Terabyte di dati su memorie flash? Un futuro possibile

Terabyte di dati su memorie flash? Un futuro possibile

Sviluppata una tecnologia che consente la realizzazione di memorie compatte ad alta capacità, pronte a sostituire le attuali soluzioni flash

di Andrea Bai pubblicata il , alle 10:32 nel canale Memorie
 

Un gruppo di ricercatori dell'Arizona State University ha sviluppato una tecnica per poter realizzare memorie di piccole dimensioni e ad elevata densità che potrebbero nel prossimo futuro mandare in pensione le memorie flash prodotte attualmente con tecniche tradizionali.

La necessità di ricercare strade alternative alla produzione di memorie destinate al mercato delle soluzioni flash si è fatta particolarmente pressante da quando le tecnologie di produzione hanno iniziato ad andare incontro a limiti fisiologici. E' noto, infatti, che le attuali memorie flash diventano instabili a processi produttivi che impiegano strutture di scala ridotta.

La nuova tecnologia, denominata Programmable Metallization Cell (PMC), opera in modo differente rispetto alle tecnologie attuali. Invece di stoccare informazioni sottoforma di carica elettrica, con la tecnologia PMC le informazioni sono rappresentate dalla presenza o meno di ponti di collegamento tra due elettrodi. La presenza di un ponte indica l'elemento binario 1 mentre, al contrario, l'assenza indica l'elemento binario 0.

Grazie ad un particolare processo, non meglio precisato, quando è necessario effettuare un'operazione di un bit con valore 1, la tecnologia PMC prevede la formazione di un piccolo filamento di rame, delle dimensioni di poche decine di nanometri, che va a collegare due elettrodi. La formazione di questi filamenti è possibile grazie ai principi fisici della nanoionica, un campo che si occupa della gestione e interazione di atomi carichi positivamente. Nelle memorie PMC gli ioni vengono forzati, tramite l'applicazione di una carica negativa, ad organizzarsi in strutture lineari simili a filamenti.

L'operazione è ovviamente reversibile: nel momento i cui viene applicata una carica positiva al filamento di ioni, questi si svincolano ed il filamento si disassembla.

Secondo quanto affermato dal gruppo di ricerca, queste memorie possono essere costruite impiegando materiali già utilizzati normalmente per la produzione di memorie, caratteristica che mantiene bassi i costi di produzione. La tecnologia PMC dovrebbe poter permettere la realizzazione di chip di memoria che, a parità di bit, risulteranno essere 1000 volte più efficienti in termini di energia e dal costo di 10 volte inferiore rispetto alle attuali soluzioni flash.

Sembra che il particolare progetto abbia già acceso l'interesse di alcuni produttori: Micron Technology, Qimonda e Adesto si sono già assicurate la licenza per l'impiego della tecnologia. Il primo sample prodotto con la tecnologia PMC dovrebbe poter vedere la luce entro i prossimi 18 mesi.

Fonte: Wired

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22 Commenti
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NAM_Xavier29 Ottobre 2007, 10:36 #1
wow.... se anche i tempi d'accesso sono veloci....questo è l'uovo di colombo!!!
deepdark29 Ottobre 2007, 10:37 #2
Può una caduta far saltare il ponte e quindi perdere i dati?
selestat29 Ottobre 2007, 10:52 #3
Sarebbe perfetto per sostituire gli HD nei portatili !!! Visto che le soluzioni odierne sono economicamente inaccessibili e dalla ridotta capacità.
Fx29 Ottobre 2007, 11:28 #4
Originariamente inviato da: deepdark
Può una caduta far saltare il ponte e quindi perdere i dati?


si sta parlando di una scala nanometrica, una decelerazione che a scala macroscopica può esser definita brusca come l'urto conseguente ad una caduta a scala nanoscopica non ha rilevanza

questa è un concetto che tra l'altro è anche percepibile con l'esperienza: una formica che cade da 10 cm non si fa nulla, mentre se noi cadiamo da 100 metri (i 10 cm in proporzione alle nostre dimensioni) non abbiamo pressochè speranza di sopravvivere
dsajbASSAEdsjfnsdlffd29 Ottobre 2007, 11:43 #5
[OT]
e se una formica cadesse da 100 metri? (ipoteticamente, senza considerare l'effetto planata concessole dall'aria)
si farebbe male? io dico di si
[/OT]
Diablix29 Ottobre 2007, 11:47 #6
questa è un concetto che tra l'altro è anche percepibile con l'esperienza: una formica che cade da 10 cm non si fa nulla, mentre se noi cadiamo da 100 metri (i 10 cm in proporzione alle nostre dimensioni)


Lo dici perchè lo presumi o hai passato una quantità non ben definita di attimi della tua vita a far cadere formiche nel vuoto?


Scherzi a parte tecnologia molto interessante, chissà che con questa tecnologia non si potranno finalmente rimpiazzare gli HD a piatto con queste memorie
demon7729 Ottobre 2007, 11:57 #7
Originariamente inviato da: DukeZ
[OT]
e se una formica cadesse da 100 metri? (ipoteticamente, senza considerare l'effetto planata concessole dall'aria)
si farebbe male? io dico di si
[/OT]


e invece no!
La resistenza dell'aria è molto maggiore e anche cadendo da cento metri la velocità resta molto bassa!

A scala di formica l'aria è moooolto più densa!
70Faramir29 Ottobre 2007, 12:02 #8
Ok sostituiamo le testine degli hdd con le formiche indistruttibili!!

OT a parte, speriamo che queste tecnologie si rendano presto disponibili e che non le facciano pagare un botto assurdo (chi ha detto SSD???)
pinolo7929 Ottobre 2007, 12:02 #9
Originariamente inviato da: demon77
e invece no!
La resistenza dell'aria è molto maggiore e anche cadendo da cento metri la velocità resta molto bassa!

A scala di formica l'aria è moooolto più densa!


e si... sto discorso nn fa una grinza...
DevilsAdvocate29 Ottobre 2007, 12:23 #10
Più che altro sarebbe importante sapere se c'e' un limite di riscritture,
e il tempo per il quale l'affidabilità è garantita...

Ps: ma questa non è la tecnologia a "nanogiri di carbonio" (nanowires)
di cui parlavo qualche settimana fa, o un suo derivato?
Se sì, ottimo che adesso si parli di 18 mesi invece che 36...

tra l'altro per l'affidabilità dei dati il link qua sopra recita:
almost infinitely reversible

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