Micron: carenza di DRAM strutturale oltre il 2026, l'AI ridisegna il mercato delle memorie
Il produttore di memorie Micron ha dichiarato che la carenza di DRAM proseguirà oltre il 2026, spinta dalla domanda AI e dalla riconversione verso HBM. I prezzi delle memorie, nonché dei prodotti che le integrano, sono quindi destinati a rimanere elevati per molto tempo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 18 Dicembre 2025, alle 08:11 nel canale MemorieMicron
Il mercato delle memorie sta attraversando una fase di forte squilibrio strutturale che, secondo Micron Technology, non si risolverà nel breve periodo. In occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre dell'anno fiscale 2026, il gruppo statunitense ha ribadito che la disponibilità di DRAM resterà significativamente inferiore alla domanda "per il futuro prevedibile", con effetti diretti su prezzi e forniture lungo tutta la filiera IT.
I numeri raccontano una situazione molto favorevole per il produttore, meno per clienti e consumatori. Micron ha chiuso il trimestre con ricavi record pari a 13,64 miliardi di dollari, in crescita di circa il 56-57% su base annua, mentre l'utile netto è salito a 5,2 miliardi di dollari rispetto ai 2 miliardi dello stesso periodo del 2025. L'utile per azione ha raggiunto i 4,78 dollari, ben oltre le stime degli analisti, spingendo il titolo a un rialzo di quasi il 10% nelle contrattazioni after-hours. Per il secondo trimestre, la società prevede ricavi fino a 18,7 miliardi di dollari, un valore che implicherebbe una crescita annua superiore al 130%.

Alla base di questi risultati c'è soprattutto la domanda di memoria da parte dei datacenter per l'intelligenza artificiale. I piani di espansione delle infrastrutture AI, ha spiegato il CEO Sanjay Mehrotra, hanno determinato un forte incremento delle previsioni di consumo di memoria e storage negli ultimi mesi. L'industria, tuttavia, non è in grado di rispondere con un'offerta adeguata, anche perché una parte rilevante della capacità produttiva è stata riallocata verso le memorie HBM.
L'HBM rappresenta infatti uno dei nodi centrali della questione. Questa tipologia di memoria, fondamentale per acceleratori AI e GPU per il calcolo ad alte prestazioni, richiede circa tre volte lo spazio su wafer rispetto alla DDR5 tradizionale. Micron prevede una crescita molto sostenuta dei ricavi legati all'HBM e stima che il mercato indirizzabile totale possa raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2028, superando per valore l'intero mercato DRAM del 2024. Parallelamente, l'azienda sta lavorando allo sviluppo di HBM4, con rese produttive che stanno migliorando più rapidamente rispetto alle prime fasi di HBM3 e un aumento dei volumi atteso già a partire dal secondo trimestre.
Questa riconfigurazione produttiva ha però conseguenze evidenti su altri segmenti. La minore disponibilità di DRAM "convenzionale" sta alimentando una crescita dei prezzi, in particolare per DDR5, con effetti che si riflettono sia sui PC sia sui server. I principali produttori di sistemi enterprise hanno già avvertito che i listini potrebbero aumentare fino al 15%, mentre le previsioni sull'andamento futuro dei prezzi restano divergenti: alcuni operatori ipotizzano una stabilizzazione nei prossimi sei-otto mesi, altri ritengono che i rincari proseguiranno anche oltre.

Micron continuerà a fornire memoria per PC e smartphone, nonostante l'uscita dal mercato consumer con la chiusura del marchio Crucial. L'azienda si aspetta una crescita delle spedizioni di PC e ritiene che i produttori tenderanno a integrare quantitativi maggiori di RAM nei dispositivi, per supportare carichi di lavoro AI locali. Una dinamica analoga è prevista nel mondo mobile, mentre nei datacenter la transizione dall'addestramento all'inferenza e l'uso crescente dell'AI generativa, inclusa la produzione di video, dovrebbero sostenere anche la domanda di SSD.
Sul fronte industriale, Micron sta ampliando la propria capacità produttiva, ma i tempi sono lunghi. Due nuovi impianti in Idaho sono in costruzione, con il primo che dovrebbe avviare la produzione a metà 2027. Procedono anche i piani per una fabbrica nello Stato di New York, con avvio dei lavori previsto per l'inizio del 2026 e produzione stimata intorno al 2030. Nonostante ciò, l'azienda prevede di riuscire a soddisfare solo tra la metà e i due terzi della domanda dei clienti chiave, spingendo molti di questi a stipulare contratti di fornitura pluriennali per garantirsi l'accesso alle memorie nel lungo periodo.
In questo scenario, Micron si dice consapevole delle difficoltà dei clienti e "delusa" di non poter coprire tutti i segmenti di mercato, ma al tempo stesso prevede margini lordi compresi tra il 67% e il 68% nel prossimo trimestre. Un livello che conferma come la carenza strutturale di memoria, destinata a protrarsi oltre il 2026, sia ormai considerata dall'azienda una nuova normalità del settore.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoOh, state facendo tutto voi eh! Perché, io almeno, non ho chiesto niente di tutto ciò.
Bravo,stanno facendo tutto loro,i superstalloni della IA,non sei l'unico a non avere chiesto niente, forse 8 miliardi e 200 milioni di esseri umani non hanno chiesto niente ma a loro non frega nulla.....
Almeno risparmiano sul collirio!
oggi invece Micron: carenza di DRAM strutturale oltre il 2026, l'AI ridisegna il mercato delle memorie
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