Globalfoundries mette sul piatto 1,4 miliardi per aumentare la capacità produttiva

Globalfoundries mette sul piatto 1,4 miliardi per aumentare la capacità produttiva

Globalfoundries e i suoi partner hanno intenzione di investire 1,4 miliardi di dollari per assicurarsi una maggiore capacità produttiva negli anni a venire. La cifra sarà ripartita in modo equo tra gli impianti dell'azienda dislocati in varie parti del mondo.

di pubblicata il , alle 20:01 nel canale Mercato
Globalfoundries
 

Anche se anni fa GlobalFoundries si è tirata fuori dalla corsa con TSMC e Samsung per la produzione di chip con i processi produttivi più avanzati, la società di proprietà dello stato di Abu Dhabi rimane importante per l'intero settore produttivo, ancora di più in un momento in cui tutti i mercati - dall'automotive a quello dell'elettronica di consumo - soffrono per la carenza di chip. La fonderia ha intenzione di investire 1,4 miliardi di dollari quest'anno per espandere la propria capacità produttiva in tutto il mondo. Un terzo della cifra sarà coperto dai clienti di GlobalFoundries, interessati ad assicurarsi una produzione stabile negli anni a venire.

La cifra è doppia rispetto al "classico" investimento da 700 milioni di dollari che GlobalFoundries compie annualmente, e questo testimonia come il periodo sia particolare. Gli 1,4 miliardi di dollari saranno ripartiti in modo uguale tra i siti produttivi di Dresda, Malta (New York) e Singapore, permettendo così un'espansione della capacità produttiva del 13% quest'anno e del 20% il prossimo. Ne beneficeranno i clienti del settore automotive, Internet of Things e molti altri.

L'azienda, oltre ad aumentare la produzione negli impianti esistenti, ha in programma di costruire un altro impianto produttivo, adiacente alla Fab 8 situata a Malta, nello stato di New York. Molto dipenderà dai sussidi federali e locali, anche se probabilmente non ci saranno problemi in tal senso vista l'attenzione per il comparto tecnologico dell'amministrazione Biden, soprattutto dopo che la pandemia ha dimostrato come avere una forte produzione interna di chip sia essenziale per garantirsi un'autonomia in un mondo sempre più tecnologico. Tra l'altro, proprio a Fab 8 ha ricevuto la certificazione ITAR per produrre chip per il Dipartimento della Difesa con processo produttivo a 45 nanometri.

GlobalFoundries cerca quindi di sfruttare il momento critico mondiale per rilanciarsi: dopo un 2020 chiuso con un fatturato di 5,7 miliardi di dollari, l'azienda ritiene di poter chiudere il 2021 con un balzo del 9-10% sulla spinta dei maggiori ordini. Infine, la fonderia ha in programma una IPO, ossia un'offerta pubblica iniziale per quotarsi sul mercato. In principio Globalfoundries aveva intenzione di quotarsi tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, ma potrebbe anticipare a quest'anno.

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