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Attenti a chiavette USB e schede SD troppo economiche: contengono chip scartati e malfunzionanti

Attenti a chiavette USB e schede SD troppo economiche: contengono chip scartati e malfunzionanti

Tutti sanno che prezzi troppo allettanti nascondono spesso un inganno, ma ora dalle analisi di CBL Datenrettung ne abbiamo la certezza: USB Stick e schede di memoria troppo economiche usano chip scartati dai grandi produttori ed espongono più facilmente alla perdita di dati

di pubblicata il , alle 11:04 nel canale Memorie
USB
 

Quante volte vi è capitato di salvare dati, magari anche importanti, sulla prima chiavetta USB che avevate a tiro? E quante volte quella chiavetta si è dimostrata inaffidabile? Con tanto di apparizione di quel brutto pop-up di Windows 'USB danneggiata o illeggibile' che è l'incubo di molti.

CBL Datenrettung, una delle principali aziende tedesche specializzate nel recupero dei dati, di quelle che si trovano giornalmente a dissezionare hard disk, chiavette USB e schede di memoria per recuperare informazioni, ha scoperto che la qualità dei chip di memoria usati nei dispositivi flash come microSD e USB-Stick è in costante calo.

Chip difettosi finiscono comunque sul mercato

Dalle loro analisi è emerso che molti prodotti di marche sconosciute o regalati come gadget pubblicitari utilizzano chip scartati dai grandi produttori, che vengono rimarchiati e venduti con una capacità inferiore. Capita, infatti, che chip che non hanno passato i controlli di qualità vengano comunque utilizzati, escludendo le aree non funzionanti, con una capacità reale inferiore a quella teorica. Questo comporta una maggiore probabilità di perdita dei dati e, inoltre, in caso di malfunzionamento rende più difficile il loro recupero.

Chiavetta USB fatta con scheda MicroSD di dubbia provenienza saldata sul circuito stampato

Spesso il logo del produttore originale viene cancellato o coperto. Sono stati anche riscontrati casi in cui delle microSD di dubbia provenienza siano state utilizzate al posto dei chip NAND saldandole sul circuito di una chiavetta USB e utilizzando il controller della card stessa per gestire i dati.

Quando abbiamo aperto alcune USB-Stick danneggiate, abbiamo trovato spesso dei chip di memoria di pessima qualità, con una capacità ridotta e il logo del produttore rimosso. Abbiamo anche visto dei casi in cui venivano saldate delle microSD scadenti su una scheda USB, invece di usare un chip NAND”, ha spiegato Conrad Heinicke, amministratore delegato di CBL Datenrettung.

In molti casi i chip di memoria flash utilizzati si basano sulla tecnologia NAND QLC (Quadruple Level Cell), che permette di aumentare la densità di memorizzazione dei dati riducendo le dimensioni delle celle. Tuttavia, questo ha anche degli svantaggi rispetto alla tecnologia SLC, (Single Level Cell): le celle si deteriorano più rapidamente, perdono la carica con il tempo e sono più sensibili alle variazioni di temperatura.

Chiavetta USB fatta con chip scartati e con nome produttore originale rimosso

Per questo motivo, i produttori di chip come Hynix, Sandisk o Samsung effettuano dei rigorosi controlli di qualità e scartano diversi chip che presentano difetti. Come dicevamo, questi chip scartati non vengono sempre distrutti, ma vengono acquistati da altre aziende che li utilizzano per produrre dispositivi flash a basso costo.

CBL Datenrettung ha anche fornito alcuni consigli per utilizzare i dispositivi flash in modo sicuro e affidabile:

  • Usare più dispositivi in rotazione, per evitare di consumare le celle con troppe operazioni di scrittura e cancellazione.
  • Preferire i dispositivi di dimensioni maggiori, che offrono una migliore resistenza meccanica e una migliore dissipazione del calore.
  • Rimuovere sempre i dispositivi in modo sicuro, cliccando sull’apposita opzione del sistema operativo e attendendo la conferma.
  • Conservare i dispositivi in luoghi freschi, per evitare che il calore acceleri la perdita di carica delle celle.
  • Usare dispositivi di marca e di qualità, evitando quelli regalati come gadget o di provenienza sospetta.
  • Accendere e leggere i dispositivi almeno una volta all’anno, per permettere ai meccanismi interni di correzione degli errori di rinfrescare i dati.
  • Utilizzare dispositivi poco usati e non riempirli completamente, per prolungare la vita dei meccanismi interni di gestione dei dati.
66 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
giovanni6907 Febbraio 2024, 11:24 #1
"Accendere e leggere i dispositivi almeno una volta all’anno, per permettere ai meccanismi interni di correzione degli errori di rinfrescare i dati."

Mhmm...davvero serve a qualcosa in chiavette USB che non hanno wear leveling e garbage collection o trim come gli SSD? Dubito...
!fazz07 Febbraio 2024, 11:30 #2
Originariamente inviato da: giovanni69
"Accendere e leggere i dispositivi almeno una volta all’anno, per permettere ai meccanismi interni di correzione degli errori di rinfrescare i dati."

Mhmm...davvero serve a qualcosa in chiavette USB che non hanno wear leveling e garbage collection o trim come gli SSD? Dubito...


beh calcola che per come funzionano le nand un refresh della carica nelle celle è necessaria
pengfei07 Febbraio 2024, 11:31 #3
Su Amazon si vedono molto anche gli ssd esterni che in realtà contengono una microsd dalla capacità enormemente inferiore al dichiarato col firmware fatto in modo da riportare la capacità dichiarata, le scritture vanno a buon fine ma in realtà sovrascrive i dati già presenti che poi risultano illeggibili
the_joe07 Febbraio 2024, 11:33 #4
Originariamente inviato da: pengfei
Su Amazon si vedono molto anche gli ssd esterni che in realtà contengono una microsd dalla capacità enormemente inferiore al dichiarato col firmware fatto in modo da riportare la capacità dichiarata, le scritture vanno a buon fine ma in realtà sovrascrive i dati già presenti che poi risultano illeggibili


Chi compra un SSD esterno da 32TB a 18€ se lo merita.
giovanni6907 Febbraio 2024, 11:35 #5
Originariamente inviato da: !fazz
beh calcola che per come funzionano le nand un refresh della carica nelle celle è necessaria


capisco, grazie.
gd350turbo07 Febbraio 2024, 11:36 #6
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Se vai a comprare uno di questi che vendono a 30 $ cosa pensi che ci sia dentro ?
e la cosa ancora più sconvolgente sono le recensioni dei clienti che dicono che sono contenti e che funziona bene !
the_joe07 Febbraio 2024, 11:43 #7
Originariamente inviato da: gd350turbo
Link ad immagine (click per visualizzarla)
Se vai a comprare uno di questi che vendono a 30 $ cosa pensi che ci sia dentro ?
e la cosa ancora più sconvolgente sono le recensioni dei clienti che dicono che sono contenti e che funziona bene !


Dammi il link che ne voglio comprare una dozzina.
Peppe197007 Febbraio 2024, 11:46 #8
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/memor...nti_124137.html

Tutti sanno che prezzi troppo allettanti nascondono spesso un inganno, ma ora dalle analisi di CBL Datenrettung ne abbiamo la certezza: USB Stick e schede di memoria troppo economiche usano chip scartati dai grandi produttori ed espongono più facilmente alla perdita di dati


Robba vecchia!

Un wafer che non passa il testing non viene buttato ma adoperato opportunamente
per altri scopi che magari non saranno intensivi e per gli scopi per cui è stato prodotto.
Un po come il maiale: non si butta niente, neanche i peli.

Esiste anche un tool per eseguire il test, ma il miglior test consiste nel fare
prevenzione ed evitare cineserie a basso costo... anche se spacciate di marca.
gd350turbo07 Febbraio 2024, 11:48 #9
eh ce ne sono finchè vuoi su aliexpress
e se ce ne sono in vendita così tanti è perchè c'è tanta gente che li compra ed è pure contenta !
Peppe197007 Febbraio 2024, 11:53 #10
Originariamente inviato da: gd350turbo
eh ce ne sono finchè vuoi su aliexpress
e se ce ne sono in vendita così tanti è perchè c'è tanta gente che li compra ed è pure contenta !


Eh! e poi quando vanno a prelevare i loro dati e non riescono a "tirare un ragno
dal buco", poi magari danno la colpa al pc

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