GlobalFoundries vuole quotarsi, partite le procedure per la IPO

GlobalFoundries vuole quotarsi, partite le procedure per la IPO

GlobalFoundries, quarta forza nel mondo della produzione di chip per conto terzi, ha avviato le procedure per la quotazione al NASDAQ. L'azienda vuole quindi mantenersi indipendente e punta sulla grande domanda mondiale di semiconduttori.

di pubblicata il , alle 09:11 nel canale Mercato
Globalfoundries
 

GlobalFoundries vuole quotarsi al NASDAQ e per questo ha presentato alla SEC (Securities and Exchange Commission) una dichiarazione di registrazione in vista di una proposta di offerta pubblica iniziale (IPO) di azioni ordinarie. La società non ha rivelato tutti i dettagli della sua imminente IPO, ma secondo gli analisti si punta a un controvalore di circa 25 miliardi di dollari.

La decisione di GlobalFoundries di entrare in Borsa non è nuova, era nell'aria da tempo e arriva in un momento d'oro per i chip, con una domanda elevatissima che ha portato tutte le aziende del comparto produttivo a migliorare nettamente i rispettivi conti economici. Nei mesi scorsi si è parlato di un presunto interessamento da parte di Intel per GlobalFoundries, ma il CEO dell'azienda ha smentito le voci di acquisizione.

GlobalFoundries è la realtà nata dalla fusione dell'ex ramo produttivo di AMD e Chartered Semiconductor, ed è interamente nelle mani di Mubadala Investment Company, il fondo degli Emirati Arabi Uniti. Secondo TrendForce è la quarta "fonderia" per conto terzi al mondo per fatturato, con il 7% del totale e dietro a TSMC, Samsung e UMC.

GlobalFoundries è da tempo concentrata nella produzione con processi produttivi maturi (12, 14, 22 nanometri ecc.), quindi tra i suoi clienti si contano tante realtà che non necessitano di tecnologie produttive estremamente avanzate per i loro chip. Un mercato molto ampio (si contano oltre 200 clienti) che ha fame di semiconduttori e, per questo, GlobalFoundries ha annunciato importanti piani di espansione.

L'azienda vuole realizzare un nuovo impianto produttivo a Singapore (un investimento da circa 4 miliardi di dollari) e ha stanziato un ulteriore miliardo di dollari per espandere la produzione in Germania, più precisamente presso il sito di Dresda, ottenuto acquisendo l'ex ramo produttivo di AMD. A questi impegni si è aggiunta l'intenzione di espandere la propria capacità produttiva nello stato di New York (comune di Malta, nella contea di Saratoga).

L'investimento più immediato riguarda la Fab 8, già esistente, in modo da rispondere alla carenza di chip mondiale. Il secondo impegno, invece, si concentra sulla costruzione di un nuovo impianto all'interno dello stesso campus in modo da raddoppiare la capacità produttiva.

Al momento GlobalFoundries non è un'azienda in utile, ma la mole di contratti stipulata negli ultimi anni dovrebbe portarla a raggiungere l'obiettivo nel prossimo futuro qualora la domanda di chip dovesse mantenersi alta anche in futuro.

Nel 2018 GF fatturava 6,2 miliardi di dollari e ne perdeva 2,6. Nel 2020 la perdita si è ridotta a 1,3 miliardi a fronte però di un fatturato in calo a 4,8 miliardi. Nella prima parte del 2021 la fonderia ha fatturato 3 miliardi e perso 301 milioni, facendo segnare un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2020 (vendite per 2,7 miliardi e perdite per 534 milioni).

Al momento Mubadala Invesment Company non ha illustrato tutti i termini della quotazione o determinato quale percentuale delle azioni di GlobalFoundries vuole mettere sul mercato. "Il numero di azioni ordinarie da offrire e la fascia di prezzo per l'offerta proposta non sono stati ancora determinati", si legge in una nota della società.

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