni foto sia stato realizzato un modello 3d dell'ambiente dotato di texture fotorealistiche modelli 3d perfetti e riflessi di qualità superiore al ray tracking. Davvero manca solo una maggiore risoluzione e sarebbe indistinguibile dalla realtà!
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