Prezzi alle stelle della memoria RAM, secondo Team Group il 2026 sarà l'anno più difficile per il consumer

Prezzi alle stelle della memoria RAM, secondo Team Group il 2026 sarà l'anno più difficile per il consumer

Il boom dell'intelligenza artificiale sta prosciugando la produzione di DRAM e NAND. I prezzi raddoppiano, la disponibilità cala e la normalizzazione del mercato non sembra dietro l'angolo, bisognerà forse attendere il 2027–2028. La crisi, ironia della sorte, ha colpito anche Samsung, con la divisione Galaxy costretta a contrattare come un cliente qualsiasi.

di pubblicata il , alle 08:11 nel canale Memorie
TeamGroup
 

Il mercato mondiale delle memorie sta attraversando la trasformazione più profonda degli ultimi dieci anni. Lo spostamento massiccio delle capacità produttive verso la High Bandwidth Memory (HBM), diventata componente chiave degli acceleratori AI di NVIDIA, AWS, Google e Microsoft, oltre alla grande richiesta di storage per i datacenter, sta prosciugando l'offerta di DRAM e NAND tradizionali, generando aumenti di prezzo senza precedenti e squilibri nell'intero settore consumer.

Negli ultimi mesi i contratti di fornitura DRAM e NAND sono quasi raddoppiati. Secondo Team Group, le memorie hanno visto incrementi mensili compresi tra l'80% e il 100%, con i prezzi spot che mostrano una volatilità estrema: un chip DDR5 da 16 Gb è passato da meno di 7 dollari a fine estate a oltre 27 dollari a inizio dicembre, con picchi di 37 dollari nelle sessioni più tese. Oggi, solo la memoria necessaria per un modulo da 16 GB vale più di 200 dollari, a cui si devono sommare PCB, PMIC, assemblaggio, logistica e margini.

L'azienda ritiene che l'esaurimento degli stock di distribuzione dovrebbe aggravare ulteriormente la situazione nel 2026, rendendo la disponibilità di DRAM e NAND un problema anche per chi è disposto a pagare. Le previsioni di normalizzazione slittano ormai verso il 2027–2028, quando entreranno in funzione nuove fabbriche: costruire un impianto ex novo richiede almeno tre anni, e i principali produttori - Micron, Samsung, SK hynix - stanno adottando una strategia orientata alla redditività di lungo periodo piuttosto che a un'espansione aggressiva. Il ricordo del crollo della domanda durante e dopo la pandemia pesa ancora: aumentare troppo la capacità oggi espone al rischio di un eccesso di offerta qualora l'hype dell'IA rallentasse.

Quest'approccio prudente si traduce in contratti più brevi, listini aggiornati rapidamente e una pressione crescente sui clienti consumer. Non a caso i prezzi delle LPDDR5X per smartphone sono esplosi: i moduli da 12 GB sono passati da 33 dollari a gennaio 2025 a circa 70 dollari a fine novembre.

Ma la crisi della memoria non impatta solo il mercato in generale: sta generando anche tensioni inedite all'interno di Samsung. L'azienda, storicamente orgogliosa della propria integrazione verticale, si ritrova divisa tra due esigenze opposte. Come riportato dai media locali, la divisione semiconduttori (DS), responsabile della produzione di DRAM, NAND e HBM, sta massimizzando i profitti sfruttando la domanda ai massimi storici. La divisione Mobile eXperience (MX), che sviluppa gli smartphone Galaxy, avrebbe provato a bloccare i prezzi della DRAM per un anno intero in vista del Galaxy S26, ma si è trovata davanti un rifiuto netto: i contratti saranno solo trimestrali.

Ciò espone la divisione mobile all'instabilità del mercato e complica la pianificazione dei costi dei futuri smartphone. Per Samsung - come per l'intera industria - il 2026 rischia di essere un anno complesso. Il Galaxy S26 potrebbe arrivare sul mercato a prezzo più alto o con margini drasticamente inferiori, in un contesto in cui gli utenti sono sempre più sensibili ai rincari.

In sintesi, il boom dell'intelligenza artificiale sta riscrivendo gli equilibri dell'industria delle memorie: le HBM e lo storage per i datacenter hanno la precedenza assoluta, mentre PC, smartphone e prodotti consumer si trovano a competere per una capacità produttiva che - a quanto pare fino al 2028 - resterà insufficiente.

11 Commenti
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coschizza02 Dicembre 2025, 08:19 #1
nessuno sano di mente aumenterebbe la produzione a causa di questa domanda elevatissima si ma anche incerta quindi ci terremo questi prezzi per anni se va bene
Final5002 Dicembre 2025, 08:56 #2
Originariamente inviato da: coschizza
nessuno sano di mente aumenterebbe la produzione a causa di questa domanda elevatissima si ma anche incerta quindi ci terremo questi prezzi per anni se va bene


Mha fintanto che sono tutti d'accordo a fare cartello si, potenzialmente qualche produttore cinese potrebbe cogliere l'occasione per acquistare quote di mercato e farsi un nome in occidente. Ma ci credo poco anche io
euscar02 Dicembre 2025, 09:17 #3
Allora ho fatto un affare questa primavera a prendere qui sul mercatino 4 pezzi da 16 GB a circa 25 euro l'uno

Se i prezzi sono alle stelle, basta lasciare la merce a scaffale (a meno di essere costretti all'acquisto per qualche sfiga incombente )
Saturn02 Dicembre 2025, 09:21 #4
Comprato l'altro ieri in offerta SSD Samsung 990 EVO PLUS NVME 2 TB a 124€ ....visto mai !
coschizza02 Dicembre 2025, 09:30 #5
Originariamente inviato da: Saturn
Comprato l'altro ieri in offerta SSD Samsung 990 EVO PLUS NVME 2 TB a 124€ ....visto mai !


io l'altro ieri ho preso la 5070 ti, non mi serviva ma nel dubbio l'ho presa , sperando che me la spediscono perche ancora non si sa nulla
Rubberick02 Dicembre 2025, 09:36 #6
sono indeciso se prendere qualcosa perché onestamente non so quanto durerà la faccenda, per ora sono con 64gb di ram, è il caso di prendere altri 2 blocchi da 32?

ok controllato pagate 2 anni fa 171€ ora stanno 580€ come no scaffalone finché non scendono
coschizza02 Dicembre 2025, 09:40 #7
Originariamente inviato da: Rubberick
sono indeciso se prendere qualcosa perché onestamente non so quanto durerà la faccenda, per ora sono con 64gb di ram, è il caso di prendere altri 2 blocchi da 32?

ok controllato pagate 2 anni fa 171€ ora stanno 580€ come no scaffalone finché non scendono


solo tu sai cosa ci fai, per me 64 sono il doppio di quello che serve per l'utente medio
Saturn02 Dicembre 2025, 09:47 #8
Originariamente inviato da: coschizza
solo tu sai cosa ci fai, per me 64 sono il doppio di quello che serve per l'utente medio


128 GB se è per questo, sul Ryzen. Li uso tutti quando serve.

L' "utente medio" è un altro paio di maniche.
supertigrotto02 Dicembre 2025, 11:17 #9
Un Gamer ha aperto una campagna per boicottare l'acquisto delle RAM e protestare ufficialmente per questa cosa,
Quella che ci ha azzeccato di più è stata Google, l'hardware per IA verrà rinnovato circa ogni 6 mesi finché non scoppierà la bolla o il mercato si saturerà di servizi (di servizi non richiesti direi,vi metteranno la IA anche per proporvi i film sullo streaming) perciò tutti i prodotti tecnologici subiranno cospicui aumenti.
Non è il consumatore che sceglie,le scelte le fanno i sogni bagnati di pochi,il consumatore si adegua e stop.
Esempio stupido?
Chi voleva il notch o buco sui display degli smartphone?
Chi deve prendere uno smartphone,ha poca scelta,si ritrova a scegliere o un gran numero di smartphone con buchi e notch oppure 1 produttore con fotocamera sotto il display o le cornici sottili di Sony.
Alla fine decidono in pochi per tutti e il parere o desiderio altrui non conta nulla.
La IA andrebbe bene per fare cose importanti ma la vogliono usare anche per cavolate di cui si possono benissimo fare a meno.
Tenetevi il vecchio PC finché non ce la fa più,quando avranno scaffali e magazzini pieni forse gli altri produttori andranno a tirare le orecchie a Huang,Altman, Musk, Zuchemberg,Microsoft e altri ......ho messo tirare le orecchie anche se la definizione giusta sarebbe andare a prendere a calci nelle e nel......
euscar02 Dicembre 2025, 17:53 #10
Dal mio punto di vista è il consumatore consapevole a poter scegliere ... purtroppo la stragrande maggioranza delle persone è talmente abituata ad acquistare tanto per fare, che molto spesso si ritrova con cose di cui poteva benissimo fare a meno ... questo per dire che se tutti avessero il coraggio di fare come me, nel giro di un mese i produttori tornerebbero sui loro passi, ma questo non succede proprio perché di consumatori consapevoli ne son rimasti pochi (in proporzione a tutti i consumatori esistenti).

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